Report Sapar: dalla tassazione degli apparecchi all’Erario, dai punti vendita di gioco al riconoscimento giuridico della figura del gestore

In Italia la raccolta di gioco con vincita in denaro è riservata allo Stato e alle imprese private che operano nel settore e che sono tutte autorizzate mediante un complesso sistema di concessioni ed autorizzazioni: in pratica le imprese del settore svolgono un servizio pubblico, non gestiscono un prodotto del quale possono determinare il contenuto, stabilito invece direttamente dalla legge e dai regolamenti della Amministrazione competente, ossia il MEF tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La tassazione applicata agli apparecchi comma 6a e 6b garantisce un cospicuo livello di gettito erariale, a differenza degli altri giochi di Stato, in quanto la parte dell’incasso trattenuto ai fini contributivi è molto elevata. E’ quanto si legge nel report sul gioco pubblico in Italia pubblicato da Sapar.

Composizione della filiera del gioco pubblico

La filiera del gioco pubblico è molto ampia e variegata. Nel 2021, per il settore delle Awp vi sono 11 concessionari, 5mila aziende di gestione, 52mila esercenti e 255mila apparecchi di questo tipo presenti sul territorio per un totale di persone occupate che ammonta a 150mila. Per le Vlt vi sono 11 concessionari, 4.600 sale dedicate e 55.772 apparecchi di questo tipo sul territorio. Per le scommesse sportive ed ippiche sono 214 i concessionari. Le prime contano 9.329 punti vendita, mentre per le seconde vi sono 5.387 punti vendita. Per quanto riguarda i giochi online i concessionari ammontano a 96. Per il Lotto, lotterie istantanee e giochi numerici a totalizzatore c’è un solo concessionario per ogni tipologia. Si può giocare al Lotto in 34.299 esercizi pubblici, mentre le lotterie istantanee sono presenti in 53.798 locali e, infine, i giochi numerici a totalizzatore contano 33.775 esercizi pubblici.

Contributo dei giochi all’Erario

Il report di Sapar denota che contributo principale all’Erario del settore dei giochi nel secondo trimestre del 2022 deriva dagli apparecchi da intrattenimento con il 62,83% del totale (1.835,89 milioni di euro). Al secondo posto ci sono i giochi numerici e lotterie con 26,51% (774,64 milioni di euro). A seguire troviamo le scommesse con il 4,74% (38 milioni di euro). Infine, gli altri giochi contribuiscono per il 5,92% del totale (172,95 milioni di euro).

Confronto tra raccolta di gioco fisico e online

Molto interessante vedere come si è evoluto il confronto della raccolta tra il gioco fisico e quello a distanza dal 2019 ad oggi. Nell’ultimo anno prima dell’avvento della pandemia la raccolta del settore terrestre ammontava a 74.075 milioni di euro, mentre l’online si attestava 36.388 milioni di euro. Nel 2021 i ruoli si ribaltano con la raccolta online che sale a 67.178 milioni di euro e il fisico scende a 44.000 milioni di euro.

Tassazione sugli apparecchi da intrattenimento

Secondo i dati Adm relativi al 2022 gli operatori di gioco a mezzo apparecchi awp e VLT hanno versato all’Erario quasi 2.7 miliardi di euro, nei primi mesi dell’anno. La tassazione nei primi mesi dell’anno è attualmente fissata al 24% a seguito dell’innalzamento del Preu già previsto dalla Legge nr.160/2019 e non abrogato nonostante la pandemia abbia costretto il settore alla chiusura per sei mesi nell’anno solare 2020.

Considerando l’aliquota attuale, su un importo complessivo di 100 euro l’apparecchio tende a conformarsi ai parametri previsti e quindi il 65% del giocato tornerà in vincita, la restante somma, cioè i €.35,00 rimangono nell’apparecchio, di questi 24 finiscono all’Erario, 0,80 ad Adm e circa 1 Euro va al concessionario a titolo di costo di rete; i restanti €.9,20 remunerano la cosiddetta filiera, formata da gestori e esercenti. Il tutto per una tassazione effettiva pari a circa il 74%. E’ quanto si evince dal report pubblicato da Sapar.

Le proposte di Sapar

Le proposte principali di Sapar sono sostanzialmente due: il riconoscimento del ruolo a livello giuridico del Gestore all’interno della filiera del gioco di Stato in materia di apparecchi ex art. 110 comma 6 lett. a, TULPS e l’omogeneizzazione delle normative territoriali per quanto riguarda orari e distanze onde evitare la diffusione del gioco illegale. Infatti, per contrastare questo fenomeno è indispensabile un quadro normativo a livello nazionale che superi la frammentazione delle normative territoriali diverse fra regione e regione e da comune a comune, ricordiamo come la Conferenza Stato Regioni ed il Decreto Dignità n. 87/2018 prevedono a tal proposito l’adozione di una normativa nazionale ancora non emanata (in tal senso è molto importante la pronuncia del Consiglio di Stato del 18 Agosto 2020 che ha riconosciuto efficacia vincolante all’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni in materia di orari). Tutto questo assume ancor più valore se si considera l’imminente scadenza della concessione per la raccolta di gioco a mezzo apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps e la necessaria indizione del nuovo bando con la impossibilità di programmare gli introiti erariali e gli investimenti delle imprese in presenza di normative locali fortemente limitative dell’offerta; in questo quadro appare urgente la modifica dei requisiti di accesso al bando per la nuova concessione come previsti dalla Legge di Bilancio 2020.

Il report integrale di Sapar.

ac/AGIMEG