Quaderno sull’antiriciclaggio UIF: videogiochi e gaming, nuove casistiche su frodi, criptovalute e skin

L’ottavo numero del Quaderno delle Casistiche di riciclaggio UIF raccoglie alcune tra le più significative analisi condotte dall’Unità di Informazione Finanziaria, riferite a fenomeni emergenti e a schemi operativi di particolare complessità, riconducibili, tra l’altro, al money laundering as a service, al riciclaggio realizzato mediante l’utilizzo di virtual IBAN e a diverse tipologie di truffe.

Le casistiche presentate traggono origine sia dalle segnalazioni trasmesse dai soggetti obbligati nell’ambito degli obblighi di collaborazione attiva, sia dall’attività di analisi e approfondimento svolta direttamente dall’Unità, anche attraverso lo sfruttamento del patrimonio informativo disponibile e l’impiego di strumenti e metodologie innovative.

Tali approcci, unitamente alle informazioni acquisite nell’ambito della collaborazione con le FIU estere, hanno consentito di individuare anomalie e connessioni operative non immediatamente rilevabili, soprattutto in presenza di schemi articolati, caratterizzati da un’elevata frammentazione dei flussi o da meccanismi idonei a ostacolarne la tracciabilità.

Coerentemente con le edizioni precedenti, le casistiche presentate offrono una rappresentazione organica delle analisi svolte dalla UIF e delle informazioni esaminate, evidenziando i profili di rischio e le criticità delle operatività osservate, anche alla luce degli indicatori di anomalia emanati dall’Unità e, ove possibile, le connesse ipotesi di illecito.

I casi riportati

Reimpiego dei proventi di una truffa del tipo imposter scam tramite criptoattività

Le vittime di una truffa di tipo imposter scam, perpetrata mediante un’applicazione di messaggistica istantanea, effettuano ricariche a favore di una rete di soggetti di giovane età, titolari di carte di pagamento emesse a distanza temporale ravvicinata dal medesimo istituto di pagamento.

La provvista, derivante dalle ricariche delle singole carte, viene trasferita su rapporti intestati a una società con sede in uno Stato dell’Europa occidentale, tramite bonifici con causali spesso afferenti ad una piattaforma cinese di scambio di oggetti virtuali per videogiochi (skin), per poi essere trasferita su sistemi di negoziazione di criptoattività.

Il caso

Il caso trae origine dall’analisi congiunta di numerose segnalazioni trasmesse da parte dello stesso IMEL, riportanti la medesima operatività relativa a numerose ricariche di carte di pagamento effettuate, in un ristretto arco temporale, da parte di molteplici persone fisiche appartenenti al Gruppo X, anche con denaro contante.

La provvista così costituita viene impiegata per disporre bonifici in favore di una medesima controparte, con sede legale e conti correnti incardinati presso un intermediario di un Paese dell’Europa occidentale. Nell’ambito degli approfondimenti condotti, è emersa la presenza di denunce presentate all’Autorità giudiziaria da parte di alcuni membri del Gruppo X, che dichiaravano di essere stati vittime di una truffa, della tipologia imposter scam, riportata anche su articoli di stampa e perpetrata ai loro danni mediante l’ausilio di una diffusa applicazione di messaggistica istantanea.

Le analisi svolte sui profili soggettivi e sull’operatività segnalata hanno portato a formulare l’ipotesi che i titolari delle carte su cui erano state accreditate le ricariche fossero, in realtà, parte di una medesima Rete Y, costituita allo scopo di realizzare la truffa. A tale conclusione si è giunti considerando:

i) la composizione del gruppo, costituito da individui dal simile profilo soggettivo;

ii) l’emissione, in un arco temporale ravvicinato, di carte di pagamento a loro intestate da parte dello stesso IMEL;

iii) le ricariche disposte dal Gruppo X per importi ricorrenti in favore di destinatari diversi;

iv) l’utilizzo della provvista per ordinare bonifici in favore di conti correnti intestati alle medesime controparti, Alfa e Tizia, con causali ricorrenti e spesso riferite a una piattaforma cinese di scambio di oggetti virtuali per videogiochi;

v) l’estinzione delle carte di pagamento in alcuni casi nella medesima data.

Dalle informazioni ricevute tramite il canale della collaborazione internazionale è emerso che le movimentazioni sui conti correnti di Alfa e di Tizia sarebbero riconducibili a Caio, figlio minorenne di Tizia, il quale opererebbe nel commercio di skin.

Dall’analisi dei conti correnti di Alfa è emerso che la provvista ricevuta, proveniente anche da conti correnti radicati in altri paesi dell’Europa occidentale, è stata trasferita su conti intestati a Tizia presso noti crypto-asset service provider (CASP) internazionali, dai quali, previa conversione in una diffusa stablecoin, è stata destinata su ulteriori address.

Potenziale utilizzo illecito di un sistema informale di trasferimenti tra persone fisiche anche attraverso criptoattività

Una donna originaria del Nord Africa riceve criptoattività da un address riferibile a un gruppo paramilitare oggetto di sanzioni internazionali per profili di terrorismo. L’analisi condotta ha fatto emergere una rete di soggetti, spesso connazionali, che porterebbe a presumere l’esistenza di un sistema informale di trasferimento di somme dall’Italia al Paese di origine della donna, anche attraverso transazioni in criptoattività.

Il caso

Il caso trae origine dall’analisi di una segnalazione, pervenuta da un intermediario attivo nel settore delle criptoattività, relativa alla ricezione da parte di Tizia di crypto-asset provenienti da un address che, sulla base delle informazioni ricavate dall’analisi forense, sarebbe riconducibile ad Alfa, organizzazione paramilitare oggetto di sanzioni internazionali per terrorismo.

L’analisi si è pertanto incentrata sul profilo soggettivo e finanziario di Tizia, donna di età avanzata attiva nel settore agricolo. L’esame della movimentazione sul wallet di Tizia, effettuato anche attraverso l’impiego di applicativi per l’analisi della blockchain a disposizione dell’Unità, ha evidenziato la ricezione di crypto-asset provenienti da numerosi soggetti, spesso suoi connazionali e residenti in Italia, e il successivo invio a ulteriori connazionali, in prevalenza residenti nel suo Paese di origine.

Sono stati inoltre rilevati trasferimenti a favore di un wallet che, sulla base di quanto riferito dal segnalante, è risultato riconducibile sia a Mevio che a Beta, società attiva nel comparto del gaming come fornitore di infrastrutture tecnologiche o come piattaforma di gioco.

Dalla disamina delle carte di pagamento e dei conti correnti di Tizia, è emerso in via prevalente lo scambio di somme con connazionali residenti in Italia, talvolta coincidenti con i nominativi coinvolti nell’operatività in criptoattività. Tra le controparti dirette di Tizia sono apparse meritevoli di analisi le posizioni dei coniugi Caio e Sempronia.

In particolare, è emerso come una delle ultime operazioni in criptoattività compiute da Tizia sia stata indirizzata a Caio, dotato di wallet acceso poco tempo prima e accreditato con ingenti somme provenienti da connazionali non residenti in Italia e inviate, in buona parte, a Mevio e/o Beta. Sempronia, invece, è risultata interessata da trasferimenti disposti da Tizia in favore di un suo wallet e da un’operatività in valute virtuali assimilabile a quella realizzata da quest’ultima.Scommesse sportive

Dall’analisi congiunta delle posizioni di Tizia, Caio e Sempronia è inoltre emersa la condivisione di indirizzi di residenza, la ricorrenza di diverse controparti comuni e la presenza, tra queste, di nominativi già noti all’Unità in quanto oggetto di precedenti segnalazioni relative principalmente a fenomeni di migrant smuggling, come confermato dalle indagini a carico di Caio, nonché in misura minore a possibili profili di finanziamento del terrorismo.

Tra le fattispecie più ricorrenti nelle segnalazioni menzionate è in particolare emersa un’intensa operatività su carte di pagamento condotta principalmente da Tizia e da suoi connazionali, apparentemente propedeutica all’invio di somme a un istituto di moneta elettronica estero. In merito, analisi svolte in passato dall’Unità hanno portato a ipotizzare l’esistenza di un sistema finanziario finalizzato alla canalizzazione di fondi da parte di soggetti originari del Nord Africa verso il proprio Paese di origine.

In tale ambito si ipotizzava inoltre che alcuni titolari dei rapporti su cui transitavano le somme non avessero nei fatti l’effettivo controllo del rapporto, circostanza che appare verosimile anche nel presente caso, tenuto conto degli elementi soggettivi sopra evidenziati con riferimento a Tizia, Caio e Sempronia.

Da ultimo, tra le controparti comuni dei tre, alcune sono risultate presentare sui social network profili in cui sembrerebbe sponsorizzata attività di trasferimento di denaro e di crypto-asset. Il caso evidenzia pertanto la possibile evoluzione di modalità operative già note, ma ora poste in essere anche con l’impiego di crypto-asset, che potrebbero ostacolare la ricostruzione dei flussi finanziari e l’identificazione dei soggetti coinvolti.

Nel caso di specie, inoltre, il contatto con contesti verosimilmente collegati al migrant smuggling e al finanziamento del terrorismo potrebbe indicare che tali sistemi di trasferimento informali siano esposti anche a condotte caratterizzate da un profilo di rischio significativamente più elevato. cdn/AGIMEG