Home Attualità PVR/Internet Point ad Acireale, annullato il sequestro: la difesa dimostra la distanza tra ricarica lecita (PVR), Internet Point e raccolta abusiva

PVR/Internet Point ad Acireale, annullato il sequestro: la difesa dimostra la distanza tra ricarica lecita (PVR), Internet Point e raccolta abusiva

Tar tribunale giudice cassazione

Il Tribunale del Riesame di Catania ha annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso nell’ambito dell’indagine su un presunto punto di raccolta abusiva di scommesse ad Acireale. Il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per l’immediata restituzione dei beni sequestrati all’interno dell’attività commerciale, una cartoleria cittadina.

La vicenda e la linea difensiva

L’operazione era scattata a seguito del rinvenimento di computer, ricevute di gioco, annotazioni manoscritte e palinsesti. Elementi che avevano inizialmente indotto gli inquirenti a ipotizzare un’attività clandestina di accettazione e pagamento delle giocate.

In sede di Riesame, la difesa condotta dall’avvocato Davide Giuseppe Giugno — avvalendosi della consulenza tecnica di Salvatore Vullo (KOGEM) — ha dimostrato l’inconsistenza degli indizi. La semplice presenza di materiale cartaceo e di una zona Internet Point non costituiva prova sufficiente di un’intermediazione illecita o di una gestione abusiva delle puntate.

La distinzione tra PVR lecitamente gestito e raccolta abusivaavvocato Davide Giuseppe Giugno

Il punto centrale del ricorso si è basato sulla netta separazione tra l’attività consentita a un Punto Vendita Ricariche (PVR) e le condotte penalmente sanzionate dall’art. 4 della Legge 401/1989 e dall’art. 88 del TULPS.

La difesa – fa sapere Kogem – ha evidenziato come:

Le conclusioni del Tribunale

La giurisprudenza di settore distingue nettamente la mera attività ausiliaria e lecita del PVR dall’intermediazione abusiva, che scatta soltanto quando il gestore interviene direttamente mettendo a disposizione propri fondi, incassando poste o pagando le vincite al banco.

“L’annullamento del decreto rappresenta dunque un significativo risultato processuale per la difesa dell’Avv. Davide Giuseppe Giugno, che ha imposto una verifica concreta della condotta individuale, della riferibilità dei reperti e della loro effettiva utilità probatoria. Il provvedimento riguarda il sequestro probatorio e non costituisce una sentenza definitiva sul merito dell’accusa, ma valorizza l’esigenza che la contestazione penale non possa fondarsi soltanto sulla struttura del locale o sulla presenza di un Internet Point o di documentazione astrattamente compatibile con più spiegazioni”, conclude Kogem. cdn/AGIMEG

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