Ughi (Obiettivo 2016) ad Agimeg: “Imporre il pagamento elettronico nei giochi avrebbe un forte impatto negativo. Necessario che il Governo intervenga sul sistema interbancario”

“Ci sono aspetti fondamentali da valutare in merito all’ipotesi di vietare l’uso del contante per l’accettazione delle giocate. Il primo è economico. Il margine di guadagno dell’organizzatore del gioco sarà irrisorio, visto che dovrà sostenere l’onere delle commissioni bancarie. Nelle sale si vendono scommesse anche da un euro. Non siamo negozi di abbigliamento che possono permettersi di caricare queste spese sul prezzo di un capo costoso. Nel caso l’onere dovesse ricadere sul giocatore, questo si sentirà ulteriormente tassato. Si tratterebbe quindi di una condizione insostenibile sia per il cliente sia per il titolare di sala. Il Governo in questo caso dovrebbe imporre al sistema interbancario un abbattimento delle commissioni. Dal punto di vista organizzativo se per alcuni negozi specializzati, attraverso i voucher prepagati, il problema è già risolto, per tutti gli altri negozi bisognerebbe prevedere un cambiamento radicale di gestione”. Così Maurizio Ughi, di Obiettivo 2016, ha commentato ad Agimeg i possibili effetti del divieto di uso di contante per le scommesse e le puntate sugli altri giochi,  annunciato da Laura Castelli, vice ministro all’Economia. “Il tema, comunque non può essere affrontato nella legge di Bilancio, ma durante un tavolo di lavoro per una normativa nazionale per tutti i giochi. La filiera e i giocatori si meritano una regolamentazione precisa. L’attuale situazione porta invece i giocatori verso un’offerta non regolamentata. Purtroppo da 4-5 anni manca la volontà della politica, che forse non ha il coraggio di affrontare la questione”.

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