Legge gioco Puglia, consiglieri DIT: “Ludopatia non si contrasta chiudendo centri scommesse o spostandoli di qualche metro da luoghi sensibili”

“C’è un errore che va evitato e sul quale i colleghi del Movimento 5 Stelle creano malintesi e fanno liste di proscrizione tra coloro che sarebbero i ‘buoni’ e i ‘cattivi’: i centri scommesse autorizzati  non hanno nulla a che vedere con il gioco d’azzardo. Anzi la loro presenza consente controlli che le bische non hanno. Ma soprattutto la ludopatia, malattia da gioco gravissima, non si sconfigge chiudendo i centri scommesse o spostandoli di qualche metro da scuole, chiese od ospedali”. E’ quanto affermano i consiglieri di Dit (Direzione Italia) Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini a margine dell’approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla legge regionale 43/2013 sul contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP). “Chi lo pensa fa, solo mera demagogia – aggiungono -. Per questo abbiamo votato, insieme alla maggioranza, una modifica alla legge regionale consentendo ai centri già esistenti di non chiudere anche se non rispettano la distanza prevista dai punti definiti sensibili e di prevedere, invece, una riduzione della distanza (da 500 a 250 metri) per quelli di nuova apertura. Abbiamo voluto salvaguardare anche un livello occupazionale che in Puglia riguarda migliaia di dipendenti che avrebbero potuto rischiare il proprio posto di lavoro. E’ chiaro che la ludopatia rimane una delle piaghe peggiori e chi si ammala finisce per mettere a repentaglio l’intero patrimonio familiare oltre che la propria salute. In questo caso è necessario che la prevenzione venga potenziata, così come gli stessi controlli nei centri che hanno tutto l’interesse ad avere giocatori sani e non patologici”, hanno concluso. cdn/AGIMEG

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