Gara Gratta e Vinci, Botto (CLN): “Norma sul rinnovo serviva solo a consentire allo Stato di incassare il prezzo del rinnovo”

“Il decreto fiscale del 2017 – che ha accordato il rinnovo della concessione dei Gratta e Vinci al Consorzio Lotterie Nazionali‎ – aveva finalità meramente finanziarie. Serviva a iscrivere il prezzo del rinnovo nel bilancio dello Stato. Per il resto è inutile”. Lo ha detto l’avv. Alessandro Botto, legale del Consorzio, nei ricorsi al Tar Lazio intentati da Sisal e Stanley contro il rinnovo della concessione. Per Botto, in sostanza, il rinnovo era già previsto dalla gara del 2010, e il decreto del 2017 non ha anticipato i termini (la concessione scadrà nel 2019), ma ha solo consentito allo Stato di incassare subito il corrispettivo. Ha quindi preso la parola l’avv. Vincenzo Fortunato, spiegando che il Tar si deve limitare a accertare “se vi sia stata o meno una discriminazione. Ma qui ci muoviamo all’interno di un rapporto concessorio, e non è possibile discriminare un soggetto che non ha partecipato a una gara”. gr/AGIMEG

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