È nata durante la pandemia con l’ambizione di trasformare le opinioni in previsioni misurabili. Ha sfidato i sondaggi tradizionali, ha attirato miliardi di dollari sulle elezioni americane, ha affrontato sanzioni e indagini negli Stati Uniti e ha conquistato investitori come Intercontinental Exchange, proprietaria del NYSE. Nel frattempo, però, diversi Paesi hanno bloccato Polymarket, tra cui l’Italia, e la piattaforma è al centro di controversie su manipolazioni e operazioni basate su informazioni riservate.
È la storia di Polymarket, – riporta Agimeg – la piattaforma che permette di acquistare e vendere contratti legati all’esito di eventi futuri: dalla politica allo sport, dall’economia alle guerre, fino alle temperature registrate in una determinata città.
Polymarket si definisce un prediction market, un mercato delle previsioni capace di raccogliere le informazioni possedute dagli utenti e trasformarle in probabilità. Ma la presenza di denaro reale e la possibilità di ottenere vincite milionarie rendono il confine con le scommesse estremamente sottile. C’è anche da sottolineare che le indicazioni dei bookmaker classici sono molto più attendibili perché basate su rilevazioni “tecniche” e non su puntate “scomposte” che possono alterare le vere probabilità di un evento.
Le origini dei prediction market
La storia non comincia con Polymarket e neppure con la blockchain. Uno dei precedenti più importanti risale al 1988, quando alcuni docenti dell’Università dell’Iowa diedero vita agli Iowa Electronic Markets, mercati sperimentali nei quali era possibile acquistare e vendere contratti collegati, tra le altre cose, ai risultati delle elezioni.
L’obiettivo era verificare se un mercato nel quale le persone rischiavano piccole somme di denaro (5 dollari a testa) potesse offrire previsioni più attendibili rispetto ai tradizionali sondaggi. Il principio era semplice: quando una persona deve impegnare denaro, non è sufficiente esprimere una preferenza politica o indicare il candidato che vorrebbe vedere vincitore. Deve cercare di capire quale risultato sia realmente più probabile.
I prezzi dei contratti diventavano così una misura delle aspettative collettive. Se un contratto legato alla vittoria di un candidato veniva scambiato a 60 centesimi, il mercato attribuiva indicativamente a quel risultato una probabilità del 60%.
Diversi studi hanno successivamente confrontato le indicazioni degli Iowa Electronic Markets con centinaia di sondaggi elettorali. In una delle analisi più conosciute, relativa a cinque elezioni presidenziali americane tra il 1988 e il 2004, il mercato predittivo risultò più vicino all’esito finale rispetto ai sondaggi nel 74% dei confronti.
È da questa idea, spesso sintetizzata con l’espressione “saggezza della folla”, che discendono i moderni prediction market. Insomma l’idea iniziale era quella di far “ragionare” le persone prima di esprimere una preferenza rapida e superficiale. Un’idea che però nel corso del tempo si é trasformata in un business anche pericoloso per la mole di denaro mossa e per il susseguente interesse da parte di alcuni speculatori di manipolare gli eventi.
Minacce ai giornalisti
Ne è un esempio quanto successo ad un cronista di guerra israeliano del Times of Israel. Il giornalista fu minacciato di morte dopo avere pubblicato una ‘breve’ su un missile iraniano caduto in un’area aperta vicino a Beit Shemesh, a ovest di Gerusalemme. Dietro le intimidazioni, secondo quanto ricostruito dal Washington Post, ci sarebbero stati scommettitori attivi sulla piattaforma Polymarket, dove erano in gioco milioni di dollari sulla possibilità che un missile iraniano colpisse Israele proprio quel giorno. Il giornalista, Emanuel Fabian, 28 anni, aveva scritto in un breve lancio che un missile aveva
colpito una zona aperta senza provocare feriti. Una notizia apparentemente marginale, che però avrebbe potuto determinare la vittoria di chi aveva puntato sul “sì” nel mercato aperto da Polymarket. Solo in un secondo momento Fabian ha capito perché sconosciuti cominciassero a scrivergli, prima con toni cortesi, poi sempre più aggressivi, chiedendogli di modificare il testo.
Secondo il quotidiano americano, in un primo momento alcuni utenti gli avrebbero chiesto di “aggiornare” l’articolo sostenendo che l’esplosione potesse essere stata provocata non da un missile caduto a terra, ma dai frammenti di un vettore intercettato. Una distinzione decisiva per la scommessa: in base alle regole del mercato, un missile intercettato non conta infatti come “strike”, cioè come impatto valido.
Con il passare delle ore la pressione sarebbe però degenerata, dando al giornalista “90 minuti per aggiornare la menzogna” e aggiungendo di sapere dove viveva e chi fossero i suoi familiari. In un altro messaggio, secondo la ricostruzione, il mittente affermava che se il giornalista gli avesse fatto perdere una puntata da 900 mila dollari, avrebbero investito “non meno di quella cifra” per “farlo fuori”. Insomma l’idea di far ragionare gli uomini si scontrava con il potere dei soldi.
Shayne Coplan e la nascita di Polymarket durante il Covid
Polymarket – riporta Agimeg – nasce nel 2020 per iniziativa di Shayne Coplan, giovane informatico newyorkese interessato alle criptovalute e alla finanza decentralizzata. Durante il lockdown, mentre online si moltiplicavano ipotesi, previsioni e teorie sugli sviluppi della pandemia, Coplan intravide la possibilità di costruire una piattaforma nella quale le opinioni non venissero soltanto pubblicate, ma messe alla prova attraverso
La tecnologia blockchain permetteva di registrare le operazioni e gestire i pagamenti attraverso strumenti digitali. Polymarket venne costruita sulla rete Polygon, una soluzione collegata all’ecosistema Ethereum, e utilizzò principalmente USDC, stablecoin il cui valore è ancorato al dollaro.
Nel giro di poco tempo, la piattaforma estese i propri mercati ben oltre il Covid. Comparvero quesiti sulla politica, sull’economia, sulle criptovalute, sulla cultura, sullo sport, sulla tecnologia e sugli eventi internazionali, insieme a domande decisamente più insolite.
Come funziona Polymarket
Il funzionamento di base è apparentemente semplice. Per ogni evento vengono definiti dei risultati, spesso formulati attraverso una domanda alla quale rispondere “Yes” oppure “No”. Gli utenti acquistano contratti legati al risultato che ritengono più probabile. Il prezzo varia tra 0 e 1 dollaro e viene interpretato come la probabilità attribuita dal mercato a quell’esito.
Se un contratto “Yes” costa 30 centesimi, significa che il mercato valuta intorno al 30% la possibilità che l’evento si verifichi. Se il risultato finale è positivo, ogni contratto vincente viene liquidato a 1 dollaro; se l’evento non si verifica, il suo valore scende a zero.
Polymarket guadagna l’1%, ma può arrivare anche all’1,8%, su ogni operazione e visto i volumi delle scommesse stiamo parlando di centinaia di milioni di dollari. Non è tuttavia necessario attendere la conclusione. I contratti possono essere rivenduti prima della risoluzione, approfittando delle oscillazioni prodotte da nuove informazioni, dichiarazioni o cambiamenti dello scenario.
Polymarket non stabilisce direttamente le quote come farebbe un bookmaker tradizionale: i prezzi si formano attraverso gli scambi tra gli utenti. Questo è uno degli argomenti utilizzati per descrivere la piattaforma come un mercato finanziario delle informazioni e non come un normale sito di scommesse.
La distinzione, però, è tutt’altro che semplice. Gli utenti impegnano denaro su eventi incerti e possono perdere integralmente quanto investito. Inoltre, la classificazione giuridica varia da una giurisdizione all’altra.
Il problema della “verità”: chi stabilisce il risultato?
Ogni mercato contiene regole che dovrebbero indicare con precisione quando e in base a quali fonti il quesito sarà risolto. Quando l’esito è inequivocabile, il sistema non presenta particolari difficoltà. Se la domanda riguarda il vincitore ufficiale di un’elezione o il risultato di una competizione sportiva, è normalmente possibile individuare una fonte riconosciuta.
I problemi emergono quando il quesito è ambiguo, la notizia non è confermata in maniera uniforme oppure l’evento può essere interpretato in modi differenti. Per le controversie, la piattaforma internazionale ha fatto ricorso al sistema di risoluzione di UMA, basato su proposte, eventuali contestazioni e votazioni alle quali partecipano i possessori dei relativi token. Chi contesta un risultato deve depositare una garanzia economica.
Questo sistema viene presentato come decentralizzato, ma ha suscitato critiche per la concentrazione del potere di voto in un numero limitato di wallet e per il possibile conflitto di interessi di soggetti che potrebbero, contemporaneamente, votare sulla risoluzione e avere posizioni economiche sul mercato interessato.
Il caso del sommergibile Titan
Una delle prime grandi controversie riguardò il sommergibile Titan, imploso nel giugno 2023 durante una spedizione verso il relitto del Titanic. Su Polymarket era stato aperto un mercato per stabilire se il mezzo sarebbe stato “ritrovato” entro una determinata data. Quando vennero individuati alcuni resti compatibili con un’implosione, il risultato fu orientato verso il “Yes”.
Una parte degli utenti contestò la decisione, sostenendo che trovare frammenti del sommergibile non equivalesse necessariamente a ritrovare l’intero mezzo. La controversia dimostrò quanto la formulazione iniziale del quesito potesse condizionare la distribuzione del denaro.
Il problema non riguardava la blockchain, che poteva eseguire correttamente il pagamento, ma il rapporto tra il linguaggio utilizzato nel contratto e una realtà spesso più complessa di una risposta affermativa o negativa. In tutto questo non va dimenticato l’aspetto etico. La controversia in questione riguardava infatti un evento tragico, dove erano morte delle persone. Insomma i soldi calpestavano le più elementari regole etiche.
La sanzione della CFTC e l’uscita dal mercato americano
La rapida crescita della piattaforma attirò l’attenzione delle autorità statunitensi. Nel gennaio 2022 la Commodity Futures Trading Commission, l’autorità americana competente sui derivati, contestò alla società l’offerta di contratti binari basati su eventi senza la necessaria registrazione.
Polymarket accettò di pagare una sanzione da 1,4 milioni di dollari, chiudere i mercati non conformi e cessare le violazioni. La collaborazione fornita durante l’indagine contribuì a contenere l’importo della multa.
Dopo l’accordo, la piattaforma internazionale bloccò formalmente gli utenti statunitensi. Polymarket continuò tuttavia a crescere in altre giurisdizioni, mentre rimaneva il sospetto che alcuni clienti americani riuscissero ad accedere attraverso VPN o altri strumenti utilizzati per mascherare la propria posizione.
La blockchain non aveva quindi posto Polymarket al di fuori delle regole. La CFTC valutò i contratti sulla base della loro sostanza economica, indipendentemente dalla tecnologia impiegata per negoziarli e liquidarli.
Le presidenziali americane trasformano Polymarket
Il vero salto di dimensione arrivò con le elezioni presidenziali statunitensi del 2024. Sui mercati dedicati alla sfida per la Casa Bianca furono negoziati complessivamente oltre 3 miliardi di dollari. Polymarket divenne un punto di riferimento seguito non soltanto dagli utenti interessati a guadagnare sull’esito elettorale, ma anche da giornalisti, analisti e investitori.
Per lunghi periodi la piattaforma attribuì a Donald Trump probabilità di vittoria superiori rispetto a quelle suggerite da diversi sondaggi. La successiva elezione del candidato repubblicano rafforzò la narrativa secondo la quale i prediction market sarebbero in grado di leggere la realtà meglio degli strumenti tradizionali.
Il risultato corretto non dimostra, da solo, la superiorità assoluta del sistema. I prezzi possono essere influenzati dalla composizione geografica e politica degli utenti, dalla liquidità disponibile e dalle operazioni di un numero limitato di grandi investitori.
Durante la campagna elettorale fece discutere il caso di un trader francese che, utilizzando più account, investì circa 30 milioni di dollari sulla vittoria di Trump e su altri risultati favorevoli ai repubblicani. Quelle operazioni furono sufficientemente grandi da incidere sulle probabilità visualizzate dalla piattaforma.
Polymarket verificò l’attività e non individuò elementi che dimostrassero una manipolazione politica: il trader avrebbe sostenuto di avere perseguito esclusivamente un profitto economico.
La perquisizione nell’abitazione di Coplan
Nel novembre 2024, pochi giorni dopo le elezioni, agenti federali perquisirono l’abitazione di Shayne Coplan e sequestrarono alcuni dispositivi elettronici.
Le autorità americane stavano verificando se Polymarket avesse continuato ad accettare operazioni da parte di utenti statunitensi nonostante l’accordo raggiunto con la CFTC nel 2022.
Coplan e la società interpretarono pubblicamente l’intervento come un’azione politica dell’Amministrazione Biden. La circostanza che Polymarket avesse indicato Trump come favorito contribuì ad alimentare questa lettura, senza però dimostrare che l’indagine fosse stata avviata per ragioni politiche.
Nel luglio 2025 il Dipartimento di Giustizia e la CFTC comunicarono la chiusura delle rispettive indagini senza formulare nuove accuse pubbliche.
I grandi investimenti e l’acquisizione di QCEX
Intanto Polymarket aveva cominciato ad attirare alcuni dei più importanti investitori della tecnologia e delle criptovalute. Nel 2024 la società annunciò di aver raccolto complessivamente circa 70 milioni di dollari attraverso due operazioni. Tra i finanziatori figuravano Vitalik Buterin, cofondatore di Ethereum, e Founders Fund, la società di venture capital fondata da Peter Thiel.
Nel luglio 2025 arrivò il passaggio decisivo per il ritorno negli Stati Uniti: Polymarket acquistò per 112 milioni di dollari QCEX, gruppo composto da un mercato di derivati e da una struttura di compensazione autorizzati dalla CFTC.
L’acquisizione non rappresentò una semplice compravendita automatica di una licenza. Permise però a Polymarket di disporre di un’infrastruttura regolamentata sulla quale costruire la propria offerta americana.
Nel settembre 2025 arrivò un ulteriore via libera della CFTC e, entro la fine dell’anno, Polymarket US iniziò a operare attraverso QCX. La piattaforma statunitense regolamentata resta giuridicamente distinta da quella internazionale.
Donald Trump Jr. e il legame con 1789 Capital e Polymarket
Nell’agosto 2025 Polymarket annunciò anche un investimento strategico da parte di 1789 Capital, società di venture capital della quale Donald Trump Jr. è partner. Il figlio del presidente entrò nell’advisory board di Polymarket, quindi nel comitato consultivo e non nel consiglio di amministrazione.
L’operazione rafforzò comunque il collegamento politico e imprenditoriale tra la piattaforma e l’area vicina a Donald Trump. Trump Jr. aveva già assunto un ruolo di consulenza anche presso Kalshi, principale concorrente americano di Polymarket.
La successione degli avvenimenti — chiusura delle indagini, investimento di 1789 Capital, ingresso di Trump Jr. e ritorno regolamentato negli Stati Uniti — ha alimentato interrogativi sui rapporti tra prediction market e nuova Amministrazione. Non esistono però elementi sufficienti per affermare che i provvedimenti delle autorità siano stati adottati direttamente per favorire Polymarket.
L’investimento del proprietario del New York Stock Exchange
La definitiva consacrazione istituzionale arrivò nell’ottobre 2025, quando Intercontinental Exchange, proprietaria del New York Stock Exchange, annunciò un accordo per investire fino a 2 miliardi di dollari in Polymarket.
L’operazione attribuiva inizialmente alla piattaforma una valutazione di circa 8 miliardi di dollari prima dell’investimento. Nel marzo 2026 ICE ha comunicato il versamento di una prima tranche da 600 milioni nell’ambito dell’accordo.
La partnership non riguarda soltanto il capitale. ICE è diventata distributore globale dei dati prodotti da Polymarket, con l’obiettivo di offrire agli operatori finanziari indicatori sulle aspettative del mercato rispetto a eventi politici, economici e internazionali.
È probabilmente questo il passaggio che meglio sintetizza l’ambiguità della piattaforma: le stesse operazioni che in alcuni Paesi vengono considerate scommesse non autorizzate producono dati ritenuti sufficientemente rilevanti da interessare il gruppo proprietario della principale Borsa americana.
Polymarket e il rischio delle informazioni riservate
La crescita dei volumi ha fatto emergere un problema più complesso: la possibilità che qualcuno utilizzi informazioni non ancora pubbliche per assumere posizioni su eventi imminenti. Il tema è diventato particolarmente evidente nel 2026 con i mercati relativi agli attacchi contro l’Iran. Alcuni account aperti da poco tempo effettuarono operazioni molto redditizie poche ore prima delle azioni militari.
La società di analisi blockchain Bubblemaps individuò sei account che avrebbero ottenuto complessivamente circa 1,2 milioni di dollari di profitti. Nel complesso, sui contratti relativi alle tempistiche degli attacchi furono negoziati centinaia di milioni. Le caratteristiche delle operazioni alimentarono il sospetto che i titolari potessero disporre di informazioni riservate. Non è stato però dimostrato pubblicamente chi controllasse quegli account né se le previsioni derivassero realmente da fonti militari o governative.
La questione è arrivata anche a Washington, con richieste rivolte alla CFTC affinché venissero approfonditi i rischi legati all’utilizzo di informazioni non pubbliche nei prediction market. La trasparenza della blockchain consente di osservare tempi, importi e movimenti dei wallet. Non permette, tuttavia, di conoscere automaticamente l’identità delle persone che li controllano o l’origine delle informazioni impiegate.
Il caso di Parigi e la possibile manipolazione della realtà
Ancora più inquietante è il rischio che l’incentivo economico non spinga soltanto a prevedere un evento, ma a provocarlo. Nell’aprile 2026 alcune scommesse sulla temperatura massima giornaliera di Parigi finirono al centro di un’indagine. I mercati venivano risolti utilizzando dati provenienti da una centralina meteorologica situata nell’area dell’aeroporto Charles de Gaulle.
Il 6 e il 15 aprile furono registrati improvvisi e anomali aumenti della temperatura, accompagnati da operazioni effettuate su risultati considerati fino a quel momento estremamente improbabili. Alcuni account appena creati ottennero vincite complessive stimate intorno ai 34.000 dollari.
Météo-France riscontrò elementi compatibili con una manomissione e presentò una denuncia. Tra le ipotesi circolate vi fu quella dell’utilizzo di un phon, di un accendino o di un altro dispositivo capace di riscaldare temporaneamente il sensore. L’esatto metodo impiegato non è stato accertato definitivamente.
L’episodio mostra una vulnerabilità strutturale. Lo smart contract può eseguire perfettamente le regole stabilite, ma se il dato utilizzato come riferimento viene alterato, il sistema rischia di riconoscere come corretta una realtà artificialmente manipolata.
Quando l’incentivo a prevedere diventa incentivo ad agire
I sostenitori dei prediction market – riporta Agimeg – ritengono che il denaro induca gli utenti a ragionare meglio, raccogliere informazioni e abbandonare preferenze personali e risposte superficiali.
La teoria funziona fino a quando il premio dipende esclusivamente dalla capacità di previsione. Quando sui singoli eventi circolano milioni di dollari, però, può nascere un incentivo diverso: utilizzare informazioni riservate oppure intervenire affinché il risultato si verifichi.
Il caso della temperatura di Parigi rappresenta un esempio relativamente limitato. Il problema diventerebbe enormemente più grave se riguardasse decisioni aziendali, dimissioni politiche, cadute di governi, operazioni militari o altri eventi che un soggetto informato o direttamente coinvolto potrebbe contribuire a determinare.
Non significa che Polymarket provochi guerre o crisi politiche. Significa che un mercato senza adeguati limiti, controlli sull’identità e regole contro i conflitti di interessi può creare una ricompensa economica per comportamenti molto diversi dalla semplice capacità di previsione.
Una macchina delle previsioni o un gigantesco banco di scommesse?
La domanda accompagna Polymarket dalla sua nascita e non ha una risposta universale. Negli Stati Uniti, i prodotti offerti attraverso Polymarket US vengono trattati come contratti su eventi sottoposti alla disciplina federale della CFTC. Questa classificazione è tuttavia contestata da alcune autorità statali, che ritengono determinati contratti, soprattutto quelli sportivi, assimilabili alle scommesse e quindi soggetti alle rispettive norme sul gioco.
In altri Paesi l’orientamento è differente. In Italia Polymarket è stata inserita da ADM tra i siti di gioco non autorizzati e ne è stato disposto il blocco. La piattaforma non dispone infatti di una concessione italiana per la raccolta di gioco con vincita in denaro.
La definizione utilizzata — prediction market, contratto su eventi o scommessa — produce conseguenze concrete. Cambiano l’autorità competente, le licenze necessarie, la tassazione, gli obblighi di identificazione, le misure di tutela dei consumatori e i limiti applicabili alle operazioni.
Polymarket ha dimostrato che un prezzo può raccontare le aspettative collettive in maniera immediata. Ha anticipato alcuni sviluppi politici, è diventata una fonte osservata dai grandi media e ha trasformato i prediction market da esperimento accademico a fenomeno globale.
Ma la stessa crescita che ne ha sancito il successo ne ha modificato la natura. Con piccoli importi, un mercato può incentivare le persone a esprimere valutazioni ponderate. Con miliardi di dollari in circolazione, può attrarre grandi investitori, soggetti in possesso di informazioni riservate e, nei casi più estremi, persone disposte a influenzare la realtà per ottenere il risultato desiderato.
È questa la contraddizione sulla quale si gioca il futuro di Polymarket. La piattaforma vuole essere considerata uno strumento capace di anticipare gli eventi e produrre informazioni migliori dei sondaggi. Le autorità di numerosi Paesi continuano invece a vederla come una forma di scommessa che, dietro la struttura tecnologica e il linguaggio finanziario, consente di vincere o perdere denaro puntando su un avvenimento incerto.
Polymarket è un mercato nel quale informazione, previsione, speculazione e scommessa finiscono per sovrapporsi. Ed è proprio questa ambiguità ad averne determinato contemporaneamente il successo e le controversie. lp/AGIMEG









