È stata aperta su Change.org una petizione sulle sale LAN contro l’articolo 25 della Manovra 2027. L’iniziativa, promossa da Donato Gallo e creata il 6 novembre, si intitola “Salvate le Sale LAN, gli Esport e i centri di aggregazione giovanile in Italia: No art. 25” e chiede al Parlamento di sopprimere la disposizione e aprire un tavolo con gli operatori.
La mobilitazione contesta i costi e i vincoli previsti per PC, console, simulatori, giochi e piattaforme, nel quadro del riordino delle sale LAN già approfondito da AGIMEG. Di seguito il testo dell’appello pubblicato su Change.org.
Dal 1° gennaio 2027, tenere acceso un computer o una console in una sala LAN, in un centro Esport o in uno spazio di aggregazione giovanile in Italia diventerà economicamente e legalmente impossibile.
Per anni la politica si è detta preoccupata per l’isolamento sociale dei ragazzi chiusi davanti agli schermi. Eppure, con l’articolo 25 del Disegno di Legge di Bilancio 2027 (Atto Camera 3174), il Governo sta per far chiudere tutti gli spazi fisici, sicuri e controllati dove i giovani escono di casa per socializzare dal vivo attraverso il gaming e la cultura digitale.
Invece di riconoscere questi luoghi come centri di aggregazione e innovazione, come avviene nel resto d’Europa, la Manovra infila i normali PC, le console e i simulatori di guida nella legge di pubblica sicurezza del 1931 usata per le slot machine (art. 110 TULPS), mettendoli sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) con tasse e vincoli fuori da ogni logica.
Cosa prevede davvero l’articolo 25, testo ufficiale alla mano
Tassa fissa di 1.200 euro l’anno per ogni PC o console e 2.000 euro per ogni simulatore. Lo Stato stabilisce a tavolino che ogni singolo PC incassi magicamente 15.000 euro l’anno e 25.000 euro un simulatore di guida, applicando l’Imposta sugli Intrattenimenti dell’8% a forfait. Non importa quanto lavori realmente quel computer o quante ore sia aperto il locale, paghi comunque 1.200 euro l’anno a postazione, più 1.000 euro per la licenza della sala e 200 euro a PC ogni due anni.
Blocco di Steam, PlayStation, Xbox e Riot Games nelle sale. La norma impone che le piattaforme online paghino ai Monopoli di Stato 10.000 euro a piattaforma e 2.000 euro per ogni singolo videogioco, bloccando tutti i giochi non autorizzati e conservando i registri per cinque anni. La stessa Relazione Tecnica del Governo ammette che nel 2027 verrebbero autorizzati appena 10 videogiochi su cinque piattaforme in tutta Italia, nessun colosso mondiale modificherà i propri server per i Monopoli italiani, rendendo illegale giocare a qualsiasi titolo moderno nei nostri locali.
Schedatura per cinque anni e divieti d’ingresso ai minori. I gestori vengono obbligati per legge a conservare per cinque anni la cronologia delle attività online su ogni singolo PC (in contrasto con la privacy europea GDPR) e la norma prevede persino limitazioni o divieti di accesso nelle sale per i minori di 18 anni. Un ragazzo può giocare da solo in cameretta senza limiti, ma se esce di casa per stare con gli amici in un centro sicuro viene trattato come in una sala scommesse.
Tassa e tetti sui tornei. I Monopoli di Stato fisseranno per decreto il limite alle quote di iscrizione e ai premi dei tornei di abilità, trattenendo fino all’8% delle quote di partecipazione.
Lo scandalo dei conti pubblici, un mercato gonfiato del 7.500%
(Pagine 38-39 della Relazione Tecnica). Per giustificare questa stangata e iscrivere a bilancio 66,03 milioni di euro di incassi nel 2028, la Relazione Tecnica del Ministero dell’Economia scrive che in Italia aprirà “una sala in ogni Comune con più di 5.000 abitanti”, ipotizzando 200 sale nel 2027 e ben 2.300 sale con 46.000 postazioni attive nel 2028.
La realtà? In tutta Italia oggi esistono meno di 30 strutture di questo tipo, con meno di 600 postazioni totali, create da giovani imprenditori che hanno investito i propri risparmi credendo nel proprio Paese. Hanno inventato sulla carta 46.000 postazioni che non esistono per creare una copertura finanziaria fittizia nella Legge di Bilancio, condannando al fallimento le poche imprese reali rimaste.
L’Italia contro il futuro
Nel mondo il gaming vale oltre 180 miliardi di dollari, più di cinema e musica messi insieme. Il Comitato Olimpico ha istituito le Olimpiadi degli Esport e Paesi vicini come Francia e Spagna hanno varato leggi speciali per attirare investimenti e lavoro giovanile. In Italia, invece, non esiste nemmeno un codice ATECO per questo settore e si usano leggi di polizia del 1931 per distruggere chi prova a innovare.
Cosa chiediamo al Parlamento e al Governo
Chiediamo ai parlamentari delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato e al Governo di:
- Cancellare l’articolo 25 del Disegno di Legge di Bilancio (Atto Camera 3174) mediante emendamento soppressivo, escludendo definitivamente i computer, le console e i simulatori senza vincita in denaro dal TULPS del 1931 e dai Monopoli di Stato;
- Aprire un tavolo di lavoro con gli operatori del settore per istituire un codice ATECO dedicato e una legge moderna ed europea per le sale LAN, gli Esport e i centri di aggregazione digitale.
Questa mobilitazione sostiene la Petizione Ufficiale depositata presso la Camera dei Deputati ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione.
Non lasciamo che la burocrazia spenga il futuro e i luoghi di aggregazione in Italia. Firma ora e condividi questa petizione ovunque!

Accesso dei minori e autorizzazioni nel testo alla Camera
Nel testo all’esame della Camera, A.C. 3174-bis, l’articolo 25 dispone che “l’accesso alle sale è consentito anche ai minori di anni diciotto”, con utilizzo dei soli giochi compatibili con la fascia d’età secondo la classificazione PEGI o equivalente. La conservazione della cronologia è prevista per almeno cinque anni nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Le autorizzazioni per apparecchi, sale, giochi e piattaforme hanno durata biennale. Per le sale già attive è prevista una prosecuzione transitoria dell’attività, subordinata alla dichiarazione del gestore e al pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti. sb/AGIMEG