“Servono strumenti coraggiosi ma straordinari per affrontare un momento di crisi profonda come questa. Se è confermato che nostro Pil perderà 10 punti ci troveremo con una disoccupazione a livelli mai visti. Ma per la nostra categoria il problema più grande è il divieto di assembramento. Indipendentemente dalla data di riapertura di un’attività, se in negozio possono entrare solo due persone alla volta, non si può più lavorare come prima. Potrebbe non essere conveniente nemmeno aprire, si lavorerebbe in perdita”. E’ l’allarme lanciato ad Agimeg dal presidente STS Giorgio Pastorino. “Se per mesi dovremo continuare a contingentare, la gestione sarà critica. Anche nei locali più grandi dove un tempo potevano entrare 50 persone, ne entreranno un quinto. In ogni caso si deve ripartire quanto prima, strada facendo bisognerà poi capire quale soluzioni trovare per lavorare meglio. Ci troviamo di fronte a uno scenario mai visto prima. Se con queste riaperture non succede un ritorno dell’epidemia, allora possiamo essere più ottimisti, ci vorrà tempo ma a quel punto andremo verso la normalità. Viceversa se i dati dei contagiati non scendono, dovremo mantenere il distanziometro sociale per tempo, e questo è il problema peggiore per chi fa impresa commerciale”.
“C’è amarezza per la scarsa attenzione delle istituzioni nei confronti della nostra categoria, che anche nel momento più critico ha fatto sacrifici fornendo servizi essenziali. Siamo stati tirati in ballo quando si doveva attaccare il settore del gioco, un settore sicuramente delicato, ma sono state lanciate accuse veramente fuori luogo e infondate. Abbiamo subìto provvedimenti da parte del governo e allo stesso tempo provvedimenti da parte di regioni e comuni. In un mese di lockdown migliaia di misure locali hanno creato una totale disomogeneità mettendo il settore nel caos più totale. Ancora oggi nonostante Adm abbia riaperto i giochi, ci troviamo in alcuni comuni dove il gioco è totalmente fermo”. cr/AGIMEG
Pastorino (Pres. STS) ad Agimeg: “In alcuni comuni gioco totalmente bloccato per il caos di misure locali. Sempre attaccati invece che tutelati”

