Il Tribunale del Riesame di Bari ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per Massimiliano Snidar, 55 anni, considerato una figura centrale nell’ambito dell’operazione giudiziaria denominata “Mercato”. Secondo i giudici, Snidar avrebbe mantenuto fino all’ultimo pieno controllo e accesso ai conti della società che gestiva sale VLT a Bari, elemento ritenuto rilevante per la sua permanenza in detenzione.
Le chat e le evidenze dell’inchiesta
Pochi giorni prima dei provvedimenti cautelari eseguiti il 13 luglio scorso, emerge uno scambio di messaggi via WhatsApp tra Snidar e il figlio trentunenne, anche lui indagato nella vicenda.
Secondo i giudici del Riesame – riporta La Gazzetta del Mezzogiorno -, la conversazione tra i due dimostra come l’indagato avesse mantenuto fino all’ultimo la piena consapevolezza e la gestione diretta delle disponibilità finanziarie relative alla società attiva nella gestione di sale da gioco e VLT.
I rilievi degli investigatori e le analisi informatiche
Dall’informativa depositata dal nucleo Gico della Guardia di Finanza di Bari sono emersi ulteriori dettagli chiave.
Aggiornamenti quotidiani: fino al 6 e 7 luglio, il figlio informava costantemente Snidar sugli incassi registrati dalle sale slot della società.
Recupero della contabilità: nonostante i tentativi di cancellare i file contenenti i resoconti contabili, un consulente informatico incaricato dalla Procura è riuscito a ripristinare integralmente i dati rimossi.
Le motivazioni del Riesame
Gli elementi raccolti indicano che Massimiliano Snidar abbia ricoperto il ruolo di effettivo dominus della società fino alla vigilia degli arresti. Tale quadro ha portato il Tribunale a ritenere ancora attuali le esigenze cautelari, rigettando le richieste della difesa e disponendo la permanenza dell’indagato nel carcere di Bari. cdn/AGIMEG

