Un punto in più di PREU sugli apparecchi e nessuna misura per chi lavora nella filiera. È la critica che Francesco Di Paola, presidente di Domus Bet, ha mosso alla manovra nell’intervista rilasciata al direttore di AGIMEG Fabio Felici al SiGMA World Summit 2026 di Roma. Di Paola ha chiesto regole più chiare sulla pubblicità, ha ripercorso le difficoltà della gara per il gioco online e ha spiegato perché, nonostante le offerte ricevute dai grandi gruppi, intende continuare a far crescere l’azienda in Italia.
Manovra e PREU, l’aumento pesa su esercenti e gestori
«Si aumenta un punto di PREU, ma alla filiera cosa si dà?», ha chiesto Di Paola, commentando l’ipotesi di aumento del prelievo sugli apparecchi da intrattenimento. «Aumenta solo il PREU a discapito della filiera, a partire dall’esercente», ha aggiunto, indicando anche i gestori tra i soggetti sui quali ricadrebbe il maggiore carico fiscale.
Di Paola ha poi contestato il modo in cui lo Stato si rapporta al comparto. A suo giudizio, la rappresentazione negativa del gioco convive con il ricorso alle entrate del settore quando occorre reperire risorse. «Il gioco viene visto sempre come il diavolo», ha detto, osservando che, al momento opportuno, diventa una «cassa comune».
Domus Bet e il confronto con i grandi fondi: «Il lavoro fatto con amore fa la differenza»
Come può un’impresa italiana competere con operatori sostenuti da grandi fondi e gruppi internazionali? Di Paola ha indicato il lavoro della sua squadra. «Il lavoro fatto con amore, come lo fanno tutti i miei ragazzi, fa la differenza», ha spiegato, ringraziando i collaboratori per l’impegno quotidiano e per la capacità di dare seguito alle sue idee, anche quando sono particolarmente ambiziose.
La presenza dell’azienda alla fiera romana ha coinciso con l’inserimento di Francesco Di Paola nella Top 50 Gioco Legale di Stato 2026, la selezione di Forbes Italia e SiGMA World.
Concessioni online
Di Paola ha riconosciuto che «ultimamente non è semplice portare dei progetti importanti alla luce del sole» e far sì che abbiano successo. Ha osservato che, a suo giudizio, in Italia sono rimasti pochi concessionari indipendenti e ha criticato alcuni aspetti della gara dell’anno precedente, parlando di «cose scritte e poi non mantenute».
Interrogato sul bilancio a un anno dalla nuova concessione, ha rivendicato il risultato ottenuto da Domus Bet. «Quello che noi abbiamo fatto l’anno scorso è stato super», ha dichiarato, sottolineando che raggiungere obiettivi ambiziosi con le risorse di un’impresa privata «non è da poco».
Pubblicità del gioco, Di Paola chiede indicazioni chiare
«Chi è che oggi delinea quello che è giusto e quello che è sbagliato?». Con questa domanda Di Paola ha sollevato il tema delle regole sulla comunicazione del gioco legale. Il presidente di Domus Bet ha spiegato che le imprese cercano di attenersi alle indicazioni ricevute, ma possono trovarsi di fronte a valutazioni diverse su una stessa iniziativa.
La sua richiesta è che gli operatori possano fare riferimento a criteri chiari e applicati in modo coerente. «Non ci si può alzare la mattina e dire: “No, quello che hai fatto è sbagliato”», ha osservato. Nell’intervista, la certezza delle regole è stata indicata come una condizione per programmare l’attività e gli investimenti.
Le offerte dei grandi gruppi e la scelta di restare indipendenti
Di Paola ha confermato di aver ricevuto offerte «da parte dei grossi» e ha ribadito la scelta di mantenere l’indipendenza dell’azienda. «Non vendiamo. Stiamo cercando di recuperare fiato, perché comunque non è semplice stare accanto a chi ha dei fondi dietro», ha spiegato.
L’obiettivo resta consolidare la presenza sul mercato italiano. «Noi siamo made in Italy, vogliamo continuare a lavorare in Italia, non vogliamo vendere, vogliamo far crescere il nostro business a livello di gioco legale», ha aggiunto.
L’appello alle istituzioni: «Dietro queste aziende c’è gente che lavora»
Nel finale, Di Paola ha chiesto agli enti regolatori di considerare anche le conseguenze delle loro decisioni sulle persone che lavorano nel comparto, «dietro questa azienda c’è molta gente che lavora in una maniera onesta».
Il presidente di Domus Bet ha chiuso con un auspicio: «Speriamo in un mercato più equilibrato e più moderno».
sb/AGIMEG
