“Sopravvivere al nuovo mercato: i piccoli operatori del retail possono ancora competere?”: questo il titolo dell’ultimo panel che si è tenuto a Sigma World, la fiera sul gioco in corso a Roma. Tra i relatori l’onorevole Mauro D’Attis di Forza Italia: “Il tema del gioco è sempre stato affrontato con una certa ipocrisia dalla politica. Oltre che un parlamentare sono anche il vicepresidente della Commissione Antimafia e ho sempre sostenuto la promozione del gioco legale. Questa ipocrisia c’è sempre stata, a partire dal decreto dignità della scorsa legislatura”.
“Il gioco se c’è e non si dirige verso il legale, prima o poi finisce per essere gestito dalla criminalità organizzata. Se il gioco legale viene fermato, i soldi si spostano sull’illegale. I temi della ludopatia e del gioco responsabile sono tutti argomenti che vanno affrontati. La legge di bilancio ha introdotto nuovi sacrifici per tutti i settori, non solo quello del gioco. Adesso in manovra vedremo come porre i correttivi e fare in modo che questo prelievo non metta in difficoltà le aziende, che danno tanto gettito al fisco italiano e vanno tutelate”.
“Il tema delle infiltrazioni mafiose è assolutamente di primaria importanza, soprattutto perché adesso le infiltrazioni avvengono tutte attraverso il digitale. Criptovalute e criptocomunicazioni sono anche un affare legale, ma se usati per fini illegali creano problemi. La difficoltà del legislatore è proprio quella di intervenire in questo tipo di attività. Il sistema italiano di lotta al riciclaggio è tra i più avanzati al mondo, ma siccome il riciclaggio ormai avviene su canali diversi, le norme italiane non bastano più e quindi servono accordi europei e internazionali. E ovviamente ci sono anche piattaforme del gioco in cui si annida la criminalità, perché le piattaforme del gioco possono essere utilizzate per il riciclaggio di denaro”.
D’Attis ha proseguito: “L’idea che ci siamo fatti è quindi quella di costruire norme che diano un’ampia delega agli organi dello Stato per cambiare l’approccio investigativo, tutto a garanzia di tutte le società che svolgono l’attività del gaming, quindi incassano denaro, sono controllate e hanno una strategia interna di controllo. Il sistema di lotta al riciclaggio italiano è molto valido e oggi si affida anche al sistema dei concessionari del gioco e alla rete legale del gioco che ha tutti gli strumenti per attivare gli alert quando ci sono movimenti sospetti”.
“Le stesse persone che sostengono l’ennesimo ordine del giorno contro il gioco pubblico, sono le stesse che il giorno stesso vanno a comprare il gratta e vinci o giocano alla lotteria. E’ veramente complicato, il confronto non guasta, vediamo se la legge di bilancio può essere un ulteriore luogo di confronto. Il fine che dobbiamo sempre salvaguardare è quello di garantire il diritto al gioco, proteggere dalle dipendenze e garantire la legalità”.
“Un altro grave problema è quello dell’apertura dei conti correnti in banca e il settore incontra tantissimi problemi. Perché le banche impediscono agli operatori del gioco di aprire i conti correnti, bisogna quindi parlare con l’ABI”, ha concluso D’Attis. lb/AGIMEG