Legge di Bilancio 2027, Kogem: il contributo del gioco va bilanciato con la sostenibilità del mercato legale

Il gioco pubblico torna tra le fonti di copertura della manovra economica. Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 28 ottobre, ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2027. Il comunicato della Presidenza del Consiglio inserisce anche il comparto dei giochi tra quelli chiamati a contribuire, senza però indicare natura ed entità delle singole misure.

A fare il punto sulle possibili ricadute per il settore è un’analisi firmata dal dott. Emanuele Sipala per Kogem, aggiornata al 29 ottobre e basata sul comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 e sulle anticipazioni sulla manovra. Al centro della riflessione c’è il rapporto tra le esigenze di finanza pubblica e la sostenibilità economica del gioco legale.

Secondo quanto riporta Kogem, le anticipazioni parlano di interventi che potrebbero toccare il prelievo erariale sugli apparecchi, le proroghe delle concessioni del gioco fisico e alcune modalità di organizzazione e gestione dei prodotti di gioco. Indicazioni che, precisa l’analisi, andranno verificate sull’articolato del disegno di legge e sulla relazione tecnica, per distinguere gli effetti finanziari attesi dalle conseguenze economiche effettive sull’intera filiera.

Il punto di partenza, per Sipala, è che “il gettito erariale non rappresenta una grandezza indipendente dalle condizioni economiche del mercato che lo genera”. Un aumento delle aliquote o nuovi oneri concessori possono portare maggiori entrate, osserva, ma la loro efficacia va valutata considerando anche i possibili cambiamenti nei comportamenti di operatori e consumatori.

Una pressione fiscale più alta può infatti incidere sui margini delle imprese, sulle politiche commerciali, sulla distribuzione dell’offerta sul territorio e, in determinate condizioni, sui volumi di raccolta. Per questo, secondo l’analisi, la stima delle entrate aggiuntive non dovrebbe limitarsi a una proiezione sui dati storici: richiederebbe una valutazione degli effetti complessivi delle misure nel medio e lungo periodo.

L’obiettivo, per Kogem, dovrebbe essere garantire entrate sostenibili e continuative, evitando che la ricerca di risultati immediati porti a un progressivo indebolimento della base economica su cui il gettito si forma.

PREU su AWP e VLT, un aumento avrebbe conseguenze sull’equilibrio economico della filiera

Tra le misure anticipate figura un possibile incremento del Prelievo erariale unico (PREU) applicato agli apparecchi AWP e VLT. Sipala sottolinea che il tributo si applica alla raccolta e non al risultato economico netto dell’attività. Anche variazioni contenute delle aliquote possono quindi produrre conseguenze significative sull’equilibrio economico dei soggetti coinvolti.

L’impatto, prosegue l’analisi, va considerato sull’insieme dei rapporti economici della filiera, dal concessionario ai gestori e agli esercenti, fino agli altri soggetti che partecipano all’organizzazione della raccolta. La distribuzione degli effetti dipende dalla struttura contrattuale, dalla ripartizione dei ricavi e dalla capacità dei diversi operatori di assorbire ulteriori costi.

Per Kogem la sostenibilità dell’intervento andrebbe quindi valutata sull’incidenza complessiva del prelievo, anche in rapporto agli obblighi regolatori e agli investimenti richiesti per mantenere l’attività.

Concessioni del gioco fisico, le proroghe ripetute sollevano questioni sulla programmazione degli investimenti

Il secondo fronte riguarda le possibili nuove proroghe onerose delle concessioni di scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento. Le anticipazioni parlano di un prolungamento fino al 2029, ma durata e condizioni economiche, ricorda Sipala, andranno verificate nel testo normativo.

Dal punto di vista finanziario, osserva l’analisi, una proroga onerosa permette allo Stato di acquisire nuove risorse garantendo allo stesso tempo la continuità delle attività esistenti. Il ricorso reiterato a questo strumento solleva però questioni che riguardano la programmazione degli investimenti e la stabilità del quadro regolatorio.

Le imprese che operano in un mercato concessorio, spiega Sipala, devono poter valutare gli impegni economici su prospettive sufficientemente definite. L’incertezza sulla durata dei titoli, sulle future condizioni di gara e sull’evoluzione della disciplina territoriale può incidere sulla capacità di programmare investimenti e strategie di sviluppo.

Per Kogem il completamento del riordino del gioco fisico ha quindi un’importanza che va oltre l’aspetto normativo. Rappresenta anche un presupposto per favorire una maggiore prevedibilità delle condizioni economiche del mercato e un’allocazione più efficiente delle risorse.

Gioco online, gli investimenti per le nuove concessioni ADM legati alla prevedibilità fiscale

Una valutazione distinta, secondo l’analisi, va riservata al gioco a distanza, interessato di recente dall’assegnazione delle nuove concessioni ADM. Il rinnovo ha comportato per gli operatori importanti impegni finanziari, ai quali si aggiungono gli investimenti per adeguarsi alle nuove disposizioni tecniche e organizzative.

La sostenibilità economica di questi investimenti, osserva Sipala, è strettamente collegata alla prevedibilità delle condizioni normative e fiscali. Eventuali modifiche al regime impositivo, soprattutto se introdotte a breve distanza dall’avvio delle nuove concessioni, potrebbero incidere sulle valutazioni economiche alla base della partecipazione alle gare.

L’analisi precisa che questo non significa escludere interventi fiscali. L’obiettivo è considerarne gli effetti rispetto a un quadro di obblighi e investimenti già definito, perché la stabilità regolatoria è rilevante per la tutela delle aspettative economiche degli operatori e anche per l’efficienza complessiva del sistema concessorio.

Mercato legale e offerta illegale, politiche fiscali da inserire in una strategia complessiva

Kogem richiama poi la funzione che il gioco pubblico ha nell’ordinamento italiano. Attraverso il sistema concessorio lo Stato organizza e controlla l’offerta autorizzata, imponendo requisiti in materia di sicurezza, tracciabilità delle operazioni, prevenzione del riciclaggio e tutela dei consumatori. Un mercato legale economicamente sostenibile è quindi funzionale all’efficacia dell’intero sistema di regolamentazione.

Un aumento progressivo di costi e oneri per gli operatori autorizzati potrebbe, in determinate condizioni, incidere sulla competitività dell’offerta legale rispetto a quella dei circuiti non autorizzati. Sipala precisa che il rischio non è una conseguenza automatica di ogni intervento fiscale: resta comunque una variabile da esaminare nella valutazione delle politiche pubbliche.

La tutela del mercato legale, prosegue l’analisi, va oltre la salvaguardia degli interessi economici delle imprese. Riguarda anche la capacità dello Stato di mantenere la domanda di gioco all’interno di un sistema in cui le attività siano identificabili, controllabili e sottoposte a precisi obblighi.

Per questo ogni intervento che incide sulle condizioni economiche del gioco autorizzato, secondo Kogem, andrebbe valutato anche rispetto alle opportunità che potrebbe aprire indirettamente all’offerta illegale. Per Sipala “è necessario che le politiche fiscali e quelle di contrasto all’illegalità siano considerate parti di una strategia complessiva”, evitando che obiettivi perseguiti separatamente producano effetti tra loro contrastanti.

Emanuele Sipala Kogem

Legge di Bilancio 2027, per Kogem il contributo del gioco va valutato anche nel medio periodo

Il contributo richiesto al settore dalla Legge di Bilancio 2027, secondo l’analisi, andrebbe esaminato considerando il gettito atteso, la sostenibilità economica degli operatori e la capacità del sistema di mantenere un’offerta competitiva e controllata. Un intervento efficace nel breve periodo potrebbe non produrre risultati altrettanto favorevoli nel medio termine se determinasse una riduzione significativa della capacità operativa delle imprese.

Allo stesso modo, anche le proroghe concessorie onerose andrebbero valutate guardando agli effetti sulla programmazione economica e sul completamento del riordino, oltre che alle entrate che possono generare.

La relazione tecnica che accompagnerà il disegno di legge sarà quindi un documento fondamentale per capire come verranno quantificati gli effetti finanziari delle misure. Servirà a verificare le entrate previste, le ipotesi economiche utilizzate per stimarle e gli eventuali effetti sui diversi segmenti del mercato.

Per Sipala la manovra offre l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra politica fiscale e regolamentazione del gioco pubblico. “La necessità di assicurare risorse alla finanza statale costituisce un obiettivo legittimo, ma la sua realizzazione dovrebbe essere accompagnata da un’attenta valutazione delle condizioni economiche del settore chiamato a contribuirvi”, scrive.

Il gioco pubblico, osserva l’analisi, si distingue dagli altri mercati perché la sua attività è strettamente collegata a un sistema di autorizzazioni, controlli e obblighi imposti nell’interesse pubblico. La sostenibilità economica degli operatori non può quindi essere considerata estranea alle finalità della regolamentazione: è uno degli elementi che permettono al sistema concessorio di continuare a garantire entrate erariali, investimenti e un presidio efficace del mercato.

La capacità dello Stato di ottenere maggiori risorse dal gioco, per Sipala, “dovrebbe essere misurata non soltanto attraverso il gettito immediato, ma anche attraverso la possibilità di preservare nel tempo le condizioni economiche che rendono sostenibile e controllabile l’offerta legale”. Su questo equilibrio, conclude, dovrebbe fondarsi una politica fiscale capace di conciliare le esigenze della finanza pubblica con la stabilità del mercato e con gli obiettivi di tutela che ne giustificano l’esistenza.

L’articolo completo è consultabile QUI. fp/AGIMEG