Home Attualità Legalità in Gioco, Pimpinella (AIPSP): “La tracciabilità del denaro è la chiave contro gli illeciti”

Legalità in Gioco, Pimpinella (AIPSP): “La tracciabilità del denaro è la chiave contro gli illeciti”

Maurizio Pimpinella, presidente di AIPSPMaurizio Pimpinella, presidente di AIPSP

Il confronto sul sistema concessorio e sul ruolo delle tecnologie e dei servizi a supporto del gioco pubblico è proseguito con gli interventi di Claudio Teodoro Costa, Responsabile della Divisione “Soluzioni e Servizi” di Sogei, e di Maurizio Pimpinella, presidente di AIPSP, nel corso della tavola rotonda del convegno “Legalità in Gioco”, in programma presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.

Pimpinella (AIPSP): “Nel gioco la legalità passa dalla tracciabilità completa dei pagamenti”

“Sostengo da anni che la compliance è un valore per le imprese, ma quando si parla di legalità nel settore del gioco, nel mondo dei pagamenti si parla di tracciabilità del denaro: senza tracciabilità non si può parlare di legalità. Il lavoro dei soggetti concessionari è ottimo, ma quando parliamo di soggetti vigilati autorizzati dalle banche centrali parliamo di un mondo ulteriore: quello che chiamo la tracciabilità completa, 24 ore su 24, ovvero identificazione della persona, trasferimento del denaro, bonifico. Legalità a 360 gradi. Quando invece parliamo di strumenti non tracciabili, per me non parliamo di legalità. È la distinzione che porto avanti da 32 anni, avendo lavorato per una trentina di governi su tutti i circuiti di pagamento.

Il digitale è sostanzialmente il punto di contatto che facilita il giocatore nell’operatività. Lo vediamo anche dalle segnalazioni all’UIF: quelle effettuate dai soggetti vigilati riconducono al mondo legale, come l’ottimo lavoro che fa la Guardia di Finanza insieme a Sogei e agli altri operatori.

Quando però in alcuni tavoli mi si dice che bisognerebbe bloccare tutte le carte di credito che giocano sui siti illegali, rispondo che non è possibile bloccare il sistema di pagamento: significherebbe bloccare la transazione e la spendibilità di un cittadino, su siti che peraltro cambiano URL ogni minuto. E poi ci sono le stable coin: finché vengono strutturate e utilizzate nel mondo delle imprese va bene, ma il loro impiego in altri contesti mostra quanto questo mondo sia variegato”. E’ quanto ha detto Maurizio Pimpinella, presidente di AIPSP.

Pagamenti nel gioco, sicurezza e tracciabilità: il ruolo della compliance contro gli illeciti

“Legalità significa sistemi informatici e operatori che garantiscono al 100% l’identificazione del cliente. Non si può tracciare il denaro che proviene dalla contraffazione, dalla cocaina o dalla ricettazione e che viene immesso nel mondo del gioco se non c’è identificazione, nemmeno sul cashout.

Se l’identificazione passa attraverso un conto di pagamento, un conto gioco o una carta, siamo in un mondo tracciato: i soggetti vigilati che rappresento in Europa fanno della compliance, dell’antiriciclaggio e della tracciabilità il massimo del proprio lavoro. Lo stesso vale per il punto vendita: quando facciamo un’operazione presso un tabaccaio c’è un’identificazione, e quel tabaccaio è a sua volta identificato attraverso un flusso che l’operatore vigilato invia perché va indicato il preposto.

Questa norma nasce dal fatto che la stessa persona che al bancone fa il caffè fa anche la ricarica di una carta di pagamento, e quindi ha in mano i nostri dati: codice fiscale, carta, indirizzo, codice di sicurezza. Se non alziamo il livello di compliance a tutela dei consumatori, questo mondo si incrina: appena il cittadino percepisce un rischio sistemico, la fiducia finisce. Ecco perché nei sistemi di pagamento si investono milioni di euro in compliance e sicurezza, e infatti sulle frodi non abbiamo criticità: tre frodi su 200.000 operazioni, praticamente zero”, ha aggiunto.

“Bloccare i siti non autorizzati per proteggere conti e identità digitali”

“Sulla scarsa consapevolezza dei cittadini che atterrano su siti non autorizzati, spesso realizzati così bene da trarre in inganno, la soluzione è avere un database di tutti i siti legali, così come è stato fatto con l’Agenzia delle Entrate sui punti vendita e sui POS, dove indicando tutti gli esercenti sono emersi anche punti vendita inesistenti. Se si individuano tutti i soggetti autorizzati e si bloccano tutti gli altri, il cittadino è tutelato. Il rischio, giocando su quei siti con carte o conti, non riguarda solo il conto: riguarda l’identità digitale. Tutti parliamo di conti e carte, ma nessuno tiene sott’occhio ciò che si può fare con un’identità digitale rubata: accreditare convenzioni, girare documentazione, firmare contratti.

L’approccio del follow the money è secondo me l’unica soluzione, ma bisogna capire come aprire il tavolo: un tavolo permanente fatto dalle associazioni di categoria degli operatori di pagamento, dall’UIF, dalla Banca d’Italia, dal MEF, dalla Guardia di Finanza, da Sogei e dalle Dogane, così come è stato fatto il tavolo delle Dogane per bloccare i siti di gioco illegali. La tecnologia corre, l’operatività cambia, ma servono regole chiare, come sono chiare quelle per gli acquisti e i pagamenti online: se lasciamo zone d’ombra, questo mondo diventa ingestibile.

Dobbiamo decidere quale mondo vogliamo gestire: un mondo digitale controllato, un mondo di prossimità, o un mondo online che fa ciò che vuole”, ha continuato.

Tracciare il denaro elettronico: tra segnalazioni sospette, criptovalute e nuove sfide per la vigilanza

“Tracciare il denaro significa tracciare il denaro elettronico, e significa anche riuscire a lavorare le segnalazioni: ho visto 162.000 segnalazioni di operazioni sospette all’UIF, tra chi segnala troppo e chi troppo poco, e 73 milioni di euro in valute virtuali sequestrate dalla Guardia di Finanza. Il mondo tecnologicamente va avanti, e dobbiamo decidere, come diceva Giazzi, se il giocatore omnicanale vada bloccato o piuttosto regolamentato. Serve arrivare a una quadra senza fare danni a nessuno, perché questo mondo alimenta tante cose, mentre il problema resta quel mondo illegale che si presta ad altro: quando poi i cittadini segnalano circuiti di carte che promettono di raddoppiare il valore della spesa e li lasciano fregati, non è un problema di vigilanza.

Infine, oltre alle regole chiare serve un level playing field normativo europeo: stesso circuito, stesse regole, valide in tutta Europa. Non può accadere che in Bulgaria o in Lituania si utilizzi una procedura e in Italia, per lo stesso processo di pagamento, un’altra. Il risultato è che tantissimi operatori italiani stanno chiedendo l’autorizzazione fuori dall’Italia per poi rientrare con il passaporto europeo: quell’operatore non risponde alle nostre regole, perché è controllato dalla banca centrale del Paese in cui è autorizzato. Non è soltanto il mondo del gioco: è il mondo dei flussi finanziari, che verso il gioco si traduce in un’operatività poco chiara”, ha sottolineato.

Costa: “Sistemi di gioco in Italia, 27 miliardi di transazioni annuali grazie all’infrastruttura tecnologica”

“Il modello di regolamentazione del gioco vigente in Italia dalla fine degli anni Novanta ha consentito di creare un enorme patrimonio informativo, costantemente alimentato e aggiornato attraverso una complessa architettura tecnologica: da un lato i sistemi dei circa 230 concessionari autorizzati, responsabili della raccolta sia sul canale fisico che sulle piattaforme online, dall’altro i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli gestiti da Sogei.Claudio Teodoro Costa, Responsabile della Divisione "Soluzioni e Servizi" di SogeiClaudio Teodoro Costa, Responsabile della Divisione "Soluzioni e Servizi" di Sogei

Il dialogo tra queste due tipologie di sistemi, operativi 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno, è stato quantificato in circa 27 miliardi di transazioni l’anno e mantiene aggiornate le banche dati dell’Agenzia, dove sono memorizzate tutte le informazioni sugli operatori, sugli esercizi in cui viene raccolto il gioco e sui dati di gioco”. Ha dichiarato Claudio Teodoro Costa, Responsabile della Divisione “Soluzioni e Servizi” di Sogei.

Gioco legale in Italia: dati, controlli e ruolo dello Stato nella regolamentazione

“Questo patrimonio informativo rappresenta l’elemento distintivo e strategico del gioco regolamentato, perché consente allo Stato di effettuare attività di controllo e governo dell’intero comparto. Permette all’Agenzia di monitorare il comportamento degli operatori (circa 50.000 quelli censiti nei sistemi tra concessionari, produttori, gestori ed esercenti) e, dove consentito dalla legge, le attività dei giocatori: nell’online sono circa 17 milioni i conti di gioco attivi censiti, di cui però solo la metà effettivamente movimentati, riconducibili a poco più di 4,5 milioni di giocatori.

Consente inoltre di osservare l’andamento della raccolta, della spesa dei giocatori e dell’importo destinato all’erario, con un’elevata granularità: non solo a livello nazionale ma anche territoriale, regionale, provinciale e comunale. Per questo anche gli enti locali, Regioni e Comuni, possono accedere alle informazioni, osservare il fenomeno sul territorio di competenza e disporre di una rappresentazione su mappa della dislocazione dei punti di vendita.

Per comprendere la distinzione tra gioco legale e mercato non regolamentato è utile analizzare l’indagine conoscitiva su giochi e scommesse condotta dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nel 2002, all’inizio della regolamentazione. In quegli atti si citava la presenza sul territorio di circa 800.000 videopoker, la cui dislocazione e i cui operatori erano totalmente sconosciuti allo Stato, l’infiltrazione della criminalità organizzata e un dato economico: circa 100.000 miliardi di lire riconducibili all’offerta di gioco illegale, all’epoca tipicamente gioco fisico.

Quei 100.000 miliardi di lire oggi equivalgono a poco più di 50 miliardi di euro, una dimensione comparabile a quella attuale del gioco fisico: lo scorso anno la raccolta del canale fisico si è attestata su circa 60-65 miliardi di euro, su un totale di 165 miliardi di raccolta complessiva. Significa che lo Stato non ha creato un’offerta di gioco: il gioco è un fenomeno universale e il legislatore ha semplicemente regolamentato un’offerta esistente, arrivando a conoscere ciò che non conosceva e a controllare ciò che prima non poteva controllare, in un settore di significativa rilevanza economica e occupazionale per il Paese”, ha continuato.

Intelligenza artificiale nella PA

“Sul fronte dell’innovazione, Sogei è una società del MEF nata nel 1976 e ha già attraversato profonde trasformazioni tecnologiche: dall’elaborazione dei dati con le schede perforate all’introduzione del personal computer, dalla diffusione delle reti e di internet fino a oggi, con i dati, il cloud computing e l’intelligenza artificiale. La sfida principale per la pubblica amministrazione è la capacità di stare al passo con questa fase di trasformazione, caratterizzata da una velocità di cambiamento enormemente superiore alle precedenti. Proprio per questo, già dallo scorso anno Sogei ha istituito un laboratorio di intelligenza artificiale, un centro di competenza e un luogo fisico in cui condividere con le amministrazioni soluzioni, proposte e sperimentazioni sull’automazione dei processi più strategici tramite modelli di IA.

Oggi non si parla più solo di sperimentazioni ma di soluzioni già in esercizio o prossime all’esercizio: sistemi in grado di elaborare e interpretare grandissime moli di documenti, ad esempio l’intera normativa o tutte le sentenze in ambito tributario, per creare assistenti virtuali a supporto dei funzionari dell’Agenzia, degli operatori economici e dei contribuenti. Sono state realizzate anche soluzioni di analisi delle immagini: da qualche mese in tutti i punti doganali italiani, porti e aeroporti, è presente uno strumento che analizza le immagini di beni di lusso, come borse e portafogli, e fornisce al funzionario doganale una probabilità di contraffazione dell’oggetto”, ha aggiunto.

AI e settore del gioco: nuove tecnologie per individuare comportamenti illeciti e rafforzare i controlli

“Anche nel settore del gioco le soluzioni realizzate negli anni vengono progressivamente integrate con modelli di intelligenza artificiale capaci di analisi, previsione di comportamenti e individuazione di pattern che l’analisi tradizionale non riesce a cogliere.

In particolare: soluzioni che analizzano il comportamento dei giocatori online per individuare potenziali casi di chip dumping, cioè trasferimenti di denaro attraverso il gioco legale che possono nascondere attività illecite; soluzioni che analizzano il comportamento degli operatori, come esercenti che utilizzano il punto vendita per attività di intermediazione sui conti di gioco; soluzioni che analizzano grandi quantità di dati del mondo delle scommesse e, attraverso l’individuazione di variazioni anomale delle quote in base alla tipologia di evento, individuano potenziali manipolazioni di eventi sportivi, quindi casi di match fixing.

L’applicazione dell’intelligenza artificiale è ormai una realtà: la sfida è accrescere le competenze di dirigenti e funzionari pubblici con soluzioni che li aiutino a effettuare ispezioni mirate e a prevenire i comportamenti illeciti, ottimizzando così anche le risorse dello Stato”, ha concluso. fp/AGIMEG

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