Nel corso della tavola rotonda organizzata nell’ambito del convegno “Legalità in Gioco”, è intervenuta la senatrice Elena Murelli, componente della 10ª Commissione permanente Affari Sociali del Senato della Repubblica. L’evento ha approfondito il tema del sistema concessorio come strumento di tutela della legalità e della protezione dei giocatori.
Gioco online e fisico, la nuova sfida: proteggere il mercato legale dall’illegalità
“I temi affrontati oggi toccano tutta la filiera del gioco, che in Italia è composta soprattutto da piccole e medie imprese: come legislatori dobbiamo tutelarle anche nei confronti delle multinazionali straniere che operano online sulle piattaforme. Lo abbiamo fatto con le diverse regolamentazioni, andando a disciplinare il gioco online, e adesso arriverà il riordino del gioco fisico.
La questione centrale è duplice: da una parte tutelare il gioco legale, dall’altra fare in modo che il cittadino possa giocare per divertirsi. Bisogna proteggere il giocatore dal mercato illegale, che non offre alcuna tutela sul fronte del gioco patologico, non consente la tracciabilità del giocatore e non permette di salvaguardare la filiera e tutti gli aspetti collegati”, ha detto.
Ludopatia e gioco d’azzardo: serve una rete per proteggere i giocatori a rischio
“C’è poi l’aspetto della salute del giocatore. In Commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali del Senato abbiamo affrontato il tema della ludopatia: è una patologia che esiste e non va nascosta, ma va gestita all’interno di una rete di sistema capace di intercettare il giocatore quando il gioco diventa un rischio e poi un problema.
Questa rete esiste grazie alla filiera, alle associazioni di categoria e agli stessi operatori: nell’online con le forme di autoesclusione, nel fisico con la tessera sanitaria, che consente di controllare il gioco quando diventa problematico. Gli operatori devono essere formati
per intercettare anche fisicamente il giocatore in difficoltà, ad esempio chi continua a giocare alle macchinette cifre sempre più importanti. Anche la rete sociale e le famiglie devono essere formate, perché il gioco patologico diventa un problema economico per la famiglia stessa.
È un tema particolarmente delicato per i giovani: secondo le statistiche giocano online soprattutto i ragazzi, e spesso i genitori non si accorgono che il figlio ha iniziato a scommettere sempre di più. La rete deve quindi comprendere gli operatori della filiera, le famiglie, i giocatori stessi, che devono essere informati, e il sistema sanitario nazionale, con operatori pronti a dare servizio e supporto ai giocatori patologici”, ha aggiunto.
La tecnologia come strumento di prevenzione e tutela dei giocatori
“Dall’altro lato dobbiamo tutelare sempre di più le aziende e la filiera per contrastare il mercato illegale, e lo facciamo anche grazie alla tecnologia, che deve essere un’opportunità: da una parte per proteggere le aziende e combattere l’illegalità, dall’altra per tutelare il giocatore e intercettare il momento in cui il gioco diventa un rischio. Gli stessi indicatori, attraverso la tecnologia, permettono di rilevare quando emerge un problema.
Porto un esempio: qualche mese fa sul giornale di Piacenza, la mia città, è apparso un articolo secondo cui Piacenza sarebbe la città più colpita dalla ludopatia in Emilia e non solo. In casi come questo deve scattare il senso di responsabilità, che è la parola chiave, e non un dibattito ideologico tra chi vuole vietare il gioco online e chi lo considera solo un’opportunità economica: bisogna usare la tecnologia per verificare perché la ludopatia è cresciuta in quella specifica città, analizzare i comportamenti dei giocatori e soprattutto prevenire”, ha aggiunto.
Contrasto alla ludopatia: nuove attività educative
“Un ultimo punto riguarda la formazione e l’intercettazione del disagio giovanile prima che si manifesti, tema affrontato anche nell’ambito della salute mentale: la ludopatia porta a un distaccamento dalla realtà e successivamente a problemi di salute mentale. La nostra responsabilità è intervenire creando per i giovani momenti di svago e di confronto alternativi al mondo virtuale del gioco.
Domani interverrò in Aula sul disegno di legge 1766, una legge delega sulle attività educative non formali: attività di musica, sport e cultura che possono integrare le ore di educazione civica e far capire ai giovani che esistono altri ambienti oltre al gioco online. Sono le attività che come governo e maggioranza stiamo portando avanti, all’interno di un ecosistema che tutela il gioco in tutte le sue forme e la filiera, contrasta il mercato illegale e promuove un senso di responsabilità che lo Stato, con il suo sistema concessorio, sta perseguendo”, ha concluso. fp/AGIMEG

