Home Scommesse Calcio Gioco pubblico: incontro tra MEF ed i rappresentanti di Domus Bet. Al centro dei colloqui la richiesta di garanzie per i concessionari e regole certe contro contestazioni arbitrarie da parte delle associazioni dei consumatori

Gioco pubblico: incontro tra MEF ed i rappresentanti di Domus Bet. Al centro dei colloqui la richiesta di garanzie per i concessionari e regole certe contro contestazioni arbitrarie da parte delle associazioni dei consumatori

Domus Bet e MEF

Si è svolta nella sede del MEF un incontro tra i rappresentati del Ministero e  quelli di Domus Bet. Al centro dell’incontro istituzionale le iniziative delle associazioni dei consumatori nei confronti dei Concessionari autorizzati, le criticità interpretative della disciplina sulla comunicazione commerciale e la necessità di assicurare maggiore tutela agli operatori che investono milioni di euro nel mercato legale. Chieste regole chiare, uniformità negli accertamenti e una precisa distinzione tra le prerogative delle associazioni e le competenze delle autorità pubbliche.

L’iniziativa è stata promossa nell’interesse del Concessionario Domus Bet dall’avvocato Davide Giugno, legale esperto nella normativa del gioco pubblico e nella tutela giuridica degli operatori autorizzati, e da Salvo Vullo, CEO di Kogem, società specializzata nella consulenza tecnica, normativa e regolatoria ai Concessionari.

L’incontro presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato reso possibile grazie all’attività di Cuiprodest, realtà operante nell’ambito delle relazioni istituzionali, che ha consentito di portare all’attenzione delle istituzioni le problematiche sollevate nell’interesse del Concessionario Domus Bet.

Al centro dell’iniziativa, le contestazioni promosse da alcune associazioni dei consumatori in materia di comunicazioni commerciali, bonus, promozioni e rapporti con i titolari di conti di gioco. Una problematica che, pur prendendo spunto dalle vicende riguardanti Domus Bet, interessa potenzialmente l’intero comparto dei Concessionari autorizzati.

Concessioni da milioni di euro: lo Stato deve garantire anche certezza del diritto

Il nuovo sistema concessorio del gioco pubblico richiede agli operatori investimenti economici di assoluto rilievo. Il solo corrispettivo per l’aggiudicazione di una concessione per il gioco a distanza ammonta a 7 milioni di euro, ai quali si aggiungono gli ulteriori costi connessi alle garanzie, agli adeguamenti tecnologici, agli obblighi regolatori e alla gestione dell’attività. Si tratta di impegni assunti da imprese che hanno scelto di operare nel mercato legale, accettando un sistema di controlli, responsabilità e prescrizioni particolarmente rigoroso.

Proprio per questo, secondo la posizione rappresentata nell’incontro, non è accettabile che un Concessionario, dopo aver sostenuto investimenti di tale portata e aver adempiuto agli obblighi imposti dallo Stato, debba confrontarsi continuamente con contestazioni basate su interpretazioni non univoche della normativa.

A confermare la necessità di un intervento chiarificatore è anche la disomogeneità interpretativa che può emergere nelle sedi giudiziarie e nell’ambito delle attività di controllo. Non è infatti ammissibile che, a fronte di contestazioni sostanzialmente identiche, un Concessionario possa essere ritenuto responsabile da un tribunale e un altro possa ottenere una pronuncia di segno opposto, sulla base di differenti interpretazioni delle medesime disposizioni normative.

Una criticità che assume particolare rilevanza proprio in relazione alle iniziative promosse dalle associazioni dei consumatori, soprattutto quando le contestazioni riguardano comunicazioni commerciali, bonus e promozioni, materie nelle quali la corretta qualificazione delle condotte richiede criteri interpretativi chiari e uniformi.

Salvo Vullo
Salvo Vullo Kogem

Il risultato è un sistema nel quale condotte analoghe rischiano di essere considerate lecite in un contesto e illecite in un altro, con conseguenze profondamente diverse per gli operatori coinvolti. Un’incertezza che non può essere scaricata sulle imprese autorizzate, chiamate a rispettare regole che dovrebbero essere interpretate e applicate secondo criteri omogenei sull’intero territorio nazionale.

La presenza di orientamenti contrastanti, laddove riscontrata anche in relazione a fattispecie effettivamente sovrapponibili, rappresenta un segnale della necessità di intervenire sul piano della chiarezza normativa e dell’uniformità applicativa. Non si tratta di mettere in discussione l’autonomia della magistratura o le prerogative degli organi di controllo, ma di evitare che le incertezze interpretative si traducano in disparità di trattamento tra Concessionari soggetti alle medesime regole.

Il rispetto delle regole costituisce un obbligo imprescindibile per gli operatori autorizzati. Ma a tale obbligo deve corrispondere la possibilità di conoscere preventivamente, con sufficiente precisione, quali comportamenti siano consentiti e quali vietati. In assenza di riferimenti interpretativi chiari, il rischio è che il Concessionario venga esposto a un susseguirsi di diffide, richieste, controversie e potenziali procedimenti sanzionatori, con conseguenze economiche, organizzative e reputazionali che possono incidere sulla normale prosecuzione dell’attività.

Un sistema che impone investimenti milionari non può lasciare gli operatori esposti a un’incertezza interpretativa permanente. La certezza del diritto deve costituire una garanzia concreta del rapporto concessorio, non una semplice aspettativa.

ADM e AGCOM: servono indicazioni precise, non interpretazioni contrapposte

Il settore del gioco pubblico è disciplinato da un articolato quadro normativo che attribuisce specifiche competenze all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Quest’ultima, attraverso i provvedimenti adottati e gli indirizzi interpretativi emanati, ha già contribuito alla definizione delle regole in materia di pubblicità e comunicazione commerciale.

Rimane tuttavia necessario proseguire il confronto tra AGCOM, ADM e Concessionari per individuare criteri applicativi più puntuali, soprattutto in relazione alle comunicazioni rivolte ai titolari di conti di gioco, alle iniziative promozionali e alla distinzione tra informazioni contrattuali e pubblicità vietata.

Le comunicazioni relative a bonus, promozioni e condizioni contrattuali richiedono infatti valutazioni che tengano conto del contenuto, delle finalità e delle modalità di diffusione, senza automatismi fondati esclusivamente sulla tipologia di destinatario.

Il Concessionario deve poter conoscere in anticipo i limiti della propria operatività, senza essere costretto a ricostruirli attraverso contestazioni successive, interpretazioni contrastanti o procedimenti sanzionatori. L’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo le aree di incertezza e garantire criteri uniformi, applicabili a tutti gli operatori autorizzati.

Associazioni dei consumatori: la tutela non può trasformarsi in una pressione continua sui Concessionari

Uno dei punti più significativi portati all’attenzione del MEF riguarda le modalità attraverso le quali alcune associazioni dei consumatori promuovono contestazioni nei confronti degli operatori autorizzati. Il ruolo delle associazioni nella tutela dei cittadini è riconosciuto dall’ordinamento e non viene messo in discussione. Tuttavia, il diritto di segnalare presunte irregolarità non può tradursi nella possibilità di attribuire automaticamente a un Concessionario responsabilità che non siano state ancora accertate dalle autorità competenti.

Davide Giugno (Avvocato)
Davide Giugno Avvocato

Diffide, contestazioni e iniziative giudiziarie comportano per le imprese costi di assistenza legale, impegno delle strutture interne, possibili ricadute reputazionali e rischi per la continuità operativa. Tali conseguenze assumono un peso ancora maggiore in un settore nel quale gli operatori devono già sostenere costi particolarmente elevati per ottenere e mantenere la concessione.

Da qui la necessità di una riflessione: è ragionevole che un Concessionario autorizzato, sottoposto alla vigilanza dello Stato, debba continuamente difendersi da contestazioni basate su questioni interpretative non ancora chiarite dalle autorità competenti? E ancora: non sarebbe preferibile che, in presenza di presunte violazioni della disciplina pubblicitaria, le associazioni privilegiassero una preventiva segnalazione ad AGCOM, affinché l’Autorità possa svolgere gli opportuni accertamenti e assumere le determinazioni di propria competenza?

Un simile percorso non limiterebbe il diritto delle associazioni di promuovere le iniziative previste dalla legge, ma consentirebbe di privilegiare un sistema fondato su valutazioni istituzionali, criteri uniformi e garanzie procedimentali. Merita inoltre un approfondimento la questione delle eventuali responsabilità connesse a iniziative manifestamente infondate o abusive, da valutare caso per caso e nei limiti previsti dall’ordinamento.

La tutela dei consumatori non può essere invocata per giustificare qualsiasi modalità di contestazione. Anche i Concessionari hanno diritto a essere tutelati da iniziative prive di adeguato fondamento e da conseguenze sproporzionate rispetto a violazioni soltanto ipotizzate.

Il Concessionario non può essere lasciato solo di fronte all’incertezza normativa

La questione sollevata da Domus Bet assume una rilevanza che va oltre il singolo operatore. Un’impresa che ottiene una concessione pubblica assume precisi obblighi nei confronti dello Stato, investe risorse economiche, realizza infrastrutture tecnologiche, adotta procedure di controllo e si sottopone a verifiche e adempimenti continui.

In cambio non può pretendere l’assenza di controlli o contestazioni, ma ha pieno titolo per chiedere un quadro regolatorio sufficientemente chiaro, criteri di valutazione uniformi e il rispetto delle garanzie procedimentali. Non si può consentire che l’incertezza normativa diventi un costo aggiuntivo e permanente dell’attività concessoria, costringendo gli operatori a destinare risorse sempre maggiori alla gestione di controversie che potrebbero essere prevenute attraverso indicazioni applicative più precise.

La conseguenza sarebbe un sistema nel quale, oltre agli investimenti richiesti per accedere al mercato e agli obblighi previsti dalla concessione, gli operatori si troverebbero a sostenere un ulteriore carico di spese legali, rischi sanzionatori e difficoltà gestionali. Il Concessionario non chiede privilegi, né immunità rispetto alle violazioni effettivamente accertate. Chiede di essere posto nelle condizioni di rispettare regole comprensibili, stabili e applicate in modo uniforme. È questa la garanzia che deve accompagnare un rapporto concessorio fondato su investimenti rilevanti, responsabilità e obblighi stringenti.

Vigilanza e sanzioni: le valutazioni private non sostituiscono gli accertamenti delle autorità

In materia di pubblicità dei giochi con vincite in denaro, AGCOM esercita i poteri di accertamento e sanzione attribuitile dalla legge, ferme restando le competenze degli altri organismi e dell’autorità giudiziaria. Le associazioni dei consumatori possono legittimamente presentare segnalazioni, promuovere iniziative di tutela e ricorrere agli strumenti previsti dall’ordinamento.

Occorre tuttavia distinguere le contestazioni formulate da soggetti privati dagli accertamenti compiuti dalle autorità competenti. Una presunta violazione non può essere presentata come una responsabilità già definitivamente accertata. Allo stesso modo, il Concessionario deve poter esercitare pienamente il proprio diritto al contraddittorio e alla difesa nelle sedi previste.

La legalità non può essere garantita attraverso un sistema nel quale chiunque possa formulare una contestazione e il Concessionario debba sopportarne automaticamente tutte le conseguenze, indipendentemente dalla fondatezza dell’addebito. La corretta applicazione delle regole richiede controlli rigorosi, ma anche valutazioni fondate su una conoscenza approfondita della normativa di settore, su linee guida, delibere e disposizioni regolatorie chiare e su criteri interpretativi uniformi, affinché le medesime condotte non siano oggetto di valutazioni differenti e ogni accertamento avvenga nel pieno rispetto delle garanzie riconosciute ai soggetti coinvolti.

L’incontro al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha rappresentato l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni una problematica che interessa l’intero settore del gioco pubblico autorizzato. L’auspicio è che possano seguire ulteriori approfondimenti e interlocuzioni tra AGCOM, ADM e Concessionari, finalizzati a chiarire i limiti della comunicazione commerciale, uniformare i criteri applicativi e rafforzare le garanzie nei confronti di contestazioni non adeguatamente fondate.

Il messaggio portato da Domus Bet è chiaro: chi investe milioni di euro per operare legalmente, rispettando gli obblighi imposti dallo Stato, deve poter contare su regole certe e su un sistema che ne tuteli anche i legittimi interessi.

La tutela dei consumatori resta un obiettivo imprescindibile, ma non può prescindere dalla certezza del diritto, dal rispetto delle competenze istituzionali e dalle garanzie riconosciute ai Concessionari. Perché lo Stato, oltre a pretendere il rispetto delle regole da parte degli operatori autorizzati, deve assicurare che quelle stesse regole siano chiare, conoscibili e applicate in maniera uniforme. sb/AGIMEG

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