Gioco online, Avvocato generale UE: la legge maltese è incompatibile con la normativa europea, ma la domanda pregiudiziale dell’Austria non è ricevibile

La domanda di pronuncia pregiudiziale presentata da un giudice austriaco sulla compatibilità della normativa maltese sul gioco online con il diritto dell’Unione Europea è irricevibile perché non necessaria ai fini della decisione del caso nazionale, secondo l’Avvocato generale Nicholas Emiliou. È quanto emerge dalle conclusioni depositate davanti alla Corte di giustizia UE.

Secondo Emiliou, il procedimento pendente in Austria non ruota infatti attorno alla compatibilità in sé della legge maltese con il diritto europeo, ma alla possibile responsabilità di un legale che aveva redatto un parere proprio su quella questione per conto di una società che finanzia le azioni dei consumatori volte a recuperare le somme giocate presso operatori maltesi. Per l’Avvocato generale, il punto da chiarire è se quel parere fosse stato formulato con la dovuta diligenza professionale alla luce delle norme e delle informazioni disponibili all’epoca, valutazione che spetta al giudice nazionale e non alla Corte di giustizia.

Emiliou ha aggiunto però che, qualora la Corte decidesse comunque di entrare nel merito, la disposizione introdotta da Malta nel giugno 2023 con il cosiddetto Bill 55 sarebbe manifestamente incompatibile con il regolamento Bruxelles I bis sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni civili e commerciali.

Cosa dice la legge di Malta sul gioco online

Malta

La norma maltese prevede che i giudici locali debbano rifiutare, per ragioni di ordine pubblico, il riconoscimento e l’esecuzione di decisioni straniere che accolgano domande contro operatori con licenza maltese, quando tali decisioni si fondano sull’illiceità dei servizi prestati in un altro Stato membro, pur essendo gli stessi servizi leciti secondo il diritto maltese.

Secondo l’avvocato generale, Malta non può invocare la clausola di ordine pubblico per bloccare automaticamente queste decisioni, né sostenere in via generale che esse violino la libera prestazione dei servizi. Le questioni di merito sul diritto UE non possono essere riesaminate nella fase del riconoscimento.

Nelle conclusioni si evidenzia inoltre che una licenza maltese sul gioco vale in linea di principio solo a Malta, salvo eventuale riconoscimento da parte di altri Stati membri, che restano liberi di applicare le proprie normative agli operatori esteri. Per l’avvocato generale, il “Bill 55” mostra una chiara finalità protettiva verso un comparto considerato strategico per l’economia maltese, ma possibili ripercussioni economiche negative non bastano a giustificare il ricorso all’ordine pubblico. sm/AGIMEG