Ruggiero Bollino (Capo Servizio Dogane, Monopoli e Accise Comando Generale della Guardia di Finanza – III Reparto Operazioni Ufficio Tutela Entrate) ha preso parte agli Stati Generali ADM, intervenendo durante la sessione dedicata ai giochi.
“E’ un settore molto delicato che ha un’importanza strategica e garantisce un gettito importante. Canalizzando all’interno di un circuito trasparente e controllato si cerca di arginare che le organizzazioni criminali riescano ad introdursi in questa fetta di guadagno. Puntiamo su corretto funzionamento del mercato, contro le forme di concorrenza sleale, la tutela della salute pubblica con attenzione particolare alle fasce deboli e gli interessi erariali, attraverso la fiscalità dei giochi”.
“Come guardia di finanza ci concentriamo molto sul riciclaggio. Il comparto giochi purtroppo si presta a questo genere di attività. Le caratteristiche del settore del gioco su cui fanno leva coloro che compiono attività di riciclaggio sono ingente raccolta di liquidità, rapidità delle transazioni, natura aleatoria del gioco, diffusione geografica e operativa del comparto e dimensione transazionale”, ha aggiunto Bollino.
“Il lavoro di collaborazione tra agenzie e forze dell’ordine sta dando i propri frutti e ciò va a tutelare gli operatori del settore e il loro interessi e ovviamente anche la salute pubblica, nello specifico i giovani o i soggetti fragili a rischio ludopatia”.

L’esponente della Guardia di Finanza ha concluso: “Abbiamo degli strumenti che ci consentono di mappare le modalità di raccolta e ciò ci consente di fare un’analisi a monte con effettua le azioni di contrasto. Da quando c’è la parte online è diventato più difficile visto che con i siti .com sono difficili da intercettare. Addirittura, al passo con i tempi ci sono dei portali che sfruttano le criptovalute e ciò rende più complicato intervenire”.
“L’unico modo per intercettare le azioni illegale è l’azione condivisa. La consapevolezza da parte degli operatori esiste perché tra gli strumenti di contrasto ce n’è uno fondamentale di cui ci avvaliamo, ovvero la segnalazione operazioni sospette. E quindi gli operatori fanno il loro dovere segnalando ciò che avviene e consentendoci quindi di intervenire”.

