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Dossier Consiglio Europeo: proposta tassa UE sul gioco online

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L’Unione Europea si trova di fronte a un bivio finanziario cruciale. Per fare fronte alle crescenti esigenze nei settori chiave della competitività, difesa, sicurezza e transizione ecologica e digitale, la Commissione Europea ha presentato una proposta di riforma del sistema delle risorse proprie. La sfida centrale riguarda il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che dovrà garantire il rimborso dei fondi di NextGenerationEU senza gravare sui bilanci nazionali né tagliare i programmi storici dell’UE. E’ quanto si legge nel Dossier sul Consiglio europeo previsto a Bruxelles il 15-16 ottobre 2026.

Il Parlamento europeo ribadisce la propria richiesta di introdurre nuove risorse proprie autentiche per rimborsare il debito del Next Generation EU (NGEU) e finanziare i propri obiettivi politici. In particolare chiede che le risorse mancanti vengano compensate aumentando l’aliquota di altre fonti o introducendone di nuove (tra cui tasse sui servizi digitali, gioco d’azzardo online, estensione del meccanismo CBAM e un prelievo uniforme sulle plusvalenze da cripto-attività).

Perché l’attuale sistema di finanziamento UE non è più sostenibile

“La proposta della Commissione sulle risorse proprie muove da un’analisi secondo la quale l’Unione si trova ad affrontare esigenze crescenti di finanziamento in settori chiave quali la competitività, la difesa, la sicurezza e la transizione verde e digitale; inoltre il prossimo QFP dovrà anche far fronte al rimborso di NextGenerationEU senza procedere a tagli indebiti ai programmi dell’UE o aumentare eccessivamente i contributi basati sull’RNL.

Di fronte a questo scenario, l’attuale sistema delle risorse proprie, che dipende in larga misura, e sempre di più, dai contributi basati sull’RNL, rischia, secondo la Commissione, di non essere sostenibile nel lungo periodo e deve pertanto essere riformato. Al prossimo QFP pertanto dovrebbe accompagnarsi, l’introduzione di nuove risorse proprie effettivamente in grado di ridurre l’onere per gli Stati membri e garantire il finanziamento sostenibile delle priorità comuni dell’UE e il rimborso di NextGenerationEU”, si legge nel testo.

Le 5 nuove risorse proprie proposte dalla Commissione

“La proposta di decisione presentata dalla Commissione propone di: 1) introdurre 5 cinque nuove risorse proprie: la risorsa aziendale per l’Europa (CORE); l’accisa sul tabacco (TEDOR); un’aliquota uniforme di prelievo sui rifiuti elettronici non raccolti; due entrate basate sul sistema ETS e sul meccanismo CBAM; 2) apportare alcuni aggiustamenti alla risorsa basata sui rifiuti di imballaggi di plastica e alle risorse proprie tradizionali; 3) confermare la risorsa propria basata sull’IVA sulla base di un’aliquota uniforme di prelievo dello 0,3%. La proposta non prevede correzioni di bilancio (rebates), in virtù delle quali agli Stati con saldi netti più negativi sono concessi sconti sui contributi al bilancio dell’UE”, aggiunge.

Bilancio UE e nuove risorse proprie: la posizione del Parlamento Europeo

“Il Parlamento europeo: – ribadisce la sua richiesta di lunga data di introdurre nuove e autentiche risorse proprie, non solo per consentire il rimborso del debito di NGEU, ma anche per finanziare le accresciute ambizioni politiche dell’Unione; – ribadisce le sue storiche critiche secondo cui concepire e negoziare il bilancio sulla base del principio del “giusto ritorno” comporterà inevitabilmente una diminuzione del valore aggiunto dell’UE, riducendo la motivazione per investire insieme in beni pubblici comuni ed europei; – sostiene l’approccio “a paniere” più ampio proposto dalla Commissione.Senato della Repubblica

Chiede tuttavia che, qualora dovesse eliminare alcuni elementi del paniere, il Consiglio colmi la lacuna aumentando le aliquote di prelievo per altre fonti o sostituendoli con un’altra fonte. Tra le possibili soluzioni individuate dal Parlamento europeo, un prelievo sui servizi digitali mirato alle principali piattaforme digitali, un prelievo sui servizi di gioco d’azzardo e scommesse online, l’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere nonché un prelievo sulle plusvalenze delle cripto-attività basato su un’aliquota uniforme di prelievo. La presidenza irlandese conferma il pacchetto di 5 risorse proprie proposto dalla Commissione. Non si esprime invece sulle eventuali correzioni di bilancio per alcuni contributori netti”, continua.

EU Kids Act

“Nel mese di settembre la Commissione europea ha presentato la proposta EU Kids Act, che vieta, salvo eccezioni, l’accesso alle piattaforme di social media ai minori di 13 anni e fissa a 15 anni l’età minima a livello di Unione per l’apertura di un account personale. L’iniziativa fa seguito alla richiesta di numerosi Stati membri di rafforzare la tutela dei minori online a livello dell’Unione e alle raccomandazioni elaborate dal gruppo speciale di esperti sulla sicurezza dei minori online”, continua.

“La proposta impone inoltre una serie di obblighi a tutti i fornitori online che offrono servizi di social media, condivisione di video, videogiochi online, compagni IA e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni. Fra questi obblighi si annoverano il divieto di inserire caratteristiche che creano dipendenza e feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinino i minori in spirali nocive, il divieto di scorrimento infinito senza punti di arresto, di stratagemmi di ricompensa e di notifiche push durante le ore di riposo e il blocco dei contatti non richiesti sollecitati da estranei. In aggiunta, se integrati in social media, piattaforme di condivisione di video o videogiochi, compagni IA e chatbot non devono attivarsi automaticamente e non possono simulare relazioni interpersonali con modalità che creino dipendenza emotiva”. cdn/AGIMEG

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