Bilancio UE 2028-2034, la presidenza irlandese esclude la tassa sul gioco online: soddisfatta l’ippica europea

La presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue ha lasciato fuori dalla nuova proposta di bilancio Ue 2028-2034 le tre nuove imposte europee sostenute dal Parlamento europeo, sui servizi digitali, sulle cripto-attività e sul gioco online.

Lo schema negoziale presentato da Dublino sabato 10 ottobre non contiene quindi la tassa sul gioco online. Le autorità irlandesi affermano di aver comunque preso in considerazione le proposte dell’Eurocamera. Hanno però scelto di non inserirle perché sarebbe difficile renderle operative entro l’inizio del 2028.

La decisione è stata accolta con favore dalle due principali federazioni europee delle corse, la European and Mediterranean Horseracing Federation (EMHF) e la European Trotting Union (UET), che hanno commentato la proposta l’11 ottobre, il giorno dopo la sua presentazione.

Bilancio Ue, EMHF e UET: la tassa sul gioco online avrebbe favorito gli operatori illegali

“L’ippica si finanzia con le scommesse legali. Una tassa aggiuntiva avrebbe spinto i clienti verso gli operatori illegali, riducendo le entrate sia per i governi sia per le corse e lasciando i consumatori meno tutelati”, afferma il direttore generale dell’EMHF, Paull Khan.

Per Khan, però, il rischio resta. “Questa minaccia non è del tutto scomparsa. Continueremo a chiedere ai decisori politici una valutazione specifica degli effetti che qualsiasi tassazione aggiuntiva sulle scommesse ippiche legali avrebbe sul gettito fiscale degli Stati membri, sul finanziamento delle corse, sulla tutela dei consumatori e sulla criminalità finanziaria”.

Il presidente dell’UET, Peter Truzla, ricorda che trotto e galoppo dipendono entrambi dalle scommesse legali. Una misura di questo tipo, avverte, avrebbe un “effetto disastroso” sul finanziamento dell’ippica.

Irlanda

La proposta irlandese taglia 159 miliardi rispetto alla Commissione europea

La bozza presentata da Dublino fissa il Quadro finanziario pluriennale a 1.825 miliardi di euro (a prezzi 2025), con una riduzione di 159 miliardi, pari all’8%, rispetto ai 1.985 miliardi proposti dalla Commissione europea nel luglio 2025.

Dopo una prima reazione degli ambasciatori degli Stati membri, la proposta sarà discussa martedì al Consiglio Affari generali e poi al vertice del Consiglio europeo di giovedì 15 ottobre. fp/AGIMEG