Home Attualità SiGMA World, Marasco (Logico): “Possibile utilizzo criptovalute nel gioco ma serve una regolamentazione”

SiGMA World, Marasco (Logico): “Possibile utilizzo criptovalute nel gioco ma serve una regolamentazione”

Man in a dark suit with tie and lanyard, seated on stage at a conference; REDCORE backdrop.

Al centro dell’intervento al SiGMA World 2026 di Moreno Marasco, presidente di LOGiCO, l’associazione dei concessionari di gioco online, c’è stata la tracciabilità dei pagamenti in criptovalute. Marasco ha parlato anche delle prospettive di un’integrazione più stretta tra crypto e gioco, alla luce della recente determina di ADM.

Marasco è intervenuto al panel “Crypto Asset, piattaforme di prediction: una scommessa dentro la scommessa?”, partendo dal confronto tra il gioco fisico e quello a distanza: “Tutto ciò che genera numeri importanti genera anche un bisogno di regolamentazione. Quando qualcosa emerge in maniera molto forte, il regolatore deve sempre garantire tutte le tutele costituzionali.

La provocazione che mi nasce spontanea è questa. Nell’immaginario collettivo, le criptovalute possono diventare per il gioco online ciò che il contante rappresenta per il gioco fisico?

La domanda nasce dalla classica simmetria tra gioco fisico e gioco online, nel contesto italiano ma anche negli altri ordinamenti. Nel fisico il contante permette transazioni del tutto anonime. Non sono tracciate e nemmeno rintracciabili a posteriori, entro le soglie antiriciclaggio o salvo segnalazioni spontanee dei gestori, che magari non le fanno neanche così volentieri. Online invece è tutto tracciato. Il fisico non è tracciato finché non si decide di farlo.

Nell’immaginario collettivo le criptovalute sono anonime. Così non è: sono pseudonime. Investire in criptovalute è un investimento finanziario, al pari del Forex. Semplicemente, non si tratta della valuta di uno Stato sovrano. Non lo considero una scommessa. Anche l’investimento in borsa, in senso generico, può esserlo. Si scommette quando si pronostica un esito con una scadenza certa.

Piuttosto, la domanda è quanto le criptovalute possano essere utilizzate nelle scommesse o nel gioco in generale. In realtà è già fattibile. Convertendo le criptovalute in valuta corrente, ad esempio in euro, si può già scommettere su qualunque sito o acquistare qualunque prodotto. Forse la domanda è se sia possibile un’integrazione più stretta tra criptovalute e gioco.

In questo senso la recente determina ADM potrebbe dare qualche apertura: vedo più aperture che chiusure. Dipende tutto da quanto la transazione è, alla fine, tracciabile.

Nei pagamenti con carta oggi non c’è un utilizzo diretto delle criptovalute. L’intermediario si fa carico della tracciabilità e dell’identificazione. Da questo punto di vista tutto è perfettamente conforme alla normativa.

Il caso diverso sarebbe una conversione diretta, con versamenti e prelievi in criptovalute. Non dico che non si potrebbe fare: si potrebbe, se si rispettassero i meccanismi previsti. Il E-Wallet oggi non è tracciato, pur non essendo del tutto anonimo. Dovrebbe essere sottoposto a un livello di tracciabilità pari a quello dei sistemi di pagamento adottati nel gioco. A quel punto l’anonimato cesserebbe.

Bisogna poi interrogarsi sui profili della clientela di cui stiamo parlando, perché a volte ci sono necessità legate anche a dei timori. Pensiamo banalmente a chi in autostrada non usa il telefono: magari per timore di essere intercettato, o semplicemente per scarsa conoscenza.” fp/AGIMEG

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