Corte dei Conti parifica il rendiconto della Calabria: criticità sui fondi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico

La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale della Regione Calabria nelle sue componenti del conto del bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale. Nella relazione emergono anche diversi profili critici legati alla gestione delle risorse destinate al contrasto del gioco d’azzardo patologico.

Parificato il rendiconto generale della Regione Calabria

Il presidente facente funzioni Fabrizio Carrarini, al termine della Camera di Consiglio, ha dichiarato parificato il bilancio.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti, oltre a Carrarini, i magistrati relatori, il procuratore regionale facente funzioni Giovanni Di Pietro e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico

Nella relazione del magistrato Emanuela Friederike Daubler viene sottolineato che nel 2015 la legge n. 208 ha istituito presso il Ministero della Salute un Fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, finanziato con 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2016. La misura si inseriva nel quadro delineato dal decreto Balduzzi del 2012, che aveva incluso nei LEA le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione per la ludopatia. Contestualmente è stato istituito anche un Osservatorio nazionale per monitorare il fenomeno e valutare l’efficacia degli interventi.

Le risorse del Fondo avrebbero dovuto essere ripartite in base al numero di persone affette da ludopatia censite dai Ser.D., ma, a causa della disomogenea diffusione dei servizi sul territorio, il riparto è avvenuto secondo i criteri del Fondo sanitario nazionale. Le Regioni potevano accedere ai finanziamenti previa approvazione ministeriale di specifici piani operativi di prevenzione e cura.

Con la legge di bilancio 2025 il Fondo e l’Osservatorio sono stati soppressi e sostituiti da un Fondo unico per tutte le dipendenze patologiche, con una dotazione di 94 milioni di euro.

Residui passivi e risorse non utilizzate

Nell’ambito dello specifico referto “La gestione della spesa carceraria, REMS, istituti di salute mentale fondo per il contrasto al gioco d’azzardo”, approvato con delibera della Sezione n. 46/2026, era stata rilevata la sussistenza di imponenti residui passivi al 31 dicembre 2024 pari a 6.369.528,83 euro.

L’istruttoria sul rendiconto 2025 ha evidenziato il permanere di ingenti residui passivi relativi alle risorse destinate al disturbo da gioco d’azzardo: a fronte di residui iniziali pari a 5.847.314,16 euro, riferibili alle annualità dal 2017 al 2024, sono stati effettuati pagamenti in conto residui per 2.139.569,80 euro, mentre a fine esercizio restavano residui complessivi per 3.707.744,36 euro. In competenza risultano pagamenti per 371.834,83 euro. I residui attivi non riscossi presentano una consistenza di 2.079.986,68 euro, relativi alle annualità 2023 e 2024.

Le criticità rilevate dalla Corte dei Conti

Dai riscontri forniti sono emersi profili critici legati al fatto che il Ministero subordina l’erogazione delle risorse alla verifica della rendicontazione delle annualità precedenti, con soglie minime dell’80% per il 2021, del 50% per il 2022 e del 20% per il 2023. Le ASP non hanno completato le attività nonostante il sollecito della Regione intervenuto a seguito dell’istruttoria avviata ai fini del giudizio.

Le principali criticità riscontrate riguardano:

  • il ritardo nella rendicontazione da parte delle ASP, che impedisce l’erogazione delle risorse ministeriali, subordinata al raggiungimento di specifiche soglie di rendicontazione;
  • il mancato utilizzo del residuo dell’annualità 2017, pari a 1.443.757,72 euro, mai trasferito e ancora “in corso di riprogrammazione”;
  • il mancato impiego delle risorse destinate all’Osservatorio regionale, pari a 130.000 euro complessivi per il periodo 2021-2024, rimaste inutilizzate fino alla definizione della disciplina organizzativa nel 2025;
  • un errore materiale nel trasferimento di 371.834,83 euro al GOM di Reggio Calabria anziché all’ASP di Reggio Calabria, successivamente recuperato e reiscritto, circostanza indicata come segno di debolezza del sistema dei controlli sul ciclo di erogazione.

Il passaggio della relazione

“Sotto il profilo del quadro normativo di riferimento, si evidenzia che nel 2015 con l’art. 1 comma 946 della legge n. 208 recante ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato’ è stato istituito presso il Ministero della Salute un fondo per il contrasto degli effetti patologici del gioco d’azzardo a valere sulle risorse stanziate per il finanziamento del SSN, con una quota pari a 50 milioni a decorrere dal 2016.

Ciò in quanto con il decreto cd. Balduzzi n. 158 del 2012, nella consapevolezza della rilevanza del fenomeno riferito alla ludopatia, nei livelli essenziali di assistenza (LEA) sono state introdotte anche le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da ludopatia quale patologia legata alla dipendenza da gioco d’azzardo”, si legge nel documento della Corte dei Conti.

“Al contempo la citata legge ha istituito un osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave e per il correlato monitoraggio in termini di efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese. Il fondo avrebbe dovuto essere ripartito alle Regioni sulla base del numero di persone affette da ludopatia come censite dai Servizi per le dipendenze (Ser-D). Tenuto conto della non omogeneità della presenza di tali servizi sul territorio nazionale, le risorse sono state stanziate per quote d’accesso, ovverosia sulla base degli stessi criteri che presiedono al riparto del fondo sanitario indistinto”.

“Alle Regioni era demandata l’approvazione di specifici piani operativi finalizzati alla prevenzione e cura e la cui adozione si configurava come strumentale all’assegnazione delle risorse. A tal fine i piani dovevano conseguire l’approvazione ministeriale. Con legge di bilancio 2025 sono stati entrambi soppressi per dar vita a un fondo generale per tutte le dipendenze patologiche con una dotazione complessiva di 94 milioni di euro”, continua la relazione sul punto.

“Nell’ambito dello specifico referto “La gestione della spesa carceraria, REMS, istituti di salute mentale fondo per il contrasto al gioco d’azzardo” approvato con delibera di questa Sezione n. 46/2026, era stata rilevata la sussistenza di imponenti residui passivi al 31 dicembre 2024 pari ad euro 6.369.528,83.

L’analisi istruttoria ha lasciato trasparire che, nel rendiconto 2025 alla voce di uscita U9130701401, riferita al fondo sanitario regionale di parte corrente da assegnare alle ASP per la gestione delle spese di esercizio in materia sanitaria – trasferimenti correnti ad amministrazioni locali per garantire le prestazioni di prevenzione cura e riabilitazione delle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo la seguente situazione: residui passivi all’1.1.2025 per euro 5.847.314,16 ascrivibili a diverse annualità pregresse (dal 2017 al 2024) pagamenti in conto residui per 2.139.569,80 per le annualità 2021/2023 e residui complessivi a fine esercizio per euro 3.707.744,36 per tutte le annualità indicate.

In competenza risultano pagamenti per euro 371.834,83. I residui attivi non riscossi presentano una consistenza di € 2.079.986,68 (annualità 2023 e 2024)”, continua.

“Dai riscontri forniti sono emersi taluni profili critici afferenti al fatto che il Ministero subordina l’erogazione alla verifica della rendicontazione delle annualità precedenti (soglie minime dell’80% per il 2021, 50% per il 2022, 20% per il 2023), e le ASP non hanno completato le attività nonostante il sollecito della regione intervenuto a seguito dell’istruttoria avviata ai fini del presente giudizio.

Ulteriori elementi significativi emersi si possono riassumere nei seguenti termini: • il residuo dell’annualità 2017 (€ 1.443.757,72), mai trasferito e «in corso di riprogrammazione»; • le quote destinate all’Osservatorio regionale (€ 130.000 complessivi, annualità 2021- 2024), restano inutilizzate perché l’organismo ha trovato disciplina organizzativa solo con il D.C.A. n. 8/2025 e “Le relative risorse saranno pertanto utilizzate nell’ambito delle attività dell’Osservatorio secondo quanto previsto dal citato decreto e dai conseguenti atti attuativi”. • l’errore materiale riferito al trasferimento di € 371.834,83 al GOM di Reggio Calabria anziché all’ASP di Reggio Calabria, successivamente recuperato e reiscritto. La circostanza appare segno di debolezza del sistema dei controlli sul ciclo di erogazione”, conclude. cdn/AGIMEG