Corte dei conti, Rendiconto 2025: giochi pubblici tra entrate erariali, dipendenze, crescita dell’online e rilancio dell’ippica

Presso la sede della Corte dei conti a Roma, si è svolto il Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2025, alla presenza delle principali autorità istituzionali. L’udienza è stata presieduta dal Presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, con relazioni presentate da Mauro Orefice e Vincenzo Palomba. La requisitoria è stata pronunciata dal Procuratore generale Pio Silvestri.

Nel documento trovano spazio diversi riferimenti al settore dei giochi pubblici, alla lotta alle dipendenze, alle entrate extratributarie e agli interventi per il comparto ippico.

Dipendenze: risorse in aumento per il Fondo nazionale

Sul fronte della lotta alle dipendenze – si legge nella Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 – il Fondo nazionale per la lotta alla droga ha registrato nel 2025 un aumento delle risorse da 4,75 a 9,75 milioni di euro. Sono stati impegnati complessivamente 3,97 milioni, mentre i pagamenti effettuati ammontano a 1,78 milioni.

L’Osservatorio nazionale permanente sulle dipendenze ha ampliato le proprie competenze includendo, oltre alle tossicodipendenze, anche il gioco d’azzardo patologico e le dipendenze tecnologiche. Nel 2025 ha lavorato alla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze e ha contribuito alla diffusione di informazioni tratte dai rapporti europeo e mondiale sulle droghe.

L’Osservatorio coinvolge nove ministeri, la Conferenza delle Regioni, il CNR, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istat, ed è organizzato in tre aree: droghe e tossicodipendenze, gioco d’azzardo patologico e dipendenze comportamentali.

Entrate extratributarie e giochi pubblici

Dal punto di vista delle entrate pubbliche, le entrate extratributarie nel 2025 sono state pari a 119 miliardi di euro, in calo del 4,2% rispetto al 2024. Le principali fonti di incasso sono state:

  • lotterie e giochi del Lotto: 25,65 miliardi di euro;
  • contributi del PNRR: 5,68 miliardi;
  • dividendi delle società partecipate dallo Stato: 4,32 miliardi;
  • remunerazione del conto del Tesoro presso la Banca d’Italia: 4,34 miliardi.

Il documento evidenzia quindi sia il rafforzamento delle risorse destinate al contrasto delle dipendenze, sia il peso rilevante delle entrate derivanti dal settore dei giochi pubblici nelle finanze statali.

Nel 2025 le entrate extratributarie ammontano a 101,8 miliardi di euro, in calo rispetto ai 104,4 miliardi del 2024, ma superiori ai 96,1 miliardi del 2023. Rappresentano il 12,9% delle entrate finali, contro il 13,4% del 2024.

Le principali fonti di entrata sono:

  • Lotterie nazionali a estrazione istantanea: 14,4 miliardi;
  • Entrate eventuali e diverse del Ministero dell’Economia e delle Finanze: 11,3 miliardi;
  • Gioco del Lotto e altri giochi numerici a quota fissa: 8,8 miliardi;
  • Rimborsi dovuti dagli enti territoriali: 8,6 miliardi;
  • Contributi a fondo perduto dell’Unione Europea per il PNRR: 5,7 miliardi.

MASAF: riorganizzazione, sicurezza alimentare e competenze

Il MASAF, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, dopo la riorganizzazione prevista dal DPCM n. 178/2023, è articolato in tre Dipartimenti:

  • Politica agricola comune e sviluppo rurale;
  • Sovranità alimentare e ippica;
  • Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi agroalimentari.

Nel 2025, a seguito del recepimento di direttive europee in materia di sicurezza alimentare e cibersicurezza (NIS), il MASAF è stato individuato come Autorità settoriale competente per il settore alimentare e come Autorità di settore NIS, portando all’emanazione di specifici decreti ministeriali nel febbraio 2025.

Per adeguarsi a questi nuovi compiti, è stato emanato il decreto ministeriale n. 160158 del 18 aprile 2025, che ha:

  • ridefinito competenze e attribuzioni di alcuni uffici del Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica;
  • armonizzato le funzioni relative alla sicurezza e riservatezza dei sistemi informativi e delle telecomunicazioni;
  • istituito un nuovo ufficio dirigenziale non generale (DISAI III) alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento.

Al 31 dicembre 2024, la dotazione organica del MASAF era pari a 2.034 dipendenti, di cui 86 dirigenti, grazie a un incremento di 1 dirigente generale, 1 dirigente di seconda fascia e 36 funzionari.

Risorse al MASAF e rinnovamento del settore ippico

Il quadro finanziario assegna al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 2,04 miliardi di euro, con una riduzione del 20,9% rispetto all’anno precedente. Le maggiori risorse sono destinate a:

  • Rafforzamento del ruolo italiano nella PAC, Piano Strategico Nazionale e PNRR: 595,23 milioni di euro;
  • Sostenibilità economica, ambientale e sociale della filiera agroalimentare: 554,90 milioni di euro;
  • Rinnovamento del settore ippico: 161,11 milioni di euro.

Per il settore ippico viene analizzato l’obiettivo strategico relativo al sostegno del comparto attraverso una programmazione più efficiente degli interventi. Dall’esame dei dati emerge un miglioramento della capacità di spesa e una riduzione significativa dei tempi di pagamento dei premi delle corse ippiche nel 2025 rispetto al 2023.

Per quanto riguarda gli ippodromi, sono previste due forme di finanziamento:

  • Sovvenzioni correnti per gestione, miglioramento degli impianti, organizzazione delle corse e servizi televisivi, finanziate dal capitolo 2297;
  • Contributi in conto capitale per investimenti di ammodernamento e adeguamento delle infrastrutture, finanziati dal capitolo 7763.

La relazione evidenzia però una sovrapposizione tra le finalità delle diverse fonti di finanziamento, che rende difficile distinguere chiaramente gli interventi finanziati. Inoltre, alcuni Comuni proprietari di ippodromi pubblici hanno negato l’autorizzazione alle società di gestione per accedere ai contributi in conto capitale, poiché queste detengono gli impianti solo temporaneamente.

Si sottolinea quindi la necessità di garantire che le risorse del capitolo 7763 siano effettivamente destinate agli investimenti infrastrutturali, prevedendo eventualmente una priorità per i progetti presentati dagli enti territoriali proprietari e solo successivamente dalle società di gestione.

Infine, con riferimento al programma di comunicazione per il rilancio dell’ippica (capitolo 7613), risultano residui iniziali di circa 12 mila euro, utilizzati in parte per la gestione e il mantenimento del sito web dedicato alla promozione dell’ippica italiana.

Premi ippici: tempi di pagamento in miglioramento

La priorità 6, dedicata alle Politiche di rinnovamento del settore ippico, comprende un unico obiettivo strategico ed è finanziata con uno stanziamento iniziale di 161,11 milioni di euro per il 2025, in crescita del 3,4% rispetto ai 155,87 milioni del 2024.

L’obiettivo strategico n. 34 mira a sostenere il comparto ippico attraverso una programmazione più efficiente degli interventi destinati alla tutela delle attività produttive del settore. Un indicatore rilevante è la tempestività nel pagamento dei premi delle corse ippiche, che mostra un miglioramento significativo: nel 2025 il tempo medio di pagamento dei premi si è ridotto del 22,83% rispetto al 2023, evidenziando una maggiore capacità amministrativa e di spesa del capitolo 2295 dedicato allo sviluppo del settore ippico.

Inoltre, il capitolo 7763 prevede 7 milioni di euro per il 2025 destinati all’ammodernamento e all’adeguamento degli ippodromi e delle relative infrastrutture, con l’obiettivo di favorire il riassetto e il miglioramento dell’organizzazione delle corse ippiche.

La priorità 6 riguarda il rinnovamento del settore ippico attraverso una maggiore integrazione con il territorio, la valorizzazione delle tradizioni della filiera italiana e il rafforzamento della sostenibilità nel lungo periodo. Le azioni previste includono il miglioramento del benessere animale, il potenziamento dei controlli antidoping, l’adeguamento agli standard internazionali e la promozione di riforme strutturali.

Sono inoltre previste misure di semplificazione e razionalizzazione dell’intervento pubblico, una diversa allocazione delle risorse e campagne di comunicazione per aumentare l’attrattività del settore. Resta centrale anche il sostegno ai risultati dell’allevamento. Alla priorità sono destinati 152,15 milioni di euro, con una riduzione del 5,6% rispetto al 2025.

Ales e proventi del Lotto: la criticità segnalata dalla Corte

Al 31 dicembre 2025, 2.369 dipendenti di Ales S.p.A. operavano nei servizi acquistati dal Ministero della Cultura. La Corte dei conti aveva già segnalato nei precedenti giudizi una criticità relativa all’utilizzo di fondi destinati agli investimenti (titolo II) per pagare servizi di supporto amministrativo forniti da Ales, ritenendo necessario rivedere la corretta classificazione della spesa.

Nel giudizio di parificazione più recente, la Corte ha constatato che il problema persiste: in particolare, è stato rilevato un pagamento di 710.000 euro effettuato con risorse del titolo II, pur trattandosi di attività che non sembrano avere natura di investimento. Per questo motivo, la Corte ha invitato il Ministero a utilizzare o istituire un capitolo di spesa più appropriato per finanziare tali costi correnti.

La criticità è aggravata dal fatto che le risorse impiegate provenivano dai proventi del gioco del Lotto, che la normativa destina espressamente agli investimenti e che sono quindi contabilizzate tra le spese in conto capitale.

Guardia di Finanza: 1.049 violazioni nel comparto giochi e scommesse

Nel 2025 la Guardia di Finanza ha concentrato la propria attività sul contrasto dell’illegalità economico-finanziaria, in continuità con gli anni precedenti e secondo le indicazioni della Direttiva ministeriale. Le principali aree di intervento hanno riguardato frodi fiscali, indebite compensazioni, illeciti sui crediti d’imposta, lavoro sommerso, evasione fiscale internazionale, economia sommersa, elusione fiscale, violazioni doganali, con particolare attenzione al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, e il settore del gioco pubblico.

Sul piano investigativo, le priorità sono state tre: frodi fiscali, economia sommersa e grande evasione internazionale.

Nel comparto dei giochi e delle scommesse sono state accertate 1.049 violazioni, denunciati 379 soggetti, individuati 70 punti scommesse clandestini e rilevate basi imponibili evase per 68 milioni di euro (imposta unica) e 27,8 milioni di euro (prelievo erariale unico).

Residui da versare e proventi dei giochi statali

L’Allegato 23, illustrato nella Nota integrativa al conto consuntivo, riepiloga i residui da versare formatisi nel 2025, riferiti soprattutto alle entrate tributarie. Le componenti della parte Stato saranno regolate contabilmente nel 2026 tramite specifici capitoli di spesa.

Tra le principali voci figurano i proventi dei giochi statali in concessione trattenuti dai concessionari come aggio e per il pagamento delle vincite di piccolo importo, pari a 2.604 milioni di euro nel 2025, in aumento rispetto ai 2.338 milioni del 2024. Queste somme vengono regolate contabilmente nel corso dell’esercizio e, per le giocate degli ultimi mesi dell’anno, nell’esercizio successivo.

Per quanto riguarda le entrate extra-tributarie, le somme rimaste da versare ammontano complessivamente a 5.103 milioni di euro. La quota principale deriva dalla gestione del Lotto, Bingo e lotterie (3.253 milioni), seguita dalle entrate legate al controllo e alla repressione di irregolarità e illeciti, pari a 801 milioni di euro.

Silvestri: “Lotto e lotterie valgono 20 miliardi di euro”

Nella memoria presentata alla Corte dei conti, il Procuratore generale Pio Silvestri ha evidenziato il peso economico del settore giochi per le entrate pubbliche. In particolare, i proventi del gioco del Lotto hanno generato 7,7 miliardi di euro, mentre la vendita dei biglietti delle lotterie nazionali ha prodotto 12,5 miliardi. A questi si aggiungono circa 6,6 miliardi derivanti da tasse e imposte sulle attività di gioco, di cui oltre 5,2 miliardi riconducibili al prelievo erariale sugli apparecchi da intrattenimento.

Silvestri ha inoltre chiarito la differenza tra il regime degli agenti contabili interni e quello degli agenti contabili esterni, ossia soggetti privati incaricati della gestione di risorse pubbliche. Per questi ultimi resta in vigore l’obbligo di prestare una cauzione a garanzia dell’Erario, proprio per tutelare lo Stato da eventuali omissioni nel riversamento delle somme riscosse. Tra gli esempi citati figurano concessionari della riscossione, ricevitori del Lotto e rivenditori di tabacchi.

Le entrate dai giochi

Nel 2025 il settore dei giochi attraversa una fase di adattamento alla riforma avviata con il d.lgs. 41/2024 e con la legge di bilancio 2025. Le nuove norme mirano a rendere più ordinato il sistema delle concessioni, dei controlli e della tutela dei giocatori, rafforzando anche il contrasto al gioco illegale e introducendo aggiornamenti su imposte e canoni (PREU, imposta unica e concessioni).

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) ha inoltre adottato misure operative, come la proroga onerosa delle concessioni e una riorganizzazione interna per migliorare vigilanza e controlli sul territorio. A livello europeo, il settore è influenzato da normative trasversali su antiriciclaggio, accessibilità digitale, sicurezza informatica e intelligenza artificiale, che aumentano gli obblighi per gli operatori.

Nel complesso, il quadro normativo e di controllo più stringente è legato anche a politiche di prevenzione del gioco patologico, con l’obiettivo di rendere il sistema più sostenibile e regolato.

Dal punto di vista economico, nel 2025 il gettito rimane stabile (circa 11,5 miliardi), mentre la raccolta lorda cresce significativamente fino a oltre 165 miliardi (+5%). Questo porta però a una riduzione dell’incidenza del prelievo fiscale sulla raccolta, che scende dal 7,9% al 7%.

proventi giochi corte dei conti

Cresce l’online

Nel triennio 2023-2025 la raccolta lorda del settore cresce costantemente e la quota di vincite rimane stabile sopra l’86%, mentre il prelievo fiscale diminuisce. Questo calo viene interpretato come effetto dello spostamento dei giocatori verso forme di gioco con probabilità di vincita più alte.

Il margine lordo della gestione si ottiene sottraendo vincite e prelievo fiscale dalla raccolta totale e serve a coprire prima i costi dei servizi esterni (piattaforme, server, certificazioni) e poi la remunerazione della filiera (concessionari, distributori, tabaccai, ecc.).

Nel 2025 il margine operativo netto raggiunge circa 10,4 miliardi di euro (6,9% della raccolta), in crescita di circa 400 milioni rispetto al 2024, ma con una quota percentuale stabile.

Infine, l’analisi per tipologia di gioco evidenzia che negli anni post-emergenza sanitaria si è consolidato uno spostamento verso il gioco online, che ha registrato una crescita significativa e un aumento continuo dei volumi rispetto al gioco fisico.

raccolta giochi corte dei conti

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Gioco, un settore in mutamento

Il testo descrive un settore del gioco in forte trasformazione, dominato ormai dal digitale, che ha superato definitivamente il canale fisico. Cambiano anche le abitudini dei giocatori, che preferiscono sempre più le scommesse a quota fissa rispetto ai giochi a totalizzatore, considerati meno convenienti e potenzialmente destinati all’obsolescenza.

Dal punto di vista economico, quasi metà della raccolta proviene dai giochi di abilità online, ma con un basso rendimento per lo Stato, mentre le “slot” e apparecchi, pur rappresentando una quota minore della raccolta, generano la maggior parte delle entrate erariali.

Emergono però alcune criticità: la progressiva scomparsa dei piccoli operatori, una forte concentrazione del mercato in pochi grandi gruppi e una riduzione della concorrenza. Inoltre, la crescita dell’online sta mettendo in difficoltà le attività fisiche tradizionali, che continuano a perdere quote di mercato. cdn/AGIMEG