Digital Commerce B2B, Casaleggio Associati: in Italia scambi digitali da 278 miliardi, ma solo il 16% delle imprese ha un negozio online

Il commercio digitale tra imprese rappresenta una parte rilevante dell’economia italiana, ma la sua evoluzione incontra ostacoli che vanno oltre la disponibilità di una piattaforma per vendere online. Rapporti con i distributori, qualità dei dati, integrazione dei sistemi e organizzazione commerciale sono al centro del nuovo studio di Casaleggio Associati, “Digital Commerce B2B in Italia”, realizzato con il supporto di Boraso e pubblicato a settembre 2026.

La ricerca si concentra sulle medie imprese industriali e distributive italiane e propone un modello per valutare la loro maturità digitale. Il quadro combina analisi di mercato, ricerche nazionali e internazionali e interviste a vertici aziendali e responsabili digitali condotte tra giugno e agosto 2026.

Il B2B digitale italiano: 278 miliardi di euro nel 2024

I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano richiamati nello studio quantificano il transato digitale B2B di prodotto in Italia in 278 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 5%. Il valore era di 265 miliardi nel 2023 e di 242 miliardi nel 2022. L’incidenza sugli scambi B2B delle principali filiere è passata dal 19% del 2022 al 22%.

Il perimetro comprende anche l’EDI, lo scambio elettronico di dati tra sistemi aziendali: questa tecnologia rappresenta il 64% del transato. Le soluzioni web, come negozi online ed extranet, pesano il 32%, mentre i marketplace si fermano al 4%. La dimensione del mercato, quindi, non corrisponde alle sole vendite attraverso siti Ecommerce.

Solo il 16% delle imprese ha un negozio online B2B

Le rilevazioni italiane del Politecnico di Milano riportate nella ricerca indicano che il 16% delle imprese dispone di un negozio online B2B. Il 68% si trova in una fase esplorativa della digitalizzazione, mentre il 3% utilizza il digitale in modo strategico.

Anche gli strumenti alla base dei processi commerciali hanno una diffusione limitata: il 21% delle imprese dispone di un sistema per governare le informazioni di prodotto, il PIM, e il 46% di un CRM per gestire le relazioni con i clienti. Tra le aziende dotate di un negozio online B2B, i prezzi personalizzati sono presenti nel 62% dei casi, l’area riservata nel 50% e la gestione dei documenti del ciclo dell’ordine nel 49%.

Il conflitto con i canali commerciali frena lo sviluppo

Uno dei nodi principali è la convivenza tra vendita digitale, distributori e rete commerciale. Nella ricerca internazionale McKinsey B2B Pulse 2023 richiamata dallo studio, il 38% delle aziende B2B indica il conflitto di canale come motivo principale per non sviluppare l’Ecommerce.

Un’indagine BCG del 2021 su 600 responsabili di canale rilevava inoltre che il 93% aveva registrato una riduzione dei ricavi legata ai compromessi su prezzi e assortimenti adottati per proteggere i distributori. Questi benchmark internazionali descrivono il problema affrontato dal rapporto: sviluppare il digitale senza compromettere le relazioni commerciali esistenti.

Le soluzioni analizzate comprendono regole di canale esplicite, criteri di attribuzione delle vendite online, differenziazione degli assortimenti e collaborazione nella promozione. Il ruolo del digitale cambia a seconda che l’azienda intenda servire i clienti già acquisiti oppure conquistarne di nuovi.

Marketplace: una quota contenuta in Italia, ma una funzione crescente

I marketplace B2B censiti a livello internazionale sono passati da 75 nel 2019 a oltre 750 nel 2025. In Italia il loro peso sul transato digitale B2B resta al 4%, ma lo studio evidenzia il ruolo di queste piattaforme anche nella ricerca dei prodotti e nel confronto tra fornitori.

Per le imprese, la scelta riguarda il modello con cui presidiare il canale: vendere alla piattaforma, operare direttamente come venditore, ricorrere a un intermediario che gestisce la vendita oppure monitorare la presenza dei propri prodotti. Ogni opzione ha conseguenze su margini, disponibilità dei dati e rapporti con la distribuzione.

Tecnologie e AI: il nodo è collegare dati e processi

L’apertura di un sito è soltanto una parte del progetto. I benchmark internazionali riportati nella ricerca indicano che circa il 52% dell’impegno dei progetti B2B è assorbito dall’integrazione tra piattaforma commerciale, gestionale, informazioni di prodotto, CRM e logistica.

Lo stesso tema emerge per l’intelligenza artificiale: le rilevazioni internazionali richiamate stimano che circa il 90% delle aziende abbia investito in AI, mentre meno del 40% riporti benefici misurabili. Il rapporto collega la capacità di ottenere risultati al ridisegno dei flussi di lavoro, alla formazione e alla qualità delle informazioni disponibili.

Tra gli scenari esaminati figura il commercio agentico, nel quale agenti AI possono assistere le attività di acquisto e vendita. Per le imprese questo richiede cataloghi strutturati, sistemi interoperabili e regole commerciali che possano essere elaborate anche dalle macchine.

Un modello per misurare la maturità delle imprese

Casaleggio Associati propone una griglia di 20 indicatori verificabili, distribuiti in cinque ambiti: canali, promozione, flussi commerciali, tecnologie e organizzazione. I passaggi di sviluppo comprendono presenza, processo, integrazione e autonomia, oltre al livello iniziale in cui gli indicatori non sono soddisfatti.

La valutazione parte dalla posizione attuale dell’impresa, definisce il profilo coerente con il suo modello di business e individua il passo successivo. L’obiettivo proposto non è raggiungere il massimo livello in ogni dimensione, ma scegliere gli investimenti che possono generare valore per quella specifica attività.

Digital Commerce B2B – i quattro modelli di business della ricerca

Incrociando acquisizione di nuovi clienti o servizio alla clientela esistente con canale intermediato o diretto, il modello distingue quattro profili: generatore di domanda di filiera, brand commerce, ottimizzatore di filiera e fornitore diretto di servizio. La tavola della ricerca mostra i diversi obiettivi di maturità nei cinque ambiti.

Lo studio è disponibile nella sezione dedicata al Digital Commerce B2B di Ecommerce Italia. sb/AGIMEG