Home Attualità Conti correnti, Chiacchio (AGSI) in Senato: “Banche ostacolano il gioco legale. Legge va approvata altrimenti si rischia di lasciare spazio all’illegalità”

Conti correnti, Chiacchio (AGSI) in Senato: “Banche ostacolano il gioco legale. Legge va approvata altrimenti si rischia di lasciare spazio all’illegalità”

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Pasquale Chiacchio, presidente di AGSI, è intervenuto in 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell’ambito dell’audizione sui disegni di legge nn. 763, 1595 e 1937, recanti disposizioni in materia di conto corrente.

Al centro dell’intervento, l’urgenza di approvare il disegno di legge Atto Senato n. 1595 e le difficoltà incontrate dagli operatori del gioco legale nei rapporti con il sistema bancario.

L’audizione in Senato

“Siamo operatori del settore dei giochi legali da 50 anni, quindi la nostra cultura è quella del rispetto e quella del confronto. A tal proposito l’associazione, che rappresenta l’intera filiera del gioco legale, intende sensibilizzare i componenti di questa spettabile Sesta Commissione permanente circa l’urgenza dell’approvazione del disegno di legge Atto Senato numero 1595, già approvato all’unanimità in prima lettura alla Camera dei Deputati. L’associazione segnala che gli istituti di credito continuano a chiudere i conti correnti e negare l’accesso al credito alle imprese autorizzate dallo Stato, ostacolando persino l’apertura dei rapporti bancari ai dipendenti delle aziende operanti nel settore del gioco legale”, ha sottolineato Chiacchio.

La raccolta firme e il nodo bancario

“Questa condotta la riteniamo inaccettabile perché, applicata a tutta la filiera del gioco legale, esclude la possibilità di operare nel rispetto della legge e delle normative dell’antiriciclaggio, rafforzate da recenti provvedimenti UIF e direttive dell’ADM. È per questi motivi che in occasione della fiera del settore dei giochi a Rimini, Enada 2025, fu lanciata una raccolta firme finalizzata a sensibilizzare tutte le istituzioni per cercare di portare una soluzione a questo annoso problema. Evidenzio che la raccolta firme in poche settimane ha prodotto oltre 5.000 sottoscrizioni tra aziende e dipendenti di tutto il settore. Ricordiamo che il settore del gioco legale produce un gettito erariale pari a oltre 11 miliardi con circa 150.000 addetti alla filiera”.

“Le attività degli operatori della filiera del gioco legale sono rese sempre più complesse, se non impossibilitate, dal costante ostracismo del mondo bancario verso tale attività economica, fondato essenzialmente su queste ragioni: i codici etici di alcuni gruppi bancari che ostacolano l’interazione tra gli istituti finanziari e gli operatori del settore del gioco legale; l’attività materiale svolta dagli istituti di credito non è ritenuta remunerativa dagli stessi istituti; l’adeguamento acritico e irragionevole al cosiddetto de-risking, per cui la mera appartenenza di un operatore del settore gioco legale ad un settore segnalato genericamente come a rischio costituisce elemento ostativo alla prosecuzione del rapporto commerciale tra operatore e banca. Riteniamo che queste motivazioni impediscano gravemente l’attività degli operatori del settore”, ha aggiunto.

“Rischio usura per gli imprenditori, serve coordinamento”Senato della RepubblicaSenato della Repubblica

“Un dipendente del settore, non avendo il conto corrente, è impossibilitato a chiedere un mutuo, quindi a creare una famiglia. Gli imprenditori, se hanno bisogno di finanziamenti da parte delle banche e questi vengono negati, rischiano di finire nelle mani dell’usura. Perché sappiamo bene che un imprenditore, quando ha bisogno di risorse, deve risolvere i problemi. Come li risolve senza avere queste risorse? Il mancato coordinamento tra il regolatore, il Governo e l’ADM, le istituzioni bancarie e gli operatori fa sì che tali prassi poste in essere dagli istituti di credito finiranno per ingessare ampia parte delle attività delle filiere del gioco legale, a vantaggio degli operatori illegali, con un’estensione delle transazioni in denaro contante non tracciabili. Non si capisce perché questo settore venga così tartassato. Nel gioco pubblico la tracciabilità è totale, con 27 miliardi di transazioni l’anno”.

Il modello del gioco pubblico

“Il modello del gioco pubblico è un punto di riferimento per tracciabilità e sicurezza. Da questo si dovrebbe evincere che tutte le nostre operazioni siano certificate. Le banche potrebbero chiedere la certificazione ai concessionari e i concessionari la chiederebbero alla Sogei. Evidenziamo dunque a questa spettabile Sesta Commissione Finanze del Senato l’urgenza di intervenire sul sistema bancario, approvando in via definitiva ed integralmente il disegno di legge Atto Senato numero 1595, affinché anche gli operatori del settore gioco legale possano svolgere le loro attività nel pieno rispetto delle regole. È interesse degli operatori del settore del gioco legale, dello Stato per il gettito erariale e degli utenti continuare ad ottenere servizi di gioco in ambienti sicuri e da operatori selezionati. Il settore dei giochi legali è un alleato importante dello Stato da tutelare e non un nemico da combattere”, ha detto.

Il mercato si sposta verso l’illegale

“E’ un grande assist al mercato parallelo dell’illegalità. Più problemi si creano intorno ad un settore, più facilmente il mercato si sposta verso l’illegale. Ricordiamo che il mercato illecito movimenta oltre 30 miliardi di fatturato l’anno. Mentre il settore dei giochi legali produce per lo Stato 11 miliardi e mezzo. E’ un alleato importante. Non si capisce perchè anche rispettando tutte le regole, la banca crea questo modo di porsi verso un settore delegato dello Stato”, ha concluso Chiacchio. cdn/AGIMEG

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