Home Attualità Cangianelli (FIPE): “Necessario un upgrade tecnologico del sistema regolamentare del settore del gioco pubblico”

Cangianelli (FIPE): “Necessario un upgrade tecnologico del sistema regolamentare del settore del gioco pubblico”

Emmanuele Cangianelli, Consigliere delegato ai giochi pubblici - FIPE ConfcommercioEmmanuele Cangianelli, Consigliere delegato ai giochi pubblici - FIPE Confcommercio

“Il problema per il settore del gioco è la stabilità del quadro normativo. In Fipe e in Confcommercio sono rappresentate in particolar modo le attività delle filiere degli apparecchi di gioco, delle scommesse, del bingo. I regolamenti di questi giochi hanno dai dieci ai vent’anni. Inoltre, le concessioni di tutti questi giochi sono in proroga da anni. In un settore regolamentato, se non si aggiorna la normativa, non si va avanti. E questo è ancora più valido se pensiamo che in tutti questi prodotti, la regolamentazione dei terminali, delle tecnologie di controllo e di accesso sono strettamente legate alle normative di settore. Sono poche le innovazioni tecnologiche che un operatore può introdurre autonomamente”. E’ quanto ha dichiarato Emmanuele Cangianelli, Consigliere delegato ai giochi pubblici – FIPE Confcommercio durante l’evento “Giochi legali. Le opportunità della trasformazione digitale dei punti vendita” in corso a Roma presso la Sala Alessandrina – Archivio di Stato Sant’Ivo alla Sapienza.

“La particolarità della gestione pubblica e monopolio in riserva di legge dello Stato dei giochi in Italia, che risale all’età costituzionale, al 1948, in realtà fino a una decina di anni fa era un benchmark internazionale per l’unione tra la possibilità di fare impresa e di ottenere con il sistema delle concessioni l’affidamento di attività da parte dello Stato che manteneva il controllo, gestisce il gettito, ma sposta il rischio di impresa dal concessionario al singolo punto vendita.convegno “Giochi legali. Le opportunità della trasformazione digitale dei punti vendita”convegno “Giochi legali. Le opportunità della trasformazione digitale dei punti vendita”

Da qualche anno agli operatori resta il rischio di impresa, ma non c’è la possibilità di utilizzare e di mettere a terra tutte le opportunità tecnologiche che devono passare dalle normative nazionali e dagli investimenti che gli operatori fanno, che devono essere contabilizzati in un rapporto concessorio più ampio. Vorremmo questa stabilità per il futuro, ma dopo un upgrade tecnologico del sistema regolamentare del settore”, ha detto.

“Tutti noi, anche la polizia economico-finanziaria, possiamo fornire contributi tecnici sulla fiscalità. Stiamo lavorando tantissimo su questo tema, che è di competenza del legislatore. La fiscalità per i giochi riguarda soprattutto la concorrenza, anche tra prodotti legali. C’è spazio per rafforzare il perimetro di legalità, anche con interventi fiscali. Si parla di riordino dei giochi da una decina di anni. Nell’attuale legislatura è stato fatto un primo intervento sul gioco a distanza, differente dal gioco che si fa nei punti vendita”, ha aggiunto.

“Esiste un fenomeno di abusivismo nel gioco legale dove si utilizzano degli strumenti in modo non regolamentato. Ultimamente c’è stata la richiesta di chiarimento da parte della Corte Costituzionale sui liberi accessi al web dai punti vendita. Si trattava di una normativa di circa 12 anni fa che parlava degli internet point. Oggi, la funzione degli internet point si spiega da sola. In riferimento al tema della concorrenza illegale sui canali online, dell’inibizione dei flussi finanziari verso gli operatori offshore, non è ancora stata attuata l’ultima disposizione del 2024, che ovviamente non bloccherebbe il gioco illegale online, ma lo renderebbe più complicato per chi lo gestisce. Come Fipe, con la collaborazione di alcuni degli associati, ossia le aziende che gestiscono direttamente le sale specializzate con personale interno, abbiamo interpretato la delega parlamentare costruendo una sorta di manifesto per il gioco legale, la salute, la presenza sui territori.

Sono presenti anche alcune delle linee di evoluzione tecnologica che ci aspettiamo siano tradotte in norme rapidamente. E’ necessario un cambiamento dei terminali di gioco che funzionano su normative e tecnologie pensate vent’anni fa. La tessera sanitaria sugli apparecchi è un’illusione di controllo tecnologico. Proprio per l’obsolescenza tecnologica, si è potuta implementare solo sugli apparecchi che sono già in luoghi con controllo all’accesso e non nei punti a libero accesso di prossimità. L’attenzione deve essere al consumatore, al giocatore che deve poter avere disponibili degli strumenti che percepisce sotto il suo controllo”, ha aggiunto.

“Tutte le soluzioni tecnologiche o i supporti tecnologici alle scelte del consumatore devono essere sviluppati in un perimetro ben delineato. Probabilmente molti degli operatori hanno sperimentazioni e sistemi, ma pochissimi di questi possono essere introdotti nell’esercizio di concessioni pubbliche senza che siano certificati dall’Agenzia delle Dogane e dalla SOGEI.

Da ultimo, la formazione degli operatori e la possibilità di utilizzare più tecnologia per i controlli degli spazi e aiutare il personale delle sale o dei punti vendita a monitorare la situazione, a intervenire sulla singola persona solo se c’è un alert. Questo permette anche di qualificare meglio i punti vendita e il personale dei punti vendita, mantenendo la specificità che distingue il gioco retail dall’online, quindi il contatto con le persone”, ha concluso. lp/AGIMEG

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