Home Attualità Camera, PD e FI al Ministro per lo Sport: “Necessarie iniziative volte a prevenire e contrastare forme di manipolazione delle competizioni sportive”

Camera, PD e FI al Ministro per lo Sport: “Necessarie iniziative volte a prevenire e contrastare forme di manipolazione delle competizioni sportive”

camera dei deputaticamera dei deputati

Il contrasto alla manipolazione delle competizioni sportive è finito sotto la lente di ingrandimento della Camera. Sul tema sono state rivolte al Ministro per lo sport e i
giovani un’interpellanza e un’interrogazione a risposta scritta.

In particolare, il deputato Barbagallo chiede di interpellare il Ministro su “quali iniziative di carattere normativo intenda assumere, per quanto di competenza e d’intesa con il Coni, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale”.

Anche il deputato Mulè chiede “quali iniziative di carattere normativo intenda assumere, per quanto di competenza e d’intesa con il CONI, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale”.

I testi integrali

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro per lo sport e i giovani, per sapere – premesso che: secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, sarebbero emersi nell’ambito di un’indagine in corso da parte della procura della Figc fatti che vedrebbero coinvolti il presidente dell’Aia, alcuni designatori arbitrali delle Serie A, C e D e altri soggetti riconducibili alla Federazione italiana giuoco calcio;

gli organi tecnici dell’Aia rivestono un ruolo cruciale per la regolarità delle competizioni calcistiche nazionali, poiché formano, gestiscono e designano gli arbitri che dirigono gare professionistiche, incluse quelle inserite nel palinsesto delle scommesse sportive e dei giochi a premi, con evidente rilevanza economica e sociale visto che migliaia di persone le seguono con passione; la serenità, l’indipendenza e la terzietà dei soggetti preposti alla selezione, designazione e valutazione degli arbitri costituiscono presupposti imprescindibili affinché la regolarità dei campionati e la credibilità del sistema arbitrale siano salvaguardate;

secondo quanto pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, emergerebbe l’esistenza di una telefonata dell’attuale vice-designatore della Serie A, Maurizio Ciampi, ad un avvocato indicato come « Viglione », nel corso della quale quest’ultimo sempre secondo quanto riportato dalla stampa avrebbe sconsigliato l’accettazione di una proposta tecnico-organizzativa formulata dal presidente dell’Aia, prevista dalle norme interne dell’Associazione; allo stato non risulta chiaro, né dai resoconti giornalistici né da comunicazioni ufficiali della Figc, quale sia l’eventuale ruolo federale dell’avvocato Viglione, se egli intrattenga rapporti funzionali con l’Aia o con i designatori arbitrali e se tali interlocuzioni, ove confermate, possano configurare interferenze nelle prerogative tecniche che lo statuto dell’Aia riserva a sé a tutela dell’indipendenza arbitrale;

episodi analoghi, come il caso dell’ex presidente dell’Aia Alfredo Trentalange all’epoca deferito e poi assolto con formula piena hanno già sollevato interrogativi sulla capacità degli organismi di giustizia sportiva di garantire adeguati strumenti di tutela ai soggetti che ricoprono cariche elettive e ruoli apicali dell’Aia; l’eventuale deferimento dell’attuale presidente dell’Aia, intervenendo a brevissima distanza (secondo notizie di stampa) dalle sue pubbliche prese di posizione contrarie alla proposta Figc di costituire un soggetto giuridico estraneo all’Aia e sotto il controllo delle Leghe professionistiche e della Figc per la gestione degli arbitri e dei Var di Serie A e B, pone interrogativi sul possibile impatto politicoistituzionale dell’iniziativa;

la proposta di trasferire a un nuovo organismo come la Pgmol, partecipato dalle Leghe e dalla stessa Figc, che assumerebbe la gestione degli arbitri di Serie A e B, determinerebbe una radicale trasformazione del sistema vigente, che attualmente – anche in conseguenza delle vicende emerse in passato con « Calciopoli », che evidenziarono rischi di commistione tra società, organi federali e gestione arbitrale che invece solo l’autonomia piena all’Aia garantirebbe; eventuali assetti in cui i giudicati (le società professionistiche) partecipano alla governance del soggetto che gestisce i giudicanti (gli arbitri) potrebbero porre delicati interrogativi in materia di conflitto di interessi, indipendenza decisionale e garanzie di terzietà, con possibili ripercussioni sulla regolarità dei campionati professionistici; tale riforma potrebbe indebolire l’autonomia ultracentenaria dell’Aia, riconosciuta anche come modello di eccellenza internazionale;

a giudizio dell’interpellante, tali elementi nel complesso, come accaduto nel passato del calcio italiano, espongono nuovamente il sistema arbitrale e il movimento calcistico a pressioni o condizionamenti interni ed esterni, rischiando di minare la credibilità delle istituzioni interessate specie con riguardo alla prevenzione e al contrasto delle manipolazioni e delle frodi sportive –:

se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di carattere normativo intenda assumere, per quanto di competenza e d’intesa con il Coni, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale.Camera deputatiCamera deputati

(2-00744) Barbagallo (PD)

Al Ministro per lo sport e i giovani.

Per sapere – premesso che: in data 15 dicembre 2025 si è appreso del deferimento disposto dalla Procura della FIGC nei confronti del Presidente dell’AIA Antonio Zappi e del componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, nell’ambito di una indagine sulle presunte pressioni legate al cambio degli organi tecnici di Serie C e D; il deferimento del Presidente dell’AIA, avvenuto a brevissima distanza dalle sue prese di posizione pubbliche contrarie alla proposta FIGC di istituire un soggetto giuridico esterno all’AIA e controllato dalle Leghe professionistiche e FIGC per la gestione di arbitri e VAR di Serie A e B, solleva interrogativi sul possibile impatto politico-istituzionale dell’iniziativa;

la proposta di trasferire a un nuovo organismo partecipato dalle Leghe e FIGC, che assumerebbe la gestione degli arbitri di Serie A e B, rischia di determinare ad avviso dell’interrogante conflitti di interesse strutturali tra le società giudicate e gli arbitri preposti alla direzione delle gare; la gestione degli arbitri di vertice comporterebbe infatti una radicale alterazione dell’attuale sistema, costruito anche alla luce delle vicende di « Calciopoli »; eventuali assetti in cui i giudicati, società professionistiche, partecipano alla governance del soggetto che gestisce i giudicanti, arbitri, potrebbero porre interrogativi in materia di conflitto di interessi, indipendenza decisionale e garanzie di terzietà, con possibili ripercussioni sulla regolarità dei campionati professionistici;

gli organi tecnici dell’AIA rivestono un ruolo cruciale per la regolarità delle competizioni calcistiche nazionali, poiché formano, gestiscono e designano gli arbitri che dirigono gare professionistiche, incluse quelle inserite nel palinsesto delle scommesse sportive e giochi a premi, con rilevanza economica e sociale visto che migliaia di persone le seguono con passione; nelle settimane precedenti, sempre sulla stampa, erano emersi virgolettati attribuiti a dirigenti degli organi tecnici dell’Aia ascoltati in sede di sommarie informazioni, dai quali emergerebbero condizioni di forte stress, turbamento emotivo, mancanza di serenità nello svolgimento delle funzioni;

secondo quanto pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, emergerebbe inoltre l’esistenza di una telefonata del vice-designatore Can A e B, Maurizio Ciampi, ad un avvocato indicato come « Viglione », nel corso della quale quest’ultimo avrebbe sconsigliato l’accettazione di una proposta tecnico-organizzativa formulata dal Presidente dell’AIA, prevista dalle norme interne dell’Associazione; allo stato non risulta chiaro, né dai resoconti giornalistici né da comunicazioni ufficiali della FIGC, quale sia l’eventuale ruolo federale dell’avvocato Viglione;

appare necessario all’interrogante chiarire se risulti alla FIGC o agli organi vigilanti la natura del rapporto tra l’avvocato indicato come « Viglione » e la Federazione, quali incarichi se esistenti egli ricopra e per quale motivo un vicedesignatore Can A e B si rivolga a tale figura per valutazioni di natura tecnicoorganizzativa proprie dell’AIA; a giudizio dell’interrogante, tali elementi nel complesso, come accaduto nel passato del calcio italiano, espongono nuovamente il sistema arbitrale e il movimento calcistico a pressioni o condizionamenti interni ed esterni, rischiando di minare la credibilità delle istituzioni interessate specie con riguardo alla prevenzione e al contrasto delle manipolazioni e delle frodi sportive –:

se sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di carattere normativo intenda assumere, per quanto di competenza e d’intesa con il CONI, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale.

(4-06691) Mulè (FI)

cdn/AGIMEG

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