Arriva alla Camera il disegno di legge PD Berruto e altri, recante “Disposizioni per il rilancio del sistema italiano del calcio”. La proposta, in particolare, parte dall’idea che la crisi del calcio italiano abbia due problemi distinti, che richiedono soluzioni diverse: la crisi della Nazionale e dei giovani talenti e la crisi economica e competitiva della Serie A.
Nello specifico, il testo, composto da 14 articoli, interviene su vivai, impianti, calcio femminile, tesseramento dei minori stranieri, riforma dei campionati, lavoro sportivo, agenti e norme sulla pubblicità di giochi e scommesse.
Crisi della Nazionale e dei giovani talenti
La mancata qualificazione ai Mondiali 2018, 2022 e 2026 viene considerata il risultato di problemi strutturali. I giovani italiani hanno pochissimo spazio in Serie A: solo l’1,9% dei minuti è giocato da under 21 italiani.
I vivai e le scuole calcio, in particolare, sono considerati poco efficaci e mancano strutture adeguate. È particolarmente grave la scarsa presenza delle seconde generazioni, cioè ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri.
Crisi economica e competitiva della Serie A
I club italiani hanno difficoltà ad attirare investimenti e grandi giocatori. Il sistema presenta 730 milioni di euro di perdite annue e 5,5 miliardi di debiti complessivi.
Dal 1986 ci sono state 194 esclusioni di società dai campionati professionistici e, negli ultimi 13 anni, sono stati inflitti 519 punti di penalizzazione. I ricavi dei diritti televisivi sono cresciuti molto meno rispetto a quelli di Premier League e Liga, soprattutto sul mercato internazionale.
Integrazione delle seconde generazioni
La proposta, nello specifico, considera l’esclusione delle seconde generazioni dai vivai e dalle Nazionali giovanili uno dei problemi principali. Mentre sport come atletica, pallavolo e pallacanestro sono più inclusivi, e Nazionali come Francia, Belgio, Inghilterra, Germania e Svizzera hanno una forte presenza di seconde generazioni, nel calcio italiano questa componente è molto ridotta.
Le cause individuate sono soprattutto i costi elevati delle scuole calcio, che possono superare 1.500-1.800 euro l’anno, e le procedure burocratiche per il tesseramento dei minori stranieri.
La legge non intende modificare le norme sulla cittadinanza, ma semplificare le procedure di tesseramento, spostando l’istruttoria e riducendo la burocrazia.
Obiettivi della proposta
La proposta mira, quindi, a:
- investire nei vivai maschili e femminili;
- migliorare scuole calcio, impianti e infrastrutture;
- favorire l’integrazione dei giovani stranieri;
- rendere la Serie A più competitiva e sostenibile economicamente;
- garantire infrastrutture di qualità e maggiore certezza delle regole per gli investitori;
- intervenire sui diritti televisivi, sul lavoro sportivo, sul professionismo femminile e sulle norme introdotte dal cosiddetto decreto dignità.
Più risorse ai giovani
La quota dei diritti audiovisivi destinata alla valorizzazione degli under 23 passa dal 5% al 10%. Le risorse vengono distribuite premiando i club che formano e fanno giocare giovani italiani e italiane.
Almeno il 50% delle risorse ricevute deve essere reinvestito nei settori giovanili.
Fondo per giovani, impianti e integrazione
Viene creato un Fondo alimentato dal 70% delle multe AGCOM contro la pirateria audiovisiva. Sono previsti inoltre 30 milioni di euro all’anno per il 2027, 2028 e 2029.
I fondi finanzieranno impianti sportivi, attività giovanili, integrazione dei minori stranieri e formazione di allenatori e tecnici.
Calcio femminile
È previsto il rifinanziamento del Fondo per il professionismo femminile con 7 milioni nel 2027, 7 milioni nel 2028 e 8 milioni nel 2029.
Modernizzazione degli stadi
Il testo prevede un credito d’imposta del 30% per ristrutturazione e ammodernamento degli impianti, fino a 15 milioni per impianto.
Priorità a efficienza energetica, accessibilità, sicurezza e servizi al pubblico. Sono previste, quindi, condizioni legate a sostenibilità ambientale, accessibilità, parità di genere e prezzi agevolati per studenti e famiglie a basso reddito.
Agevolazioni per le società dilettantistiche
Per le realtà situate nelle aree interne e nella ZESt unica del Mezzogiorno è previsto, inoltre, l’azzeramento dell’imposta sul reddito per i primi 5 anni e la riduzione del 50% per i successivi 5.
Prevista inoltre l’esenzione contributiva per gli istruttori sportivi, l’introduzione del Voucher sport per minori per famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro e l’aumento a 800 euro della detrazione per le spese sportive dei minori.
Tesseramento dei minori stranieri
La proposta introduce, poi, procedure più semplici e digitali, con la stessa documentazione prevista per i minori italiani, salvo l’attestazione scolastica.
È previsto un termine massimo di 30 giorni, con meccanismo del silenzio-assenso, e il divieto di imporre ulteriori adempimenti.
Riforma dei campionati
La FIGC dovrà elaborare un piano per rendere Serie A e Serie B più sostenibili economicamente. Previsti, in particolare, requisiti economico-finanziari più severi e incentivi per i club che impiegano calciatori italiani formati nei propri vivai.
Tutela dei giovani lavoratori sportivi
Il testo prevede una riduzione del 30% dei contributi pensionistici per i primi 5 anni per professionisti under 23 formati per almeno 5 anni in un vivaio italiano.
Dal 2027 è previsto l’obbligo di assicurazioni private con specifiche coperture per gli sportivi professionisti.
Limite ai compensi degli agenti
I compensi degli agenti sportivi non potranno superare il 5% della retribuzione annua lorda del calciatore. Previsto un registro pubblico dei compensi.
Vietati compensi per contratti inferiori a sei mesi e prestiti inferiori a una stagione.
Contrasto alla pubblicità di giochi e scommesse
Il disegno di legge interviene anche sul divieto di pubblicità di giochi e scommesse previsto dal decreto dignità.
“L’articolo 11 reca l’interpretazione autentica del divieto di pubblicità di giochi e scommesse di cui all’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, nel senso che il divieto di pubblicità di giochi e scommesse comprende ogni forma di comunicazione, diretta o indiretta, anche per il tramite di soggetti terzi quali testimonial, influencer, partner commerciali, siti di informazione, reti sociali telematiche e ogni altra forma di promozione, sponsorizzazione o associazione di marca volta a promuovere giochi e scommesse a pagamento; sono escluse le sole comunicazioni informative neutrali rivolte agli adulti maggiorenni che ne facciano espressa richiesta. Le sanzioni di cui al comma 2 del medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 2018 sono aumentate del 50 per cento, tanto nel valore minimo quanto nel valore massimo”, si legge nel testo.
Giustizia sportiva e arbitri
La proposta prevede maggiore indipendenza della Procura federale e degli organi di giustizia, oltre a più trasparenza attraverso la pubblicazione di decisioni, statistiche, tempi e costi dei procedimenti.
Previsto anche il rafforzamento dell’autonomia e del riconoscimento professionale degli arbitri di vertice.
Costi e decorrenza
La proposta prevede oneri di 80 milioni nel 2027, 100 milioni nel 2028 e 110 milioni annui dal 2029.
Le principali misure entrano in vigore tra il 1° gennaio 2027 e la stagione 2027/2028.
QUI il testo integrale. cdn/AGIMEG










