Casinò di Lugano: ipotesi di concorrenza sleale sul gioco PaiJiù per due dirigenti

La Procura pubblica ha ipotizzato una violazione della Legge federale contro la concorrenza sleale nei confronti di due dirigenti del Casinò di Lugano SA, dopo la querela presentata dalla società milanese Donni Sas nel gennaio 2024.

La disputa sul gioco PaiJiù

Al centro della disputa c’è il gioco PaiJiù. Secondo Donni Sas, il Casinò di Lugano avrebbe continuato a proporlo dopo la scadenza, il 28 dicembre 2023, del contratto di licenza esclusiva. La società italiana aveva inoltre denunciato una presunta violazione e un uso fraudolento del marchio.

La Procura ha emesso un decreto che annulla le contestazioni sui marchi e sull’origine. Riporta La Regione. Rimane, invece, l’ipotesi di concorrenza sleale, contestata dal presidente del Cda del Casinò di Lugano, Emanuele Stauffer.

La posizione del Casinò di LuganoCasinò

Il Casinò sostiene di aver introdotto non il PaiJiù, ma un gioco denominato Pai LunLiu. Il Casinò ha offerto Pai LunLiu tra giugno 2023 e febbraio 2024 e lo ha ritirato per risultati non ottenuti. La società respinge quindi l’accusa di aver copiato il gioco della Donni Sas.

La controversia potrebbe ora arrivare davanti alla Pretura penale se il Casinò di Lugano presenterà opposizione al decreto d’accusa. Sullo sfondo resta anche la questione della collaborazione tra il Casinò e la SUPSI per lo sviluppo del Pai LunLiu e dell’utilizzo di uno studio probabilistico originariamente realizzato per il PaiJiù.

La vicenda giudiziaria contrappone dunque due versioni sull’utilizzo del gioco e della relativa documentazione, mentre l’accusa di violazione della normativa sui marchi risulta al momento abbandonata. cdn/AGIMEG