Il governo brasiliano dovrà spiegare come intende attribuire a ciascuno dei 17 operatori di scommesse coinvolti nella causa i presunti danni alla sanità pubblica. La Giustizia federale di Pernambuco ha chiesto di integrare il ricorso, precisando i criteri di responsabilità, le spese contestate e i dati utilizzati per quantificarle.
Il giudice Helio Silvio Ourem Campos ha concesso all’Advocacia-Geral da União (AGU) 30 giorni per presentare i chiarimenti. Il provvedimento non riconosce i risarcimenti richiesti e non decide sulla responsabilità delle società. Anche la domanda cautelare resta da esaminare.
Responsabilità individuali e spese da documentare
Tra i punti da approfondire figura il criterio della quota di mercato, che il governo propone di utilizzare per ripartire la responsabilità tra le società. L’AGU dovrà indicare come applicarlo concretamente e quali parametri oggettivi consentano di determinare la posizione di ciascun operatore.
Dovrà inoltre chiarire quali problemi di salute siano compresi nella domanda e come saranno identificati. Per le spese del Sistema Único de Saúde (SUS) occorrerà distinguere i costi sostenuti direttamente dall’Unione federale dai finanziamenti federali destinati alle attività sanitarie svolte da Stati e Comuni.
Il giudice chiede anche di specificare fonti dei dati, banche dati amministrative, voci di bilancio e sistemi di rilevazione. Il governo dovrà illustrare l’applicazione della Frazione attribuibile alla popolazione, il metodo epidemiologico richiamato nel ricorso per stimare la parte dei costi associata alle scommesse, e definire il periodo interessato, compresi gli eventuali danni futuri.
Che cosa chiede l’AGU

La causa è stata avviata il 28 settembre, mentre il provvedimento è stato firmato il giorno successivo. L’AGU domanda il rimborso delle spese sanitarie relative ai cinque anni precedenti al ricorso e di quelle future, oltre ad almeno 1 miliardo di real per danni morali collettivi.
Nelle specifiche ipotesi descritte nell’atto, chiede inoltre la nullità delle scommesse effettuate da persone diagnosticate con dipendenza dal gioco e la restituzione doppia degli importi scommessi.
Le società interessate sono autorizzate a offrire scommesse a quota fissa e operano attraverso marchi tra i quali Betano, bet365, Superbet, Sportingbet, Esportes da Sorte, Blaze, Betnacional, Pixbet, Betfair e Novibet.
Il magistrato ha riconosciuto che il ricorso presenta i fondamenti generali delle richieste, ma ha ritenuto necessarie ulteriori precisazioni per delimitare la domanda e garantire il contraddittorio. cdn/AGIMEG

