Il Brasile ha intensificato gli interventi contro l’offerta e la pubblicità delle scommesse dopo il divieto introdotto dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. I ministeri della Giustizia e della Sicurezza Pubblica e delle Finanze hanno richiesto il blocco di 5.209 domini, mentre il calcio brasiliano deve fare i conti con l’incertezza sulle sponsorizzazioni degli operatori di betting.
La stretta si inserisce nell’attuazione della Medida Provisória n. 1.394 del 25 settembre 2026, che ha vietato l’offerta, la gestione, l’intermediazione e la pubblicità delle scommesse a quota fissa sul territorio nazionale. Il provvedimento comprende le scommesse sportive e i giochi di casinò online, coinvolgendo anche gli operatori precedentemente autorizzati. Le altre modalità di lotteria consentite dalla legge restano escluse dal divieto.
I domini segnalati e gli interventi sulle piattaforme
Dei 5.209 siti individuati, 3.823 sono stati segnalati dalla Secretaria de Prêmios e Apostas del Ministero delle Finanze e 1.386 dalla Secretaria Nacional de Direitos Digitais del Ministero della Giustizia. L’Anatel, l’autorità nazionale delle telecomunicazioni, ha disposto il blocco di 2.387 domini, coinvolgendo i fornitori di connessione nell’attuazione delle restrizioni.
Gli interventi hanno interessato anche la promozione sui social: sono state rimosse 300 pagine Facebook e 90 profili Instagram. Su Telegram, le attività hanno raggiunto canali, gruppi e profili collegati alle scommesse illegali con oltre un milione di membri e utenti. Il Laboratório de Operações Cibernéticas ha inoltre avviato interventi sui contenuti promozionali presenti su TikTok.
Sono stati notificati 186 applicativi, da ritirare dalle piattaforme Apple e Google entro il 6 ottobre. Google, Meta, YouTube, X, Telegram, TikTok, Kwai e Discord hanno ricevuto notifiche per la rimozione della pubblicità, con un termine di dieci giorni; il governo ha indicato l’8 ottobre per l’adempimento da parte delle piattaforme notificate.
La transizione e la restituzione delle somme ai giocatori
Il provvedimento prevede una fase di chiusura delle attività, con scadenze distinte. Il governo ha indicato il 5 ottobre come termine per la rimozione dei materiali pubblicitari e dei segni di sponsorizzazione.
Sono inoltre previste tutele per i fondi dei giocatori: le scommesse ancora aperte e senza un risultato entro il termine stabilito dovranno essere annullate e rimborsate integralmente, mentre i premi maturati nel periodo dovranno essere pagati.
La misura dispone l’estinzione delle autorizzazioni dopo trenta giorni dalla pubblicazione ed esclude il rimborso, totale o parziale, dei corrispettivi versati dagli operatori per ottenerle.
Calcio brasiliano, sponsorizzazioni milionarie a rischio
Le conseguenze del divieto riguardano anche le società calcistiche. Quattordici dei venti club del Brasileirão hanno un operatore di scommesse come sponsor principale. Nel 2025, questi accordi hanno rappresentato il 34% dei ricavi commerciali delle squadre, per circa 200 milioni di dollari, nelle stime di Galapagos Capital.
L’incertezza riguarda le entrate future e la capacità di sostituire sponsor che hanno assunto un peso rilevante nei bilanci. Non è però ancora quantificabile l’effettiva perdita economica che i club subiranno.
L’incontro tra governo e società calcistiche previsto per questa settimana è stato rinviato a dopo il primo turno delle elezioni del 4 ottobre. Intanto, le principali associazioni del settore delle scommesse hanno chiesto al Supremo Tribunal Federal di sospendere la misura, contestandone la costituzionalità.
Il passaggio al Congresso
La misura provvisoria ha forza di legge dalla pubblicazione, ma dovrà essere esaminata dal Congresso per la conversione definitiva. Il termine iniziale è di 60 giorni, prorogabile per altri 60 se l’esame nelle due Camere non viene concluso. Il confronto parlamentare e i ricorsi giudiziari accompagneranno quindi l’attuazione del divieto e la definizione delle sue conseguenze per operatori, giocatori e sponsorizzazioni sportive. cdn/AGIMEG










