L’ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, in occasione del suo intervento durante l’Assemblea Elettiva della FIGC, ha spiegato di aver inizialmente accolto con scetticismo la candidatura dopo la difficile esperienza di Milano Cortina 2026. Ritiene, inoltre, che le componenti federali abbiano puntato sulla sua esperienza maturata in altri contesti e ha sottolineato di sentire una forte responsabilità per il ruolo. Tra le principali problematiche Malagò ha evidenziato impianti sportivi, agevolazioni fiscali, calcio femminile, scommesse e normative come i Decreti Crescita e Dignità.
Anche Giancarlo Abete ha evidenziato la necessità di migliorare i rapporti con la politica e la reputazione del calcio italiano, soprattutto per ottenere interventi su temi come il Decreto Dignità, la valorizzazione dei giovani e dei vivai. Secondo Abete, il calcio non è solo un settore economico, ma un importante fenomeno sociale con rilevanti ricadute economiche.
Malagò candidato FIGC: “Sento il peso della responsabilità, sfida complicatissima”
“Perché le componenti hanno pensato a me? Me lo sono chiesto, all’inizio ero scettico, reduce da un’esperienza molto dura come Milano Cortina. Forse hanno pensato che tutto quello che ho fatto in altri ambienti, si possa ripetere in Figc. Pur non avendo mai avuto l’ansia, avverto ogni minuto che passa uno spaventoso peso della responsabilità, che però vivo da quando sono nato. Problematiche? Impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile, scommesse, Decreti Crescita e Dignità”. Lo ha dichiarato l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò, presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel.
“È una sfida complicatissima. A tenere schiena dritta si ottiene molto di più. Le nostre radici non solo solo nostalgia, bisogna farle diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano“, ha concluso.
FIGC, Abete: “Serve un dialogo con la Politica su Decreto Dignità e vivai”
“Oggi abbiamo un problema con la Politica. Quando andremo a chiedere quello che dobbiamo, penso al Decreto Dignità o alle situazioni collegate alla valorizzazione dei giovani e dei vivai, noi avremo necessità di interfacciarci con la Politica. Dobbiamo, quindi, migliorare la nostra reputazione, che purtroppo non è alta. Il calcio non è un’industria, ma un grande fenomeno sociale che determina effetti economici importanti”, ha aggiunto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete. cdn/AGIMEG










