Il Decreto Legge 96/2025 consegna alle Procure sportive strumenti più efficaci per contrastare le frodi nel mondo dello sport, facilitando l’accesso ai dati e alle informazioni necessari per le indagini sui casi di match fixing e sulle scommesse illecite.
È quanto evidenzia ADICOSP – Associazione Italiana Direttori e Collaboratori Sportivi, sottolineando che la nuova normativa semplifica per la Procura Generale del Coni la raccolta di informazioni utili presso le amministrazioni competenti, comprese quelle relative a conti di gioco intestati, direttamente o indirettamente, a tesserati e affiliati.
“Questa misura favorisce concretamente il contrasto al match fixing, consegnando strumenti operativi alla giustizia sportiva, soprattutto considerando che in molti casi le scommesse illegali sono gestite dalla criminalità organizzata”, spiega ADICOSP, ricordando che le difficoltà di accesso alle informazioni hanno portato in passato all’archiviazione di numerosi procedimenti disciplinari da parte delle Procure Federali.
L’associazione evidenzia inoltre che le nuove norme si muovono in linea con la Convenzione di Magglingen-Macolin, che disciplina lo scambio di informazioni tra autorità pubbliche, federazioni sportive e operatori delle scommesse per prevenire le manipolazioni sportive. Tuttavia, ADICOSP sottolinea che l’efficacia del sistema sarebbe maggiore se le richieste potessero essere inviate direttamente ai concessionari di scommesse, i quali spesso respingono le istanze appellandosi alla privacy.
“Per tutelare la regolarità delle competizioni sportive è fondamentale che la giustizia sportiva possa agire in tempi rapidi, irrogando sanzioni o penalizzazioni in modo tempestivo. Emblematico, in questo senso, il caso del Brescia Calcio, penalizzato di 4 punti al termine della scorsa stagione e retrocesso a seguito di una sentenza arrivata in ritardo per le lungaggini nelle verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate”, ricorda ADICOSP, evidenziando come tale situazione abbia alterato l’esito del campionato e dei play-out, disputati con settimane di ritardo e con contenziosi ancora aperti.
In conclusione, ADICOSP richiama l’attenzione sul Regolamento UE 2024/1624 (Single Rulebook) che include il settore calcistico tra i soggetti obbligati ad applicare le normative antiriciclaggio, ribadendo che, pur nel rispetto dell’autonomia dello sport sancita dalla Legge 280/2003, queste tematiche richiedono un intervento politico condiviso con il sistema sportivo per garantire trasparenza e legalità nel settore.
cdn/AGIMEG

