Denaro e gioco, ricerca FAIR-Ipsos Doxa: saper gestire il denaro è importante o fondamentale per il 93% degli uomini e l’87% delle donne

Il 93% degli uomini e l’87% delle donne riconosce l’importanza delle competenze nella gestione del denaro: le considera fondamentali il 32% degli uomini e il 24% delle donne, importanti alla pari di altri aspetti il 61% degli uomini e il 63% delle donne. È uno dei dati della ricerca “Il rapporto con il denaro e con il gioco: alla ricerca di connessioni attraverso le generazioni”, promossa da Fondazione FAIR e realizzata da Ipsos Doxa, presentata al Festival di Open di Parma nel panel “Contare su se stesse”.

L’indagine, condotta con 1.000 interviste online a persone tra i 18 e i 70 anni (650 donne e 350 uomini, dal 26 al 30 giugno), punta a capire se e in che misura l’approccio al denaro sia collegato a quello verso il gioco con vincite in denaro, mettendo a confronto uomini e donne e le diverse generazioni.

Nel campione gioca almeno una volta l’anno il 72% degli uomini e il 62% delle donne, almeno una volta ogni 2-3 mesi il 55% degli uomini e il 37% delle donne. Sono questi ultimi i giocatori più frequenti, di cui la ricerca analizza a parte le risposte.

Non sono competenze che riguardano soltanto il gioco”, spiega Stefano De Vita, direttore generale di Fondazione FAIR. “Riguardano gli acquisti online, gli abbonamenti, il ‘buy now pay later’, il credito, il risparmio, gli investimenti”.

Gioco, il Gratta e Vinci è il più diffuso tra uomini e donne: scommesse sportive al 39% tra gli uomini

Negli ultimi 12 mesi ha giocato almeno una volta a uno dei giochi con vincite in denaro il 72% degli uomini e il 62% delle donne. Gioca almeno una volta ogni 2-3 mesi il 55% degli uomini e il 37% delle donne: sono questi i giocatori più frequenti, di cui la ricerca analizza a parte le risposte.

Il gioco più diffuso è il Gratta e Vinci, praticato almeno una volta l’anno dal 59% degli uomini e dal 53% delle donne, e almeno una volta ogni 2-3 mesi dal 36% e dal 28%.

Seguono Lotto, SuperEnalotto e gli altri giochi numerici a totalizzatore nazionale, come SiVinceTutto e Win for Life, giocati almeno una volta l’anno dal 48% degli uomini e dal 39% delle donne (31% e 19% almeno ogni 2-3 mesi).

Il divario tra i generi si allarga sulle scommesse sportive o ippiche, scelte almeno una volta l’anno dal 39% degli uomini e dal 16% delle donne (26% e 8% almeno ogni 2-3 mesi). Le scommesse virtuali raggiungono il 26% degli uomini e il 12% delle donne (14% e 5%).

Poker, giochi da casinò o slot online sono stati giocati almeno una volta l’anno dal 23% degli uomini e dal 14% delle donne (12% e 6% almeno ogni 2-3 mesi). Slot machine, videolottery o bingo in sala dal 22% e dal 15% (10% e 6%).

Gioca online o possiede un conto di gioco il 29% degli uomini e il 13% delle donne.

Fondazione FAIR Ipsos Doxa ricerca Il rapporto con il denaro e con il gioco settembre 2026

 

Denaro, per uomini e donne è autonomia: le donne lo associano di più a sacrificio e preoccupazione

Nella gestione del denaro in famiglia uomini e donne risultano allineati. Il 45% degli uomini e il 46% delle donne condivide le decisioni con il partner o con altri familiari, mentre dichiara piena autonomia nella gestione del denaro e delle spese familiari il 40% degli uomini e il 37% delle donne.

Per l’11% di entrambi ciascuno gestisce il proprio denaro. Non lo gestisce direttamente il 4% degli uomini e il 6% delle donne.

La lettura per età evidenzia differenze significative tra le giovanissime. Tra le donne di 18-25 anni condivide le decisioni il 31% (contro il 48% delle 26-50enni e il 47% delle 51-70enni) e ha piena autonomia il 18% (39% e 41% nelle altre fasce).

Tra le giovanissime, inoltre, ciascuno gestisce il proprio denaro nel 28% dei casi (11% e 7%) e il 22% non lo gestisce direttamente (3% e 5%).

Pensando al denaro nella vita quotidiana, la parola più scelta è autonomia, indicata dal 39% sia degli uomini sia delle donne. Le associazioni positive prevalgono però nettamente tra gli uomini: almeno una parola positiva è scelta dall’85% degli uomini e dal 71% delle donne.

Gli uomini citano più spesso sicurezza (34% contro 28%), serenità (30% contro 21%), futuro (26% contro 18%), libertà (24% contro 18%), opportunità (20% contro 14%) e prospettiva (13% contro 9%).

Tra i giocatori più frequenti autonomia e sicurezza sono entrambe al 36%, seguite da serenità (29%), futuro (28%), libertà (25%), opportunità (18%) e prospettiva (12%).

Tra le giocatrici salgono sicurezza (32%) e libertà (22%), mentre gli altri valori restano vicini al totale delle donne (autonomia 39%, serenità 22%, futuro 19%, opportunità 15%, prospettiva 10%).

Per fasce d’età, le donne più giovani enfatizzano libertà e opportunità: tra le 18-25enni la prima è al 29% e la seconda al 20%, contro il 18% e il 14% delle 26-50enni e il 16% e il 12% delle 51-70enni.

Tra le donne più mature crescono invece autonomia (42%, contro 39% e 35% delle fasce più giovani), sicurezza (38%, contro 15% e 20%), serenità (25%, contro 8% e 21%) e futuro (23%, contro 20% e 12%).

Prospettiva si ferma al 7% tra le 18-25enni, all’11% tra le 26-50enni e all’8% tra le 51-70enni. Almeno una parola positiva è indicata dal 75% delle giovanissime, dal 66% delle 26-50enni e dal 76% delle 51-70enni.

Sul versante negativo il rapporto si inverte: almeno una parola negativa è scelta dal 64% delle donne e dal 54% degli uomini. Per le donne il denaro è soprattutto sacrificio (31% contro 26% degli uomini) e preoccupazione (27% contro 21%).

Seguono incertezza (18% contro 13%), ansia (17% contro 12%), limite (13% contro 8%) e rinuncia (12% contro 7%). Solo il rischio è citato più spesso dagli uomini (7% contro 4%).

Tra le donne i valori più alti si registrano sotto i 50 anni. Sacrificio è al 35% tra le 18-25enni, al 36% tra le 26-50enni e al 24% tra le 51-70enni, preoccupazione rispettivamente al 32%, 31% e 23%, ansia al 18%, 21% e 12%. Le giovanissime sottolineano anche l’incertezza (25%, contro 20% e 14%).

Più uniformi limite (12%, 14% e 12%), rinuncia (11%, 11% e 13%) e rischio (5%, 5% e 3%). Almeno una parola negativa è scelta dal 74% delle 18-25enni, dal 69% delle 26-50enni e dal 56% delle 51-70enni.

Tra le giocatrici più frequenti il denaro è leggermente più associato a rinuncia (+2 punti percentuali), che resta comunque un valore residuale.

Infographic comparing men and women’s online gambling preferences, listing game types and percentage bars.

Spese e risparmio, tra chi gioca più spesso una gestione meno controllata del denaro

Quando si tratta di decidere su spese importanti il divario di genere si amplia. Prende decisioni in autonomia dopo essersi informato il 48% degli uomini e il 35% delle donne, mentre non decide in autonomia il 43% degli uomini e il 52% delle donne.

Non prende decisioni il 9% degli uomini e il 13% delle donne: due donne su tre, quindi, non decidono da sole o non decidono affatto.

Per età, decide in autonomia il 38% delle 18-25enni, il 35% delle 26-50enni e il 36% delle 51-70enni. Non decide in autonomia rispettivamente il 47%, il 52% e il 52%, e non decide affatto il 15%, il 13% e il 12%.

L’autonomia decisionale femminile è più alta tra le laureate (41% contro 34% delle non laureate) e tra le occupate (39% contro 31% delle non occupate).

I giocatori più frequenti mostrano una maggiore autonomia decisionale in entrambi i gruppi, con un aumento di 2 punti percentuali sul totale sia tra gli uomini sia tra le donne.

Sul controllo delle spese e sulla pianificazione uomini e donne mostrano lo stesso livello di attenzione. Tiene costantemente sotto controllo le spese ricorrenti l’84% degli uomini (37% molto e 47% abbastanza) e l’81% delle donne (37% e 44%).

Pianifica con ampio anticipo le spese importanti o di importo elevato l’80% degli uomini (34% e 46%) e l’81% delle donne (35% e 46%).

Il risparmio regolare, anche di piccole somme, mette un po’ più in difficoltà: lo pratica il 71% degli uomini (27% e 44%) e il 72% delle donne (29% e 43%).

Tra le donne la quota di chi si riconosce molto nel controllo delle spese ricorrenti è del 28% tra le 18-25enni, del 38% tra le 26-50enni e del 39% tra le 51-70enni. Nella pianificazione delle spese importanti le percentuali sono 28%, 32% e 39%, nel risparmio regolare 29%, 33% e 26%.

Tra i giocatori più frequenti si osserva una leggera flessione, in entrambi i generi, nel controllo delle spese ricorrenti e nel risparmio. Tiene sotto controllo le spese ricorrenti l’81% dei giocatori (37% molto e 44% abbastanza) e l’80% delle giocatrici (34% e 46%).

Pianifica le spese importanti il 78% dei giocatori (33% e 45%) e l’81% delle giocatrici (34% e 47%).

Il risparmio regolare scende al 67% tra i giocatori uomini (26% e 41%), con un calo di almeno 4 punti sul totale, e si attesta al 71% tra le giocatrici (26% e 45%).

La gestione del denaro è più disinvolta tra gli uomini, un terzo dei quali tende ad avere meno controllo delle spese e dichiara di agire d’impulso.

Gestisce il denaro senza preoccuparsi troppo, contando di spendere meno dopo un periodo di spese più alte, il 32% degli uomini (7% molto e 25% abbastanza) contro il 25% delle donne (5% e 20%). Non si riconosce in questo approccio il 42% degli uomini (24% poco e 18% per niente) e il 50% delle donne (25% e 25%).

Fa a volte acquisti d’impulso, per gratificarsi o premiarsi, il 31% degli uomini (6% e 25%) e il 25% delle donne (5% e 20%). Li esclude il 48% degli uomini (28% poco e 20% per niente) e il 49% delle donne (26% e 23%).

Evita di pensare troppo alla gestione del denaro perché gli genera ansia il 27% degli uomini (6% e 21%) e il 26% delle donne (7% e 19%). Non si riconosce in questa affermazione il 50% degli uomini (30% poco e 20% per niente) e il 51% delle donne (25% e 26%). Le percentuali restanti corrispondono a chi si è dichiarato neutrale.

Le donne più giovani tendono a condividere di più il punto di vista maschile. Tra le 18-25enni gestisce il denaro senza preoccuparsi troppo il 29% (26% tra le 26-50enni, 23% tra le 51-70enni) e fa acquisti d’impulso il 31% (26% e 24%).

L’ansia legata alla gestione del denaro pesa di più tra le 51-70enni (30%, contro 24% delle 18-25enni e 22% delle 26-50enni).

I giocatori più frequenti condividono maggiormente una gestione meno controllata del denaro e delle spese. Gestisce il denaro senza preoccuparsi troppo il 36% dei giocatori (10% molto e 26% abbastanza, +4 punti sul totale) e il 30% delle giocatrici (6% e 24%, +5 punti).

Fa acquisti d’impulso il 34% dei giocatori (7% e 27%) e il 29% delle giocatrici (5% e 24%, +4 punti).

Tra le donne emerge soprattutto l’ansia che può derivare dal rapporto con il denaro: evita di pensare alla sua gestione il 32% delle giocatrici (9% e 23%, +6 punti), contro il 30% dei giocatori (7% e 23%).

Non si riconosce nella gestione senza preoccupazioni il 36% dei giocatori (19% poco e 17% per niente) e il 46% delle giocatrici (25% e 21%). Esclude gli acquisti d’impulso il 43% dei giocatori (29% e 14%) e il 41% delle giocatrici (22% e 19%).

Non evita di pensare al denaro per ansia il 44% sia dei giocatori (25% poco e 19% per niente) sia delle giocatrici (22% e 22%).

Fondazione FAIR Ipsos Doxa ricerca Il rapporto con il denaro e con il gioco settembre 2026

Educazione finanziaria e gioco, la ricerca di Fondazione FAIR: competenze adeguate per il 68% degli uomini e il 60% delle donne

Sulle proprie competenze nella gestione del denaro e nelle scelte economico-finanziarie le donne esprimono un giudizio più severo degli uomini, anche se solo una minoranza le ritiene molto adeguate. Le giudica adeguate il 68% degli uomini (10% molto e 58% abbastanza) e il 60% delle donne (5% e 55%).

Le considera poco o per nulla adeguate il 29% degli uomini (26% e 3%) e il 36% delle donne (29% e 7%). Non ci ha mai pensato il 3% degli uomini e il 4% delle donne.

Tra le donne il giudizio positivo si ferma al 44% tra le 18-25enni e sale al 61% tra le 26-50enni e al 63% tra le 51-70enni.

Le donne che hanno raggiunto l’autonomia nella gestione del denaro sono meno critiche con se stesse: tra quelle che gestiscono in autonomia il denaro della famiglia o personale la quota sale al 66%.

Si ritiene competente il 62% delle giocatrici più frequenti, il 63% delle laureate contro il 59% delle non laureate, il 65% delle occupate contro il 53% delle non occupate. Tra gli uomini la quota arriva al 72% tra chi gestisce il denaro in autonomia e scende al 65% tra i giocatori più frequenti.

L’importanza delle competenze finanziarie è ampiamente riconosciuta, anche se le donne le ritengono meno cruciali degli uomini. Le giudica fondamentali il 32% degli uomini e il 24% delle donne, importanti alla pari di altri aspetti il 61% degli uomini e il 63% delle donne, poco importanti o irrilevanti il 6% degli uomini e il 9% delle donne.

Tra le donne il riconoscimento complessivo è dell’84% tra le 18-25enni, del 90% tra le 26-50enni e dell’84% tra le 51-70enni.

La quota di chi le considera fondamentali sale al 30% tra le donne che valutano adeguate le proprie competenze e cambia con il titolo di studio (29% tra le laureate, 22% tra le non laureate), mentre resta simile tra occupate e non occupate (24% e 23%).

I giocatori più frequenti tendono a ridimensionare leggermente il ruolo di queste competenze, considerandole più spesso importanti alla pari di altri aspetti. Le giudica fondamentali il 28% dei giocatori e il 21% delle giocatrici, importanti alla pari di altri aspetti il 65% e il 66%.

Il totale resta al 93% tra i giocatori e all’87% tra le giocatrici, mentre le considera poco importanti o irrilevanti il 6% dei giocatori e il 9% delle giocatrici.

Fondazione FAIR Ipsos Doxa ricerca Il rapporto con il denaro e con il gioco settembre 2026
Fondazione FAIR Ipsos Doxa ricerca Il rapporto con il denaro e con il gioco settembre 2026 2

Gestione del denaro, per le donne il primo beneficio è affrontare gli imprevisti senza panico

Quando sollecitati, uomini e donne riconoscono i benefici di una gestione attenta e consapevole del denaro e del risparmio, con priorità diverse.

Per gli uomini al primo posto c’è la possibilità di pianificare il futuro con serenità per realizzare i propri progetti di vita (39%, contro 34% delle donne), seguita dal sentirsi più sicuri e meno vulnerabili di fronte ai cambiamenti economici (35% contro 31%).

Per le donne il primo beneficio è affrontare gli imprevisti economici senza panico evitando decisioni affrettate (39%, contro 34% degli uomini).

Gli uomini danno più peso alla corretta valutazione di rischi e rendimenti prima di investire (33% contro 28%), le donne alla gestione del bilancio personale o familiare per prevenire l’eccesso di debiti (33% contro 27%).

Ridurre le situazioni di difficoltà economica è indicato dal 26% degli uomini e dal 28% delle donne, proteggersi da truffe, frodi e raggiri dal 26% e dal 22%. Essere più autonomi nel comprendere consulenti bancari e operatori assicurativi raccoglie il 24% e il 20%, comprendere meglio termini come tassi, interessi e rischio il 19% e il 16%.

Le donne più giovani, tra i 18 e i 25 anni, sottolineano la pianificazione del futuro e la realizzazione dei progetti di vita (45%), l’autonomia nel comprendere consulenti bancari e operatori assicurativi (25%) e la comprensione della terminologia (21%).

Le donne che considerano fondamentali le competenze finanziarie mettono in evidenza la capacità di affrontare gli imprevisti (43%) e la corretta valutazione di rischi e rendimenti (32%).

Le giocatrici più frequenti ribadiscono i benefici di una gestione consapevole del risparmio: affrontare gli imprevisti sale al 42%, sentirsi più sicuri al 34%, valutare rischi e rendimenti al 31%, gestire il bilancio al 35%.

Tra le giocatrici pianificare il futuro resta al 34%, ridurre le difficoltà economiche è al 29%, proteggersi dalle truffe al 20%, comprendere consulenti e operatori al 19% e la terminologia al 15%.

I giocatori ne ridimensionano invece il valore: pianificare il futuro scende al 35% e sentirsi più sicuri al 30%, mentre sale al 33% la gestione del bilancio.

Tra i giocatori valutare rischi e rendimenti è al 34%, affrontare gli imprevisti al 33%, proteggersi dalle truffe al 28%, ridurre le difficoltà economiche al 27%, comprendere consulenti e operatori al 25% e la terminologia al 20%.

Uomini e donne concordano sul fatto che una buona educazione finanziaria aiuti a prendere decisioni più consapevoli e ragionate.

È ritenuta utile per effettuare pagamenti e acquisti online in sicurezza dall’86% degli uomini (49% molto utile) e dall’88% delle donne (50%), per capire se conviene fare un prestito o pagare a rate dal 78% degli uomini (38%) e dall’80% delle donne (39%).

Per definire un limite di spesa per le attività del tempo libero la giudica utile l’86% degli uomini (35%) e l’84% delle donne (34%), per scegliere se e quando sottoscrivere polizze assicurative l’84% degli uomini (33%) e l’83% delle donne (32%).

Per gestire gli acquisti d’impulso e le spese ricorrenti le percentuali sono dell’80% tra gli uomini (32%) e del 78% tra le donne, che però la considerano molto utile nel 39% dei casi.

Ne sono particolarmente convinte le donne che ritengono fondamentali le competenze finanziarie: tra loro la giudica molto utile il 68% per i pagamenti online, il 61% per prestiti e rate, il 54% per il limite di spesa nel tempo libero, il 53% per le polizze e il 62% per acquisti d’impulso e spese ricorrenti.

Tra gli uomini dello stesso gruppo le percentuali sono rispettivamente 58%, 45%, 49%, 44% e 44%.

Le giocatrici più frequenti sottolineano in particolare la scelta tra prestito e pagamento rateale, giudicata molto utile dal 43%. fp/AGIMEG