Riordino giochi, Vaccari (PD): “Errore partire solo dall’online, serve riforma unitaria su digitale e fisico”

Il deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari ha preso parte al webinar “Gioco d’azzardo: il rebus normativo e le esigenze dei territori”, promosso da Avviso Pubblico in collaborazione con la Regione del Veneto. Nel suo intervento ha criticato la scelta del Governo di procedere alla riforma del gioco pubblico occupandosi solo del comparto online, sostenendo che il riordino dovrebbe riguardare insieme gioco digitale e fisico.

Vaccari: “Serve una visione unitaria del settore”

Secondo Vaccari, la mancata visione unitaria rischia di rinviare ulteriormente una riforma organica del settore. Il deputato ha chiarito di non avere un approccio proibizionista, ma di puntare alla riduzione del danno e alla tutela della salute pubblica. Ha ripercorso, poi, l’evoluzione normativa del gioco in Italia, sottolineando come la frammentazione delle regole abbia favorito anche infiltrazioni della criminalità organizzata.

La necessità di un riordino organico dei giochi era stata posta fin dall’inizio della legislatura nella discussione della delega fiscale. Il PD aveva richiesto la contestualità tra online e fisico, una richiesta rimasta però inascoltata.

Gioco fisico e gettito: i dati richiamati dal deputato PD

La scelta della maggioranza di partire solo dal digitale è stata definita da Vaccari un errore strategico, smentito anche dai dati economici:

  • Gettito complessivo Stato 2025: 11,4 miliardi di euro;
  • Contributo del gioco fisico: oltre 5 miliardi di euro.

Il comparto terrestre, secondo il deputato, avrebbe meritato una disciplina contestuale per tutelare la rete di piccole e medie imprese (PMI) che in questi anni hanno operato legalmente, rispettando le regole e investendo nella trasparenza.

Critiche al metodo del Governo e rischio nuove proroghe

Vaccari ha criticato inoltre il metodo del Governo, ritenuto poco inclusivo verso gli stakeholder del settore, e prevede che le divisioni politiche porteranno a ulteriori rinvii e proroghe delle concessioni fino al 2027. Ha sottolineato anche l’impatto sociale del gioco patologico, che coinvolgerebbe circa 1,5 milioni di famiglie, con ricadute su servizi sociali e sanità.

Tra le altre criticità, ha segnalato l’attenzione insufficiente alla prevenzione rispetto alla tutela del gettito fiscale, il problema della pubblicità del gioco, anche attraverso sponsorizzazioni sportive, e la limitazione nell’accesso ai dati sul settore imposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il deputato del PD ha citato il caso di una società di Serie A che espone sulla maglia uno sponsor legato a una piattaforma di prediction market non autorizzata in Italia, definendo preoccupante l’ipotesi che tale soggetto diventi sponsor della Lega Serie A.Riordino gioco fisico

Infiltrazioni criminali, riciclaggio e offerta di gioco

Infine, Vaccari ha richiamato il rischio di infiltrazioni criminali e riciclaggio, e ha sostenuto che il riordino dovrebbe ridurre non solo gli apparecchi, ma l’intera offerta di gioco, giudicata in continua espansione.

In chiusura, Vaccari ha richiamato l’attenzione sulle anomalie della spesa pro capite in alcuni Comuni, sproporzionata rispetto alla media nazionale e spesso spia di attività di riciclaggio di denaro sporco tramite Gratta e Vinci, conti gioco o slot, come confermato da diverse inchieste giudiziarie.

La soluzione non può essere solo la riduzione fisica degli apparecchi. Per il deputato è necessario frenare la continua moltiplicazione dei prodotti, come le lotterie istantanee introdotte negli anni dallo Stato per fare cassa, virando decisamente verso politiche strutturali di riduzione del danno. cdn/AGIMEG