Gioco, De Pasquale (Avviso Pubblico): “Riordino nazionale valorizzi l’esperienza di Regioni e Comuni”

L’assenza di una disciplina nazionale organica sul gioco ha lasciato Regioni e Comuni a gestire quasi da soli un fenomeno complesso. È quanto evidenziato da Marco De Pasquale, dell’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico, durante il webinar “Gioco d’azzardo: il rebus normativo e le esigenze dei territori”.

L’incertezza normativa e il ruolo degli enti locali

L’incertezza normativa, ha spiegato, rende più difficile l’azione degli enti locali e ha favorito numerosi contenziosi contro ordinanze comunali e leggi regionali.

Nel corso degli anni, i territori hanno comunque adottato diverse misure di prevenzione, tra cui distanziometri, limiti orari, obblighi informativi nei punti gioco, regolamentazione degli spazi, divieto di oscuramento delle vetrine, incentivi fiscali e blocco dell’accesso ai siti di gioco tramite Wi-Fi pubblico. Pur riconoscendo che il blocco del Wi-Fi abbia soprattutto un valore simbolico a causa dell’esplosione del gioco online tramite rete cellulare, De Pasquale ha evidenziato come questo pacchetto di interventi dimostri che i territori si sono mossi con decisione.

La legge delega e il riordino del gioco

Sul piano nazionale, De Pasquale ha ricordato che la legge delega del 2023 ha separato il riordino del gioco online da quello fisico: il primo è stato disciplinato dal decreto legislativo n. 41 del 2024, mentre la riforma della rete fisica è ancora attesa, nonostante la proroga della delega al 29 agosto 2026.

Il relatore ha inoltre espresso preoccupazione per alcune disposizioni del decreto sul gioco online che consentono ai concessionari di diffondere messaggi sul gioco responsabile con il proprio marchio, ritenendo necessario evitare che tali comunicazioni si trasformino in forme indirette di pubblicità. Ha inoltre denunciato il persistere di strategie che aggirano il divieto di pubblicità attraverso piattaforme e servizi collegati ai concessionari.logo avviso pubblico

Il modello dei territori e il caso Veneto

Infine, De Pasquale ha sottolineato che il futuro riordino nazionale dovrà valorizzare l’esperienza maturata da Regioni e Comuni. Ha citato come esempio la normativa del Veneto, che prevede un distanziometro di 400 metri dai luoghi sensibili per l’installazione di nuovi apparecchi e tre fasce orarie obbligatorie di sospensione quotidiana del gioco, ricordando che la giurisprudenza amministrativa ha più volte confermato la legittimità di queste misure, riconoscendo la tutela della salute come interesse prevalente rispetto alla libertà d’impresa, purché gli interventi siano proporzionati e motivati.

Proprio la solidità di queste sentenze conferma l’efficacia delle misure territoriali: un patrimonio normativo e di tutele che il futuro riordino nazionale non potrà in alcun modo ignorare. cdn/AGIMEG