Giro di vite delle autorità indonesiane sulle scommesse illegali online in previsione dei Mondiali FIFA 2026. La Polizia Nazionale ha rafforzato l’azione di contrasto attraverso operazioni sul territorio e un coordinamento più stretto con TVRI, l’emittente di Stato detentrice dei diritti televisivi del torneo.
Il gioco resta vietato in Indonesia dagli articoli 303 e 303bis del Codice Penale, con pene fino a cinque anni di reclusione e 66.000 dollari di multa (circa 61.000 euro) per i giocatori, mentre per gli operatori si arriva a dieci anni di carcere e 660.000 dollari di sanzione (circa 611.000 euro).
Le ragioni dell’intensificazione
A motivare il rafforzamento dell’attività di contrasto è la previsione di un’impennata delle scommesse irregolari durante il torneo. Lo ha spiegato il Brigadiere Generale Trunoyudo Wisnu Andiko, responsabile dell’Ufficio Informazione Pubblica della Polizia Nazionale. “Dobbiamo anticipare l’aumento delle scommesse calcistiche“, ha dichiarato Trunoyudo in una nota scritta diffusa l’8 maggio. “Non possiamo permettere che questo slancio venga sfruttato per attività illegali che potrebbero causare danni al pubblico“.
Tra i fattori di rischio individuati dalle autorità figura la prima qualificazione storica della nazionale indonesiana, destinata ad amplificare l’attenzione del pubblico verso la manifestazione. Le piattaforme offshore considerano gli anni in cui si svolgono i Mondiali una finestra strategica di acquisizione clienti e operano attraverso strumenti digitali che rendono difficile la tracciabilità.
Le dimensioni del fenomeno
Negli ultimi diciotto mesi sono stati oscurati oltre un milione di siti riconducibili al gioco illegale. A marzo l’Autorità per i Servizi Finanziari (OJK) ha confermato il blocco di 33.252 conti bancari individuati attraverso sistemi automatici di rilevazione delle transazioni.
Le stime parlano di un giro d’affari che nel 2025 ha raggiunto i 280 trilioni di rupie, circa 14,8 miliardi di euro, con circa 12 milioni di cittadini coinvolti.
Tolleranza zero
In collaborazione con TVRI è stato attivato un canale dedicato alle segnalazioni, che si affianca ad un numero già operativo. Sul fronte istituzionale è arrivata anche la posizione del Ministro delle Comunicazioni e del Digitale Meutya Hafid, che ha annunciato tolleranza zero verso gli operatori che prendono di mira i minori. “I criminali utilizzano oggi soluzioni digitali e tecnologie avanzate. Dobbiamo rafforzare massicciamente i servizi digitali che impieghiamo per perseguirli e monitorarli“. fp/AGIMEG










