Crotone, sequestrata sala giochi abusiva: due denunce e sanzioni per 85.000 euro

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ha disposto un imponente servizio nelle città di Isola di Capo Rizzuto e di Crotone, impegnando le diverse articolazioni della Questura e delle Specialità, tra questi personale dell’Anticrimine, della Squadra Mobile, dell’Ufficio Immigrazione, della Digos, dell’Ufficio di Gabinetto, della Polizia Stradale e della Polfer, finalizzato alla prevenzione e repressione di reati ed in particolare allo spaccio degli stupefacenti, nonché al controllo di pregiudicati agli arresti domiciliari e dei sorvegliati speciali.

Controlli in sala giochi

In particolare, la Polizia Amministrativa, unitamente a personale dell’Agenzia dei Monopoli, ha effettuato un controllo presso una sala giochi, con annessa officina per la riparazione e realizzazione di apparecchi da intrattenimento.

All’interno dell’attività, priva dei prescritti titoli autorizzatori, la polizia ha rinvenuto, nello specifico, sette apparecchi da gioco con vincita in denaro, non conformi alla normativa vigente in materia di gioco lecito. Gli accertamenti hanno consentito, inoltre, di individuare il proprietario dell’immobile e il gestore dell’attività. Entrambi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di gioco d’azzardo aggravato, frode informatica e peculato.

Sanzioni e sequestripolizia

Al termine degli accertamenti, i militari hanno sottoposto a sequestro preventivo sia l’immobile sia il materiale presente al suo interno, nonché 11 apparecchi da gioco, di cui 7 in funzione e 4 in lavorazione; un apparecchio cambiamonete; la somma di 6.446 euro in contanti; 7 schede di gioco con sigilli violati e smart card ADM rimosse; un’apparecchiatura wireless utilizzata per la gestione del sistema.

Infine, i militari hanno elevato sanzioni amministrative per un valore di circa 85.000 euro, relative alla presenza di apparecchi non conformi, all’assenza della prescritta SCIA e alla violazione delle distanze minime dai luoghi sensibili, così come previste dalla normativa vigente. cdn/AGIMEG