Si è svolta oggi la prima Conferenza Nazionale Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un appuntamento dedicato al confronto tra istituzioni nazionali ed europee sul contrasto alle frodi e sulla tutela della sicurezza economica.
Frodi globali e sicurezza economica: il ruolo dell’intelligence moderna
Tra i momenti centrali, il Panel I “Frodi globali, controlli e sicurezza economica nazionale”, che ha riunito rappresentanti del mondo investigativo, giudiziario e istituzionale.
Il Generale Nicola Lamare, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tracciato un quadro dell’evoluzione delle minacce e delle strategie di intelligence nell’ultimo decennio, soffermandosi anche sulle modalità di risposta alle nuove forme di rischio economico: “Negli ultimi dieci anni le attività affidate all’intelligence si sono sviluppate a partire da un presidio bifocale: da un lato un fronte di difesa passivo, volto alla tutela e alla protezione degli asset industriali nazionali; dall’altro una protezione attiva, finalizzata a garantire ai nostri campioni nazionali condizioni di competitività all’estero pari a quelle dei concorrenti. Questo meccanismo duale si è progressivamente ridotto con l’ibridazione della minaccia, oggi fattore abilitante: la minaccia è diventata ibrida e in grado di colpire contemporaneamente diverse aree del soggetto target”.
Sul piano operativo e strategico ha poi aggiunto: “La collaborazione interistituzionale è fondamentale. La minaccia è oggi multivettoriale, multidimensionale e asimmetrica. Fino a poco tempo fa era difficile immaginare una cooperazione tra intelligence di diversi Paesi, anche a causa dei differenti interessi economici. Oggi, invece, di fronte a minacce ibride e a strumenti di coercizione economica, come l’aggiramento delle sanzioni, è necessario agire in maniera coordinata. L’intelligence ha quindi iniziato a cogliere le opportunità offerte dalla collaborazione con organismi internazionali e, soprattutto, sul piano interistituzionale”.
Contrasto alle frodi, focus su collaborazione tra autorità nazionali ed europee
Antonio Ardituro, della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha evidenziato il ruolo centrale della cooperazione tra enti nella lotta alle frodi: “Fenomeni complessi richiedono una capacità nuova di collaborare. Il mio ufficio lavora a stretto contatto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ci ha fornito spunti significativi: dal 2003 abbiamo ricevuto 59 segnalazioni e, in ben 36 casi, queste hanno consentito di attivare informative utili all’avvio di attività investigative presso le procure distrettuali”.
Ernesto Bianchi, Director Revenue & International Operations dell’OLAF, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la prevenzione e l’armonizzazione europea degli strumenti di controllo: “La prevenzione è fondamentale. La nuova legislazione europea, entrata in vigore oggi, è stata elaborata tre anni fa dalla Commissione europea: nel frattempo, però, molte dinamiche sono già cambiate, e occorre adattarsi. Il database europeo non sarà pienamente operativo fino al 2038: cosa facciamo nel frattempo? È necessario condividere le liste nazionali. Il lavoro avviato oggi, in questa prima conferenza, che collega tutte le autorità nazionali, dovrebbe essere replicato in tutti i 27 Stati membri. La lezione di questa conferenza è chiara: dialogare e trasformare il dialogo in operatività”.
Alessandro Di Taranto, Procuratore europeo delegato a Roma, ha infine sottolineato l’importanza della cooperazione strutturata tra istituzioni: “Tutti gli attori coinvolti devono lavorare in maniera sinergica per raggiungere l’obiettivo. Questa collaborazione si realizza attraverso accordi e memorandum, come nel caso dell’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Guardia di Finanza e la Direzione nazionale antimafia. Mese dopo mese stiamo acquisendo nuove competenze e lezioni operative da questa sinergia, con l’obiettivo di siglare accordi sempre più efficaci e orientati ai risultati”.
Contrasto alle frodi, cresce la collaborazione tra istituzioni e tecnologia
Nel secondo panel, “La risposta del sistema Paese: tecnologie e cooperazione”, il confronto si è concentrato sul ruolo delle innovazioni tecnologiche e sulla crescente integrazione tra amministrazioni nella prevenzione e nel contrasto alle frodi.
Giancarlo Franzese, Comandante del III Reparto Operazioni presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, ha sottolineato la solidità della collaborazione istituzionale e l’importanza di tecnologia e analisi del rischio nelle attività operative: “Il rapporto tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stabile nel tempo, e nel corso degli anni ho visto crescere entrambe le amministrazioni, mentre la cooperazione tra le due sta vivendo oggi un momento di piena maturità istituzionale. Facciamo affidamento su due leve fondamentali: collaborazione e tecnologia.
I nostri reparti speciali si occupano di analisi di rischio, con un approccio orientato alla selezione dei target, così da fornire ai reparti territoriali obiettivi ben individuati. Siamo in una fase di osservazione rispetto all’intelligenza artificiale, che rappresenta un’opportunità da cui non possiamo prescindere, ma attendiamo di comprendere pienamente il quadro normativo per definirne gli utilizzi concreti.
Abbiamo una forte partnership con l’Agenzia delle Dogane e con l’Agenzia delle Entrate, con cui abbiamo recentemente istituito un reparto dedicato all’analisi di rischio. Inoltre, possiamo contare su una rete di esperti presenti in circa 30 ambasciate, che ci consente di acquisire informazioni e conoscenze utili anche a livello internazionale”.
Audit e innovazione, ADM punta sulla trasformazione digitale dei controlli
Rosario Massino, Direttore dell’Ufficio Internal Audit dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha invece evidenziato il ruolo dell’audit come strumento di governo dei processi e la necessità di una progressiva digitalizzazione: “Siamo di fronte a una sfida importante. L’audit è uno strumento che consente di misurare lo scostamento tra ciò che dovrebbe essere e ciò che è. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è una realtà complessa: le aree di business legate a giochi, dogane e accise sono caratterizzate da profili normativi differenti, che rendono difficile una visione unitaria.
Una definizione chiara dei processi rappresenta quindi una risorsa fondamentale di chiarezza e diventa un ancoraggio per tutte le attività. In questo contesto, lo strumento tecnologico, se coerente con le finalità organizzative, diventa un punto di forza, ma richiede un elevato livello di maturazione, responsabilità e una stretta aderenza ai ruoli. Come ufficio stiamo lavorando a una nuova piattaforma per il Piano audit 2026, con l’obiettivo di arrivare a un piano di audit nel 2027 che superi la dimensione analogica e diventi pienamente digitale”. fp/AGIMEG










