Manifesto riforma calcio italiano: i club di Serie A chiedono l’abolizione del divieto di pubblicità sul betting e il ritorno dell’1% della raccolta scommesse

​La Serie A si muove per prima. Dopo la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali, i club del massimo campionato hanno deciso di non aspettare e di farsi promotori di una profonda ristrutturazione del sistema calcio. Sotto la guida del presidente di Lega Simonelli, è stato presentato un manifesto programmatico in 29 punti, discusso recentemente negli uffici milanesi alla presenza del presidente del CONI, Giovanni Malagò.

Le 5 macroaree della riforma

​Il documento non è solo un elenco di desideri, ma si articola in cinque pilastri fondamentali per garantire la sopravvivenza e la competitività del calcio italiano – riporta La Gazzetta dello Sport -:

  • Sostenibilità economico-finanziaria: nuove regole per bilanci sani.
  • Sviluppo dei calciatori italiani: sinergia tra club e FIGC.
  • Provvedimenti politico-strutturali: accelerazione su stadi e centri sportivi.
  • Sviluppo dell’attività sportiva: revisione dei format.
  • ​Misure governative: incentivi fiscali e detassazione.

​Scommesse e Decreto Dignità

Uno dei punti più caldi riguarda il Decreto Dignità. Il divieto assoluto di pubblicità per le scommesse, introdotto nel 2018, è considerato un limite economico non più sostenibile, soprattutto se confrontato con i mercati esteri (USA e resto d’Europa).

​Il Presidente del Torino, Urbano Cairo, guida la delegazione che chiede due interventi precisi:

  • Cancellazione del divieto di pubblicità sul betting.
  • ​Ritorno dell’1% della raccolta scommesse al mondo del calcio.

I numeri del settore: nel 2024, la raccolta delle scommesse sportive ha toccato i 22,8 miliardi di euro, di cui ben 16,1 miliardi derivanti dal calcio. Un prelievo dell’1% garantirebbe al sistema circa 160 milioni di euro annui da reinvestire.

​Investire sui giovani e le infrastrutture

Il rilancio passa inevitabilmente dalle strutture e dai vivai. L’Ad dell’Atalanta, Luca Percassi, ha sottolineato l’urgenza di un iter burocratico agevolato per la costruzione di nuovi stadi. Poi, misure di sostegno per i vivai, con il contributo derivato dalle scommesse, unito o in sostituzione di altri sostegni fiscali, da reinvestire sui settori giovanili e sulle infrastrutture.

Sul fronte tecnico, la proposta è rivoluzionaria:

  • Riforma del Campionato Primavera: trasformazione in un torneo riservato solo ai club di Serie A, senza più retrocessioni o classifiche, per eliminare l’esasperazione tattica e premiare il talento puro.
  • Tax Credit: agevolazioni fiscali per chi investe su Under 23 italiani e impianti.
  • ​Ritorno del Decreto Crescita: una misura necessaria per attirare campioni dall’estero, aumentando l’appeal internazionale del brand Serie A senza penalizzare il lavoro sui giovani.Calcio scommesse

​Il confronto politico: Marotta, De Laurentiis e Lotito

​L’assemblea ha visto interventi di peso dai principali stakeholder del calcio italiano:

  • Beppe Marotta (Inter): ha invocato “competenza ed eccellenza” per ridare dignità a un movimento che ha “perso la faccia” a livello internazionale.
  • ​Aurelio De Laurentiis (Napoli): ha posto l’accento sulla riforma del sistema dei procuratori.
  • Claudio Lotito (Lazio): ha aperto all’ipotesi di un commissariamento per superare norme ormai obsolete e datate.

​L’obiettivo comune è chiaro: la Serie A deve tornare a essere la locomotiva politica ed economica, riaprendo un dialogo proficuo con le istituzioni. La sintesi definitiva del programma è attesa entro i prossimi 10-15 giorni. cdn/AGIMEG