Il consigliere regionale del Partito Democratico nelle Marche Antonio Mastrovincenzo ha denunciato che la giunta Acquaroli ha deciso di azzerare i finanziamenti della legge regionale del 2017 contro il gioco d’azzardo patologico per i prossimi tre anni. “La giunta Acquaroli azzera per i prossimi tre anni i finanziamenti destinati alla legge regionale del 2017 per il contrasto al gioco d’azzardo” patologico, ha detto.
Secondo l’esponente dem, la scelta della maggioranza comporterebbe lo stop totale, nel triennio, alle risorse legate a una normativa che aveva “una forte valenza socio-sanitaria”. “Due anni fa la giunta aveva già modificato la legge del 2017 varata dal centrosinistra, riducendo le distanze tra luoghi sensibili e nuove apparecchiature”, ha sottolineato, sostenendo che si tratterebbe di un ulteriore arretramento nelle politiche di tutela.
Il consigliere ha specificato che questa scelta rappresenta un passo indietro che danneggia le persone più fragili e si inserisce in un contesto di politica nazionale, criticando anche la soppressione dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo e l’introduzione di strumenti di gioco collegati al finanziamento dello sport, ritenuti potenzialmente dannosi.
Ha concluso poi evidenziando come, in un quadro di crescente povertà e disuguaglianze nelle Marche, ci sia poca consapevolezza e attenzione sociale su questo problema.
Le modifiche alla legge regionale
Nel 2023 sono state approvate delle modifiche alla normativa regionale sul gioco. Con queste ultime, l’esercizio di attività di gioco è stata vietata in locali ubicati entro 200 metri dalle aree sensibili nei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, e entro 300 metri nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. Nella versione iniziale era, rispettivamente, di 300 metri e di 500 metri.
Tra i luoghi sensibili ci sono scuole, università, istituti di credito, bancomat, negozi di acquisto di oro, punti di trasferimento di denaro, ospedali e strutture considerate protette per le persone vulnerabili. In tema di limiti orari, è stato stabilito che gli enti locali possano individuare fasce orarie fino a 6 ore complessive di interruzione quotidiana di gioco, nella versione iniziale il massimo era fissato a 12 ore. cdn/AGIMEG










