Presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli – Bianchelli, si è svolto il convegno “Venduti ai minori – Presentazione dell’indagine Moige-Istituto Piepoli sull’accesso dei minori a prodotti vietati o inadeguati”.
“Oggi ci confrontiamo su un problema che richiede un’analisi approfondita e soluzioni concrete. Si tratta di un’indagine condotta su un campione ampio. Ha coinvolto oltre duemila ragazzi tra i dieci e i diciotto anni non compiuti. Per analizzare il fenomeno della vendita ai minori di prodotti vietati, a cui abbiamo aggiunto la contraffazione, tra cui alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia e videogiochi 18+, per cui c’è un autoregolamentazione e non una norma”, ha sottolineato il direttore generale del Moige, Antonio Affinita.
“Si tratta di un fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti. Nonostante un quadro normativo rigoroso, troppi minori riescono a ottenere prodotti vietati dalla legge. Oltre ai rischi legati al consumo di alcol, fumo e stupefacenti, i nostri ragazzi sono esposti alle insidie del mondo digitale. Bisogna intervenire con fermezza su tutti i fronti, per evitare che ciò che è riservato agli adulti non finisca nelle mani dei soggetti più vulnerabili. Va accolto con favore il recente obbligo per i siti destinati ai maggiorenni di verificare l’età degli utenti. Inasprire norme e sanzioni è fondamentale, ma non può bastare. Occorre costruire insieme una cultura della responsabilità, capace di insegnare ai giovani l’importanza di tutelare se stessi e la propria salute”, ha sottolineato il Presidente della Camera Lorenzo Fontana.
Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli ha sottolineato: “Il 19% dei minori ritiene che giocare frequentemente a giochi con vincita in denaro non abbia conseguenze serie e negative. Solo il 46% ne è invece convinto. Solo un numero limitato parla di rischi seri o permanenti. Ciò che si teme di più è la dipendenza, il non riuscire più a smettere. Quando un ragazzo entra in una sala giochi, il personale ha verificato la sua età? Il 52% dei casi afferma di non essere mai stato controllato e solo il 5% afferma che sia accaduto spesso. I gestori, nel 50% dei casi, non si sono rifiutati di farli giocare nonostante la minore età. Sette ragazzi su dieci hanno affermato che i rivenditori non li hanno informati dei rischi legati al gioco. Per quanto riguarda il gioco online, tre giovani su dieci affermano di non ricordare avvisi. Si tratta di percepire questi avvisi come una formalità, come cliccare sui cookies per accedere al sito. Un terzo degli intervistati, poi, afferma che al momento della registrazione non è stata richiesta l’età”. E’ poi passato a parlare dei videogiochi, trend in crescita: “I due terzi dei giovani affermano di aver giocato a titoli vietati alla loro età. E’ nel controllo e nella vendita che le maglie si allargano. Gli avvisi sull’età non vengono percepiti e nel 57% dei casi il rivenditore, pur vedendo che erano minorenni, ha completato la vendita”.
“L’approccio normativo incontra limiti strutturali. Al di là della compiacenza di molti esercenti, è facile per i minori aggirare il divieto di somministrazione di alcol e sigarette e non servono a molto le disposizioni adottate dagli enti locali che fissano ad almeno 500 metri le distanze minime tra sale giochi e luoghi sensibili. La parola chiave è prevenzione, che si articola, in primis, sul livello dell’informazione e della sensibilizzazione. I ragazzi non conoscono la percezione del rischio, soprattutto per quel che riguarda il gioco d’azzardo”, ha spiegato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano.
“I vuoti legislativi ci saranno sempre, perché la legge rincorre le nuove tecnologie. Nel gioco è compito dell’operatore privato creare un ambiente sostenibile, cioè tutelando il consumatore e garantendo il rispetto delle normative” ha osservato Luigi Centorame, giurista ed esperto di monitoraggio legislativo.
Francesco Rossolini, CODICI Centro per i diritti del Cittadino, ha sottolineato: “Come associazione CODICI ci battiamo per la tutela del consumatore con strumenti legali: con attività di sensibilizzazione e preventiva. Sul piano dei comportamenti commerciali le aree più critiche riguardano pubblicizzazione e immissione nel mercato di prodotti vietati ai minori, come gioco d’azzardo e giochi 18+. Per questi bisogna ricordare che ne è vietata la commercializzazione e la pubblicizzazione”. cdn/AGIMEG










