Nel corso della VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, in programma il 7 e 8 novembre 2025 presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica” di Roma, è intervenuto il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, che ha portato il saluto della città e sottolineato l’importanza di un impegno condiviso nella prevenzione e nel contrasto alle dipendenze.
“Per me è un grande onore portare il saluto di Roma Capitale alla settima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze. Questo appuntamento richiama tutti noi – istituzioni, mondo scientifico, terzo settore e comunità locali – alla responsabilità di affrontare insieme una delle emergenze sociali più complesse e drammatiche del nostro tempo.
Le dipendenze, in tutte le loro forme, attraversano la società e colpiscono fasce sempre più giovani e vulnerabili della popolazione. Il loro contrasto riguarda la lotta ai fenomeni criminali e un investimento sulla coesione sociale, sulla dignità delle persone, sulla qualità della vita, sulla riconnessione dei quartieri e sulla capacità di una comunità di prendersi cura delle proprie fragilità.
Quando i legami si indeboliscono e la solitudine cresce, si aprono spazi di vulnerabilità in cui le dipendenze trovano terreno fertile, soprattutto in un contesto culturale in cui i valori dell’individualismo spinto, del successo a ogni costo e del consumo immediato rischiano di diventare modelli dominanti.
Papa Francesco ci ricorda come la cultura dello scarto generi esclusione, solitudine e perdita di senso: una cultura che alimenta le dipendenze perché considera marginale chi è fragile, invisibile chi soffre, superfluo chi non produce. Combattere le dipendenze significa allora anche contrastare questa mentalità, promuovendo una visione dell’uomo fondata sulla dignità, sulla solidarietà, sulla relazione, sulla vita.
Serve dunque un approccio integrato, capace di unire prevenzione, cura e reinserimento, basato su conoscenza scientifica, impegno educativo e senso di comunità. Nessuna istituzione può agire da sola: è necessaria una rete solida tra Stato, Regioni, Comuni, scuola, mondo del lavoro, volontariato e ricerca. Le politiche più efficaci sono quelle che mettono al centro la persona e la sua storia, riconoscendo nella relazione la prima forma di cura.
Questa Conferenza è un’occasione preziosa per costruire insieme strategie inclusive, capaci di prevenire la solitudine e di restituire speranza. A chi ogni giorno opera nei servizi, nelle comunità terapeutiche, nelle scuole, nei centri di ascolto, va la riconoscenza di tutti noi.
A chi con coraggio intraprende un percorso di recupero e di rinascita va il rispetto dell’intera società. Ed è dovere della comunità occuparsi anche di chi ancora non è riuscito a chiedere aiuto, perché nessuno deve essere lasciato solo.
Roma, come molte grandi città, è toccata da questa emergenza, ma vuole essere parte attiva della risposta: un modello di prevenzione, di cura e di reinserimento. È in questa capacità di non escludere nessuno che si misura la forza morale e civile delle nostre città e del nostro Paese”. ng/AGIMEG









