Iaccarino (As.Tro): “Necessario rilanciare settore apparecchi con vincite in denaro, tramite un’offerta intelligente basata su un sistema di regole attuabili, semplici e controllabili”

“C’è un processo che, secondo me, è ormai in qualche modo irreversibile: quello che vede un forte sviluppo del canale online e una scomposizione del canale fisico. Parlare di crisi del fisico, però, forse è prematuro. I dati ci dicono che il momento culminante di questo processo è stato sicuramente il periodo pandemico, che ha sconvolto le abitudini di consumo in tutti i settori e in tutta la popolazione italiana.

Non ha riguardato solo il gioco, ma ogni ambito economico. C’è stata una forte accelerazione della digitalizzazione, che ha portato anche nel settore del gioco a uno spostamento verso modalità di consumo più comode. L’online si gioca ovunque: non esistono luoghi sensibili o orari dedicati e, di conseguenza, non è possibile applicare strumenti di offerta vincolata come avviene invece nel fisico”. E’ quanto ha dichiarato il Dott. Armando Iaccarino (Vice Presidente As.Tro-Confindustria SIT) durante l’evento di presentazione dello “Studio sul settore dei giochi in Italia 2024 – focus su apparecchi con vincita in denaro e online”, realizzato dalla CGIA Mestre.

“Il risultato principale è che la domanda è andata avanti, si è diffusa ovunque, come l’acqua che trova sempre una via per scorrere. Si è rivolta ad altri prodotti, aumentando in maniera significativa. Quindi, se l’obiettivo era quello di frenare un fenomeno, il risultato non è stato questo.

Tornando al rapporto tra canale fisico e canale online, direi che parlare di crisi del fisico non è corretto. Se guardiamo ai dati tra il 2019 e il 2024, vediamo che solo un settore ha pagato davvero dazio, ed è quello degli apparecchi con vincita in denaro. Gli altri comparti hanno tenuto: il bingo, i giochi ippici, le scommesse sportive, le lotterie istantanee. Alcuni di questi, hanno addirittura superato i livelli pre-pandemici.

Questo ci porta a una riflessione importante sulle abitudini di consumo – ha detto -: non è solo una questione di passaggio all’online, ma di trasformazione del modo in cui le persone si rapportano al gioco. Se la crisi riguarda un solo prodotto, possiamo ipotizzare che quel prodotto non sia più attrattivo, che sia entrato in crisi lui, non il sistema.

Su questo ci sono elementi che confermano e altri che smentiscono. Il fatto che lo stesso tipo di gioco, nella versione online, oggi rappresenti circa il 48% del movimento complessivo, dimostra che il prodotto continua a piacere. Forse piace a un pubblico diverso, ma continua ad avere presa.

Il vero tema, quindi, è capire quali sono le cause. Ne cito alcune: sicuramente la digitalizzazione, sicuramente la scelta scellerata di un’offerta vincolata adottata da diversi soggetti, che ha finito per bloccare il mercato. E poi il fatto che il settore degli apparecchi è fermo dal 2004. Gli altri giochi si sono evoluti con innovazione, ricerca e diversificazione; gli apparecchi, invece, sono rimasti identici, salvo un’unica modifica nel 2009 che ha riguardato solo i sistemi di controllo, non l’offerta di gioco.

E allora la domanda è: esiste una possibilità di rilancio del settore? A mio avviso sì. È possibile passare da un’offerta vincolata, in un contesto dove la domanda continua a crescere, a un’offerta intelligente. Per me, un’offerta intelligente è quella basata su un sistema di regole attuabili, cioè semplici e controllabili. E questo principio, con le dovute differenze, vale anche per l’online”, ha concluso. cdn/AGIMEG