Rusciano (As.Tro): “Contrasteremo le idee sbagliate sul gioco. Focus su reputazione e mercato illegale”

“Il report realizzato dalla CGIA Mestre, in collaborazione con As.Tro, è giunto alla sua quinta edizione. Il dibattito pubblico sul gioco è spesso influenzato da logiche di parte e sconta la carenza, se non addirittura l’assenza, del supporto rappresentato dalla conoscenza e dalla disponibilità di dati obiettivi. Questa circostanza ha alimentato un’immagine errata sul gioco, il più delle volte negativa”. E’ quanto ha sottolineato l’avv.ssa Isabella Rusciano (As.tro-Confindustria SIT – DATA ROOM) durante l’evento di presentazione dello “Studio sul settore dei giochi in Italia 2024 – focus su apparecchi con vincita in denaro e online”, realizzato dalla CGIA Mestre.

“Ci siamo convinti che, avvalendoci degli strumenti che il nostro ordinamento ci mette a disposizione e facendo leva sul nostro ruolo di corpo intermedio, avremmo potuto contribuire in qualche modo a colmare il gap con la conoscenza, raccogliendo e analizzando i dati sul settore del gioco. Quasi a voler aggiungere controprove ad un processo sommario che ha visto coinvolto il gioco pubblico in tutti questi anni.

Partendo dal consolidamento della nostra collaborazione con CGIA Mestre e dalle altre nuove collaborazioni che sono nate con Tutela Digitale, il nostro partner tecnologico, o stavano nascendo con l’Università di Bologna o EKG, una sorta di data room americana, abbiamo creato un percorso a cui abbiamo dato continuità e struttura, creando una vera e propria data room.

La nostra Data Room – ha aggiunto – è stata pensata, quindi, come un laboratorio di idee e dati che si contaminano. Uno spazio digitale, dinamico, capace di evolversi e che ha come obiettivo finale quello di offrire dati trasparenti e accessibili a chiunque. Per prima cosa siamo partiti dai territori. Abbiamo iniziato a raccogliere le leggi regionali, i regolamenti, ordinanze comunali, con lo scopo di supportare gli operatori di gioco a destreggiarsi nel ginepraio che si era creato dalla stratificazione delle diverse normative locali e degli obblighi che imponevano.

Abbiamo elaborato delle schede esplicative sulle normative, partendo da quelle comunali. Successivamente, con il progredire del lavoro, ci siamo resi conto che questo prodotto iniziava a possedere un potenziale informativo e analitico ben più ampio: poteva essere implementato con ulteriori dati, con altri elementi di analisi, anche disaggregati a livello locale. Queste schede sono così diventate dei prodotti dinamici e multidimensionali, in grado di contenere, accanto a un’analisi della cornice normativa, anche altri dati, come l’andamento dei parametri economici di gioco in uno specifico territorio, la distribuzione territoriale dei punti, il numero effettivo di persone prese in carico dai servizi sanitari per DGA, disturbo da gioco d’azzardo.

Già da un anno abbiamo infatti iniziato a diffondere dei bollettini proprio sul DGA, con il numero dei soggetti curati dalle 110 ASL italiane che sono state interpellate a riguardo e hanno restituito una proiezione reale di questo fenomeno. E siamo arrivati ad elaborazioni in grado di mettere a sistema i dati di gioco con i dati demografici e socio-territoriali.

Schede, dossier in grado di raccontare, grazie ai numeri, lo stato delle cose, la realtà oggettiva sul gioco, anche rispetto a una singola porzione di territorio, da Aosta a Lampedusa, e che, se aggregati, ci restituiscono una proiezione effettiva su tutto il territorio nazionale”, ha detto.

“Siamo convinti che mai come oggi, con un riordino in corso, sia fondamentale avere e diffondere più dati possibili sul gioco, sui processi evolutivi che lo riguardano e sui fenomeni ad esso connessi. Il 2026 rappresenterà l’anno di consolidamento di consolidamento di Data Room, che continuerà a evolversi. Siamo partiti in tre e oggi mi pregio di coordinare un team composto da 13 professionisti. A partire da gennaio 2026, forniremo mensilmente dei report dettagliati sulla reputazione online di questo settore.

E lo faremo attraverso l’utilizzo di una piattaforma monitor e agenti AI che, da quasi un anno, stanno scandagliando il web, interrogando oltre 300 milioni di fonti per sondare il sentiment che opinione pubblica e mass media incontrano nei confronti di questo settore e dei processi normativi che lo riguardano e lo riguarderanno”, ha sottolineato.

“Data Room, poi, con l’obiettivo di spostare l’angolo di osservazione da sempre rivolto verso l’offerta di gioco, ha raccolto dati che consentiranno, invece, di effettuare un’analisi sulla domanda di gioco. Cercheremo infine di avviare anche un’indagine, un’analisi sul gioco illegale, proprio in riferimento ai territori. E questo intento lo abbiamo maturato anche partendo da alcune evidenze che abbiamo registrato incrociando alcuni dei dati in nostro possesso, come il numero di soggetti dipendenti e la presenza dell’offerta di gioco su un determinato territorio.

Oggi disponiamo di un dataset solido, ricco di dati e potenziale analitico, ma soprattutto ampie prospettive di sviluppo. Tuttavia, la fase che ci attende richiede di valorizzare e veicolare al meglio questo patrimonio informativo. Va proprio in questa direzione l’obiettivo di approdare su ogni piattaforma di comunicazione pubblica e social, partendo da X.

Non solo per diffondere in maniera più capillare, funzionale ed efficace i contenuti prodotti da Data Room, ma soprattutto per informare efficacemente il dibattito pubblico e replicare ad eventuali contenuti falsi o strumentalizzati. Questi sono i nuovi progetti di Data Room che prenderanno avvio a partire dal 2026, sempre insieme ai nostri partner di Cgia Mestre e Tutela Digitale”, ha concluso. cdn/AGIMEG