STS: “Salute pubblica e redditività del comparto dei giochi sono interessi conciliabili. La scomparsa dei punti terrestri avrà come conseguenza la fine del presidio sul territorio e l’espansione dell’illegalità”

“Senza sminuire l’importanza della salute dei consumatori e senza negare il fatto che il gioco possa avere una deriva patologica, il discorso deve essere più obiettivo. Il rapporto sul gioco racchiuso nel Libro Nero dell’azzardo è un susseguirsi solo di allarmi”. E’ quanto ha sottolineato in una nota STS – Sindacato Totoricevitori Sportivi.

“Il settore dei giochi non è un polo di rovina delle famiglie (che siano abbienti o meno), gli operatori non sono sanguisughe, lo Stato non è un biscazziere. La salute pubblica e la redditività del comparto sono interessi conciliabili e, allo stato attuale, conciliati soprattutto nell’ambito del gioco fisico. Il vero problema sta nel fatto che quest’ultimo è ormai in crisi: i ricevitori in carne e ossa – coloro che costituiscono il presidio diretto tra i giocatori e l’eventuale deriva patologica – stanno scomparendo.

La scomparsa dei punti terrestri avrà come conseguenza la fine del presidio sul territorio e la relativa espansione dell’illegalità. Oltre ai cittadini, a rimetterci sarà anche lo Stato che dovrà rinunciare alle entrate erariali, già in decrescita da oltre un anno”, ha concluso. cdn/AGIMEG