“Di buoni propositi è lastricata la via ormai definita della terza legge di bilancio del go- verno Meloni. La caratteristica dei buoni propositi, però, è sovente quella di poggiare su due momenti: il primo è quello dell’adrenalina dell’annunciata determinazione e della fede cieca nella capacità di realizzare il proposito; il secondo è la doccia fredda dell’impatto con la realtà. Nelle finanziarie italiane, come negli atti performativi di Austen, ci sono frasi che producono effetti concreti: se dire “battezzo questa nave” ne produce il battesimo” – riporta un articolo del Riformista a firma Giuseppe Volpe – “il buon proposito recante l’enunciato “recupereremo tot milioni da questa misura” ne produce l’iscrizione a bilancio tra le entrate e quindi tra le coperture finanziare, a prescindere dalla più che probabile inapplicabilità. Ma tanto quella si scoprirà più avanti”.
“Anche stavolta l’esecutivo (al pari dei precedenti e anche dei prossimi) si barcamena con una manovra fatta di entrate più teoriche che pratiche e talvolta finalizzate a creare una coperta sufficiente a far approvare blitz ed emendamenti notturni, come in ogni
“Nella fattispecie si potrebbe dire che chi non fosse d’accordo con la nuova aliquota potrebbe serenamente non partecipare al bando per comprare o rinnovare la propria concessione, ma sarebbe comunque soggetto alla nuova tassazione fintanto che l’attuale concessione resta attiva”.
“L’impatto con la realtà di questo buon proposito erariale, tuttavia, sarà assai diverso” – sottolinea l’articolo di Giuseppe Volpe – “Come reclamato dall’associazione di categoria Logico, infatti, l’aumento è contrario alla legge di riordino del gioco voluta proprio dal governo Meloni e finirà demolito dal Tar come l’impegno al tapis roulant di quelli che sgarrano a Natale”.
Riequilibrando diritti e doveri dello Stato e dei concessionari – solo pochi mesi fa – l’esecutivo omaggiava la civiltà giuridica del nostro paese, sancendo che: “il canone richiesto dallo Stato e il regime di tassazione (…) non sono modificabili per il periodo di vigenza ed efficacia della concessione”. Un principio sacrosanto cui ovviamente si appelleranno gli operatori attuali”.
“Si sarebbe potuta rimandare la norma applicandola alle sole nuove concessioni (una sorta di “lo sai prima, valuta tu se ti conviene venire in Italia”) ma questo voleva dire rinunciare ad aggiungere una riga alla voce “entrate”, così da poterne avere una per la voce “uscite”. lp/AGIMEG









