“Il processo legislativo di riordino dei giochi pubblici interviene dopo differenti tentativi nell’arco dell’ultimo decennio, periodo nel quale è esplosa la c.d. “questione territoriale”, causata dall’utilizzo di strumenti di prevenzione dal Disturbo da Gioco d’Azzardo (in particolare i “distanziometri” da luoghi sensibili) che la ricerca scientifica ha evidenziato non essere efficaci, particolarmente per i soggetti problematici e patologici”.
E’ quanto hanno sottolineato nella memoria depositata alla Camera relativa all’audizione riguardante la “Delega al Governo per la riforma fiscale” le associazioni Acadi, EGP, Fipe, Confcommercio.
“Tali soluzioni di prevenzione inefficaci nella distribuzione e nelle limitazioni ai prodotti hanno generato tuttavia numerosissimi contenziosi in alcune aree del territorio (Trentino, Emilia-Romagna…) severamente limitate dal proporre una offerta legale di alcuni prodotti; inoltre, hanno provocato l’ impossibilità di procedere alle gare di riattribuzione delle concessioni scadute. Tale fenomeno ha contribuito alla sensibile riduzione dei punti vendita di giochi pubblici dal 2017 ad oggi. Anche per gli effetti del periodo COVID (con assenza di ricavi per apparecchi da gioco, scommesse e bingo per i quasi 12 mesi dei reiterati lockdown) si è prodotto lo spostamento della raccolta tra prodotti diversi (anche per parametri differenti di ritorno in vincite) ed una ampia riemersione delle illegalità nel settore, soprattutto attraverso offerte online storicamente esistenti anche per alimentare punti vendita fisici paralleli alle reti in concessione. Lo spostamento della domanda tra prodotti si è orientata peraltro verso quelli a minore contributo erariale”, continuano.
“Nei punti fisici sono cresciuti esponenzialmente i servizi per il gioco online (con una stima di 1\3 delle transazioni di pagamento effettuate in punti vendita, per almeno il 35% del valore), fenomeno da regolare nell’ambito della disciplina dei pagamenti e mediante una chiara responsabilizzazione, anche amministrativa, degli esercenti. In termini di efficacia della prevenzione del gioco minorile e patologico, i filtri all’accesso al gioco oggi esistenti sono del tutto inefficaci: la tessera sanitaria, introdotta per la prevenzione del gioco minorile, può operare in luoghi nei quali è inibito ex lege l’accesso ai minori, non inibendo efficacemente l’accesso agli stessi che potrebbero venire meglio tutelati dal controllo di un documento di identità che ne attesti la maggiore età. Riguardo alla qualificazione dell’offerta, i sistemi di formazione per riconoscere le dipendenze destinati ai gestori ed al personale dei luoghi di gioco (presenti nelle legislazioni regionali) sono attuati in modo frammentato, raramente con la possibilità di cooperazione organizzativa delle Organizzazioni di categoria e frequentemente privi di sistemi di verifica e certificazione delle competenze. Molte di queste problematiche sono accentuate dall’assenza di evoluzione tecnologica in molte concessioni (reti apparecchi e bingo, in particolare) ed ambiti di esercizio (evoluzione dei servizi delle reti apparecchi, digitalizzazione dei terminali e delle ricevute di gioco, digitalizzazione dei controlli all’accesso delle sale)”, aggiungono.

“Un’opportuna concertazione tra Stato e Regioni ed Enti Locali potrà concorrere al miglior conseguimento di tutti gli interessi pubblici tutelando gli avviamenti esistenti, mantenendo eventualmente lo strumento dei distanziometri tra punti vendita, per quelli di nuova apertura, superando la misura dei “luoghi sensibili” dimostratasi inefficace verso i soggetti problematici e patologici, oggetto della necessaria prevenzione e tutela. Risulta invece prioritaria la regolamentazione, giuridica e tecnologica, dei sistemi di autoesclusione da tutti i prodotti di gioco anche nei punti vendita, integrandoli con quelli del gioco a distanza, a partire dalle sale specializzate. Così come, propedeuticamente alle nuove procedure selettive, è necessario regolamentare l’offerta gestita da remoto per gli apparecchi c.d. AWP rendendo con sistemi digitali più efficace anche il processo autorizzatorio e di verifica, da effettuarsi necessariamente su prototipi di apparecchi o terminali per ragioni di semplificazione amministrativa e sostegno ai produttori autorizzati. Tra le modifiche principali che si suggeriscono al testo in esame parlamentare, alcune integrazioni sono necessarie sulla formulazione di obiettivi di razionalizzazione dell’offerta nei punti vendita. Questa riguarda ragionevolmente tutte le reti di prodotti con vincite in denaro (per evitare di avvantaggiare indebitamente alcuni prodotti rispetto ad altri) e non solo quelle di apparecchi e scommesse, tenendo conto, come evidenziato per la valorizzazione delle future procedure selettive, del complesso degli avviamenti esistenti tanto nelle sale specializzate quanto nei pubblici esercizi e nelle tabaccherie. Risulta particolarmente utile intervenire sulla regolamentazione dei sistemi di pagamento utilizzati nei punti vendita per il gioco online, superando così le problematiche esistenti in materia”, continuano.












