Win for Italia Team, la nuova lotteria che aiuterà il CONI per finanziare i progetti olimpici. Dal Totocalcio al Gratta e Vinci ‘Medaglia d’oro’, tutta la storia di quando il gioco pubblico ha aiutato lo sport

È stato presentato oggi a Roma il “Win for Italia Team”, nuovo gioco numerico a totalizzatore nazionale, in sperimentazione per due anni, con estrazioni quotidiane alle 20:00.

Il gioco – riporta Agimeg -, introdotto per generare nuove risorse per il CONI destinate al finanziamento dei progetti olimpici dell’Italia Team, si inserisce in una lunga tradizione che lega il settore del gioco al sostegno dello sport italiano.

Win for Italia Team: come funziona il nuovo gioco

Per giocare, a partire dal prossimo 28 settembre, si devono scegliere 6 numeri tra 1 e 40. Per vincere si devono indovinare almeno 2 numeri; sono previste 5 categorie di vincita. Il gioco è stato introdotto per generare nuove risorse per il CONI, destinate al finanziamento dei progetti olimpici dell’Italia Team.

Il “Win for Italia Team” rappresenta soltanto l’ultima occasione in ordine cronologico in cui lo Stato italiano ha avuto il supporto del settore del gioco come strumento di finanziamento diretto per la ricostruzione dell’impiantistica, la gestione delle federazioni sportive e l’organizzazione di grandi eventi. Il legame tra sport e gioco ha, infatti, una storia lunga quasi un secolo.

Dal Totocalcio al Totogol: i concorsi pronostici a sostegno dello sport

L’esempio storico più importante è il Totocalcio. Il concorso a pronostici è nato nel 1946, nell’Italia del dopoguerra, e aveva anche l’obiettivo di reperire risorse per rilanciare l’attività sportiva nazionale. Per oltre 60 anni, infatti, i proventi dei concorsi pronostici sportivi hanno contribuito in modo determinante al finanziamento del CONI e dello sport italiano.

Anche il Totogol apparteneva alla famiglia di concorsi pronostici gestiti in stretta sinergia con il sistema CONI. Ideato dal CONI nel 1992 e lanciato ufficialmente a livello nazionale il 25 settembre 1994, il Totogol chiedeva ai giocatori di indovinare le partite in cui si sarebbero segnati più gol. Insieme al Totocalcio, al Totosei e al Totobingo e successivamente a Il9, questo gioco alimentava direttamente le casse del CONI attraverso una percentuale sulla raccolta delle schedine, permettendo così di finanziare la preparazione olimpica e le federazioni sportive, la costruzione e il mantenimento di impianti sportivi in tutta Italia e la promozione dello sport di base e giovanile.

Totip e Corsa Tris: il ruolo delle scommesse ippiche

Per decenni, il Totip e la Corsa Tris hanno rappresentato le colonne portanti delle scommesse ippiche in Italia, nati con il preciso scopo strategico di finanziare e sostenere l’intero settore equestre nazionale.

  • Il Totip (dal 1948): nato dalla collaborazione tra FISE e UNIRE, ha introdotto la scommessa a schedina sulle corse dei cavalli. I suoi proventi venivano destinati direttamente all’allevamento, ai premi e alla manutenzione degli ippodromi storici.
  • La Corsa Tris (anni ’90): creata per modernizzare il settore chiedendo di indovinare i primi tre cavalli al traguardo nell’ordine esatto.
  • Finalità comune: i ricavi di entrambi i giochi sostenevano l’intera filiera, dagli allevatori ai fantini, dai guidatori alle strutture.

Lotterie, corse e credito sportivo

Negli anni ’50 sono state autorizzate le lotterie abbinate alle corse ippiche di Merano e di Agnano e alla corsa automobilistica di Monza. Gli utili venivano ripartiti secondo le disposizioni specifiche delle singole lotterie; una quota del ricavato, tuttavia, era destinata all’ente organizzatore della competizione sportiva cui la lotteria era collegata.

Con la legge n. 1295 del 1957 è stato, poi, istituito l’Istituto per il Credito Sportivo, per sostenere lo sviluppo dello sport in Italia attraverso il credito agevolato. E’ stato quindi creato un apposito fondo per prestare garanzie e dare contributi sugli interessi per i mutui edilizi sportivi. Questo fondo veniva alimentato principalmente con una quota percentuale degli incassi dei concorsi pronostici gestiti dal CONI, come il Totocalcio, e dall’importo dei premi che i vincitori non riscuotevano entro i termini stabiliti.

Le riforme sul finanziamento dello sportdati giochi

La Legge 13 maggio 1999, n. 133, in particolare l’Articolo 16, ha dato al Ministero delle Finanze il potere di introdurre nuovi giochi, concorsi pronostici o scommesse.

Il nucleo della legge era la destinazione dei proventi. La norma stabiliva che le entrate derivanti da questi nuovi giochi e scommesse venissero destinate al finanziamento del CONI e ad altre attività sportive sociali. A integrazione di questo meccanismo, la successiva Legge 17 agosto 1999, n. 289 ha stanziato specificamente i primi 120 miliardi di lire per la preparazione alle Olimpiadi di Sydney 2000 e 5 miliardi di lire per lo sport sociale, attingendo alle entrate derivanti da nuovi giochi e scommesse.

La Legge Finanziaria 2005 ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2005, il finanziamento dello sport fosse agganciato a una quota delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai concorsi pronostici e dai giochi. Per il quadriennio 2005-2008, poi prorogato, la cifra era stata predeterminata in 450 milioni di euro annui.

Il Decreto Anti-crisi ha modificato la disciplina del finanziamento al CONI. Nello specifico, l’articolo 30, comma 4 del decreto ha modificato i commi 281 e 282 della Legge Finanziaria 2005, stabilendo che, a decorrere dall’anno 2011, la quota delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai giochi pubblici da destinare al finanziamento dello sport e del CONI venisse determinata annualmente con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali.

La Legge di Bilancio 2019 ha riformato poi il sistema di governance e di finanziamento dello sport italiano. Il testo ha stabilito che il livello di finanziamento annuale per lo sport sia pari al 32% delle entrate effettivamente incassate dallo Stato nell’anno precedente, garantendo in ogni caso un importo minimo annuo di 410 milioni di euro. La stessa norma ha poi ridefinito la ripartizione interna di queste risorse minime: 40 milioni di euro annui destinati al CONI e 368 milioni di euro annui riservati alla neonata società Sport e Salute S.p.A.

Torino 2006 e il Gratta e Vinci “Medaglia d’oro”

In occasione dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006, lo Stato italiano – riporta Agimeg – ha introdotto uno specifico Gratta e Vinci intitolato “Medaglia d’oro”. La lotteria fu istituita ufficialmente tramite un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze a fine dicembre 2005 e i biglietti entrarono in circolazione all’inizio del 2006.

L’obiettivo principale di questa iniziativa straordinaria era di tipo economico: una quota dei proventi derivanti dalla vendita dei tagliandi fu destinata direttamente al Comitato organizzatore per risanare i deficit di bilancio e finanziare l’organizzazione delle Olimpiadi stesse. Gli utili, fino a un massimo di 30 milioni di euro, erano destinati alla promozione dei Giochi olimpici invernali Torino 2006, attraverso sponsorizzazione e licenza del marchio. cdn/AGIMEG