Home Casinò online Visit Piacenza vittima di SEO spam: link nascosti verso casinò online e siti di scommesse illegali

Visit Piacenza vittima di SEO spam: link nascosti verso casinò online e siti di scommesse illegali

Slot onlineSlot online

Il portale ufficiale di promozione turistica Visit Piacenza sarebbe da mesi vittima di un attacco di SEO spam. L’infrastruttura web dell’ente locale verrebbe utilizzata a sua insaputa per spingere l’indicizzazione di casinò online, piattaforme di scommesse e domini di gioco esteri illegali.

Un’infezione informatica invisibile ai cittadini, ma ben chiara ai motori di ricerca. Se per gli utenti che navigano la homepage la fruizione appare del tutto regolare, l’ispezione del codice sorgente HTML rivela una realtà ben diversa. A rivelarlo è stato il Quotidiano Piacenza Online.

Link nascosti e testi in lingue straniere: come funziona l’attacco

Il meccanismo utilizzato rientra nelle classiche tecniche di black-hat SEO. Attraverso contenitori grafici ridotti ad appena un pixel, gli autori dell’attacco hanno inserito nel codice HTML centinaia di parole chiave e collegamenti ipertestuali verso portali di gioco, come Parimatch, BetBlast o Glory Casino.

Questi elementi, accompagnati da testi in polacco, olandese, bengalese e persino ucraino, risultano completamente invisibili a chi visita la pagina tramite browser, ma vengono puntualmente scansionati e indicizzati dai crawler dei motori di ricerca come Google.

Una compromissione che dura da oltre otto mesi

Analizzando lo storico delle versioni del sito conservate su Internet Archive, emerge che la vulnerabilità risale almeno al 10 gennaio 2026. Nonostante il cambio di gestione dello Iat avvenuto a giugno e i periodici interventi di aggiornamento del CMS WordPress e dei relativi plugin, come Elementor e WPML, il problema è rimasto inalterato per oltre otto mesi.scommesse sportivescommesse sportive

Server in hosting condiviso e norme di sicurezza ICT

L’analisi tecnica evidenzia come il portale sia ospitato su un’infrastruttura in hosting condiviso, una soluzione legittima per il contenimento dei costi ma che necessita di rigorosi controlli di isolamento. Il capitolato d’appalto e il Piano di Sicurezza Informatica comunale prevedono precise procedure di monitoraggio, backup e risposta alle emergenze digitali.

Resta da chiarire la reale portata dell’intrusione: per verificare se l’infezione si limiti allo spam nei metadati o se abbia compromesso il database e i log di sistema, si rende necessaria una bonifica approfondita dell’intera installazione web. cdn/AGIMEG

Exit mobile version